venerdì 8 settembre 2017

DOVERI VERSO IL PROSSIMO E NOI STESSI


DOVERI VERSO IL PROSSIMO E VERSO NOI STESSI


- Hai amato, rispettato e obbedito ai genitori e ai superiori?
- Hai dato loro gravi dispiaceri?
- Hai dato una buona educazione e un buon esempio ai tuoi figli?
- Hai provveduto affinché i tuoi figli ricevessero una formazione cristiana (per esempio la catechesi) e i Sacramenti?
- Hai accolto e rispettato la vocazione dei figli o l'hai ostacolata o impedita?
- Hai provveduto affinché i tuoi familiari o amici, gravemente malati, ricevessero gli ultimi Sacramenti (Confessione, Viatico e Unzione degli Infermi)?
- Hai compiuto con diligenza i doveri del tuo stato?
- Hai salvaguardato l'indissolubilità del matrimonio?
- Hai commesso adulterio?
- Hai trattato male i tuoi dipendenti?
- Hai osservato le leggi civili?
- Hai fatto obiezione di coscienza alle leggi civili contrarie alla Legge di Dio?
- Hai procurato o favorito o consigliato l'aborto?
- Hai mancato di rispetto verso i più deboli?
- Hai soccorso i poveri, i bisognosi, i malati ecc. ?
- Hai odiato il tuo prossimo; gli hai desiderato o augurato il male?
- Hai lasciato che l'ira avesse il sopravvento nelle tue parole e azioni?
- Hai rancore verso qualcuno?
- Hai esagerato nel mangiare e nel bere, ubriacando­ti?
- Hai fatto uso di droghe pesanti o leggere?
- Hai fumato troppo?
- Hai guidato con imprudenza mettendo a repenta­glio la vita tua o altrui?
- Hai nutrito volontariamente pensieri di gelosia e di invidia?
- Hai acconsentito volontariamente a pensieri, desi­deri e sguardi contrari alla castità?
- Hai letto libri immorali o riviste pornografiche?
- Hai assistito a spettacoli immorali?
- Hai frequentato compagnie pericolose?
- Hai fatto o ascoltato discorsi cattivi o maliziosi?
- Hai dato scandalo, provocando al peccato, con il parlare, con il tuo modo di vestire o in qualche altro modo?
- Hai cercato volontariamente occasioni di peccato?
- Hai commesso atti impuri da solo o in compagnia?
- Hai impedito in qualche modo il concepimento nel­l'atto coniugale?
- Hai fatto ricorso alla sterilizzazione?
- Hai rubato? Il valore era esiguo o elevato?
- Hai restituito quanto hai rubato o trovato?
- Hai imbrogliato nel vendere, nel comperare o nel lavoro?
- Hai riparato il danno recato al prossimo?
- Hai pagato i tuoi debiti?
- Hai retribuito con giustizia ed equità i tuoi dipen­denti?
- Hai usato male il denaro?
- Hai detto bugie?
- Hai gravemente pregiudicato gli altri con la men­zogna?
- Hai violato i segreti ricevuti?
- Hai avuto contegni ipocriti o poco trasparenti con il tuo prossimo?
- Hai pensato o parlato male degli altri?
- Hai calunniato qualcuno?
- Hai tenuto un contegno superbo, ambizioso, orgo­glioso, vanitoso ed egoista?
- Hai il cuore attaccato alle cose di questo mondo?
 

PREGHIERE


Formule che il fedele può utilizzare per esprimere il proprio atto di pentimento durante la celebrazione della Confessione.

ATTO DI DOLORE - Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché pec­cando ho meritato i tuoi castighi, e molto più perché ho offeso Te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo col tuo santo aiuto di non offenderti mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato. Signore, misericordia, perdonami.
O Gesù d'amore acceso, non ti avessi mai offeso! O mio caro e buon Gesú, con la tua santa grazia non ti voglio offender più né mai più disgustarti, perché ti amo sopra ogni cosa. Gesú mio, misericordia, perdona­mi.
O Gesù mio, misericordia, perdonami!
Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me peccatore.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, lavami nel tuo Sangue da ogni peccato.
Gesù ti amo, perdonami!

LA COSA PIU’ IMPORTANTE

nel Sacramento della riconciliazione è che Cristo abbia un ruolo di primo piano nel sacramento,
PERCHE’ il Sacramento non è solo un atto umano, ma è un atto divino.
PERCHE’ il Sacramento è essenzialmente azione dì Cristo.
LA COSA PIU’ IMPORTANTE nel Sacramento della riconciliazione
NON sono i nostri peccati
NON neppure il nostro pentimento
NON l'accusa
NON il confessore che accoglie l'accusa
MA L’INCONTRARSI CON CRISTO. 

RICEVERE BENE IL SACRAMENTO
significa:
incontrarsi veramente con Cristo
· essere toccati dalla sua potenza guaritrice
· tornare al Padre accompagnati da Cristo
· essere riconciliati al Padre per mezzo di Cristo
· essere ricreati dalla vitalità dello Spirito Santo
LA NOSTRA RESPONSABILITA’ nel sacramento è racchiusa tutta in una parola:

CONVERSIONE
PERCHE’
· è solo questo che opera la rottura col male
· è solo questo che esprime la buona volontà dell'uomo
· è solo questo che Gesù chiede all'uomo
· è solo questo infatti lo scopo supremo dell'incarnazione, passione e morte di Cristo
questo il dono più straordinario di Dio all'uomo.

CONVERSIONE:

DI DOVE COMINCIARE
DISORDINI
- dove c’è un disordine mettere ordine con la forza di Cristo
PIAGHE
- dove il disordine ha fatto piaga curare la piaga, con la forza di Cristo
RESPONSABILITA’ TRADITE
- dove c'è una responsabilità tradita, ripararla con la forza di Cristo.
TIENI PRESENTE
NON: "mi pento e lui mi perdona"
MA: "lui mi ama e mi perdona sempre, perciò mi pento".
E' sempre Cristo che deve essere al centro del Sacramento.
L'amore di Cristo che rivela e attua il perdono di Dio: questo è il Sacramento.
Prova a “leggere” il Sacramento in una di queste pagine: Lc. 7, 36~50 Lc.15, 11-32

Mt.18; 21-35 Lc.19, 1-10 Gv. 8, 1-11.

giovedì 3 agosto 2017

7 OPERE MISERICORDIA


LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA CORPORALE


1. Dar da mangiare agli affamati.
2. Dar da bere agli assetati.
3. Vestire gli ignudi.
4. Alloggiare i pellegrini
5. Visitare gli infermi.
6. Visitare i carcerati.
7. Seppellire i morti.
 

LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA SPIRITUALE


1. Consigliare i dubbiosi.
2. Insegnare agli ignoranti.
3. Ammonire i peccatori.
4. Consolare gli afflitti.
5. Perdonare le offese.
6. Sopportare pazientemente le persone moleste.
7. Pregare Dio per i vivi e per i morti.
 

CONFESSIONE ED EUCARISTIA


Quando si deve fare la santa Comunione?
La Chiesa raccomanda ai fedeli che partecipano alla santa Messa di ricevere con le dovute disposizioni anche la santa Comunione, prescrivendone l'obbligo almeno a Pasqua.

Che cosa si richiede per ricevere la santa Comunione?

Per ricevere la santa Comunione si deve essere piena­mente incorporati alla Chiesa Cattolica ed essere in stato di grazia, cioè senza peccati mortali. Chi è consa­pevole di aver commesso un peccato mortale (o grave) deve accostarsi al Sacramento della Confessione prima di ricevere la santa Comunione. Importanti sono anche lo spirito di raccoglimento e di preghiera, l'osservanza del digiuno prescritto dalla Chiesa e l'atteggiamen­to umile e modesto del corpo (nei gesti e nell'abbiglia­mento), in segno di rispetto a Gesù Cristo.
A riguardo del digiuno che si deve osservare per riceve­re la santa Comunione, le disposizioni della Sacra congregazione per il Culto divino del 21 giugno 1973 stabiliscono quanto segue:

1 - Per ricevere il Sacramento dell'Eucaristia i comunicandi devono essere da un'ora digiuni di cibi solidi e di bevande, fatta eccezione per l'acqua.
2 - Il tempo del digiuno eucaristico o dell'astinenza dal cibo e dalle bevande viene ridotto a un quarto d'ora circa:
a) per i malati degenti all'ospedale o a domicilio, anche se non costretti a letto;
b) per i fedeli avanzati in età, sia nella loro abitazione che in casa di riposo;
c) per i sacerdoti malati, anche se non costretti a degenza, o per quelli anziani, sia che celebrino la Messa o che ricevano la santa Comunione;
d) per le persone addette alla cura dei malati o degli anzia­ni e per i congiunti degli assistiti, che desiderano fare con essi la santa Comunione, quando non possono, senza disagio, osservare il digiuno di un'ora.
 
Chi si comunicasse in peccato mortale riceve­rebbe Gesù Cristo?
Chi si comunicasse in peccato mortale, riceverebbe Gesù Cristo, ma non la sua grazia, anzi commette­rebbe un orribile sacrilegio (cfr. 1 Cor 11, 27-29).

In che cosa consiste la preparazione prima della Comunione?
La preparazione prima della Comunione consiste nel soffermarsi per qualche momento a considerare Chi andiamo a ricevere e chi siamo noi, facendo atti di fede, di speranza, di carità, di contrizione, di adora­zione, di umiltà e di desiderio di ricevere Gesù Cristo.

In che cosa consiste il ringraziamento dopo la Comunione?
Il ringraziamento dopo la Comunione consiste nello stare raccolti ad adorare dentro di noi, con fede viva, il Signore Gesù, manifestandogli tutto il nostro affet­to, la nostra riconoscenza e presentandogli con fidu­cia le nostre necessità, quelle della Chiesa e del mondo intero.

Dopo la santa Comunione quanto tempo resta in noi Gesù Cristo?
Dopo la santa Comunione Gesù Cristo resta in noi con la sua grazia finché non si pecca mortalmente e con la sua presenza vera, reale e sostanziale resta in noi fin­ché non si sono consumate le specie eucaristiche.

Quali sono i frutti della santa Comunione?
La santa Comunione accresce la nostra unione con Gesù Cristo e con la sua Chiesa, conserva e rinnova la vita di grazia ricevuta nel Battesimo e nella Cresima e ci fa crescere nell'amore verso il prossimo. Fortifican­doci nella carità, cancella i peccati veniali e ci preserva dai peccati mortali.
 

SUSSIDIO PER L'ESAME DI COSCIENZA

DOVERI VERSO DIO
- Hai fatto sempre bene le tue confessioni passate?
- Hai ricevuto la S. Comunione con la certezza di essere in peccato mortale senza prima esserti con­fessato?
- Hai confessato i tuoi peccati almeno una volta all'anno?
- Hai ricevuto la S. Comunione almeno a Pasqua?
- Hai dubitato (o peggio negato), volontariamente, di qualche verità della fede?
- Hai accettato o appoggiato dottrine condannate dalla Chiesa: divorzio, aborto, eutanasia, ecc.?
- Hai votato per partiti o candidati contrari ai princi­pi cristiani e alla Chiesa?
- Hai avuto vergogna di professare la tua fede cri­stiana cattolica?
- Hai mancato di rispetto a luoghi, persone o cose sacre?
- Hai contribuito alle necessità materiali della Chiesa, secondo le tue possibilità?
- Hai prestato fede alla superstizione, agli scongiuri, ai maghi, ai cartomanti, agli oroscopi? Hai parteci­pato a sedute spiritiche?
- Hai recitato con devozione le preghiere del mattino e della sera?
- Hai pregato volontariamente in modo distratto e superficiale?
- Hai trascurato di istruirti nelle verità della fede cat­tolica?
- Hai bestemmiato il Nome di Dio, della Vergine Maria o dei Santi?
- Hai nominato invano o con poco rispetto il loro nome?
- Hai giurato per cose da poco, o peggio, hai giurato il falso?
- Hai perso la S. Messa alla domenica e nelle feste di precetto senza un grave motivo, ma per negligenza o pigrizia o cattiva volontà?
- Hai fatto il possibile perché i tuoi figli e i tuoi sot­toposti non perdessero la S. Messa in tali giorni?
- Hai lavorato o fatto lavorare gli altri in tali giorni senza un grave motivo?
- Hai osservato l'astinenza dalle carni e il digiuno stabiliti dalla Chiesa?

- Hai partecipato attivamente alla vita della Chiesa, collaborando secondo le tue possibilità alle inizia­tive di apostolato e di carità? 

sabato 1 luglio 2017

ACCUSA DEI PECCATI


ACCUSA DEI PECCATI


17. Che cos'è l'accusa dei peccati?
L'accusa dei peccati è la manifestazione dei peccati fatta al Sacerdote confessore, per ricevere l'assoluzione.

18. Di quali peccati siamo obbligati ad accusarci?
Siamo obbligati ad accusarci di tutti i peccati mortali (con numero e circostanze) non ancora confessati o confessati male. La Chiesa raccomanda vivamente di confessare anche i peccati veniali per formare la propria coscienza, lottare contro le cattive inclinazioni, lasciar­si guarire da Cristo e progredire nella vita dello Spirito.

19. Come deve essere l'accusa dei peccati?
L'accusa dei peccati deve essere umile, intera, sincera, prudente e breve.

20. Quali circostanze si devono manifestare, perché l'accusa sia intera?
Perché l'accusa sia intera, si devono manifestare le circostanze che mutano la specie del peccato:
1. quelle per le quali un'azione peccaminosa da veniale diventa mortale;
2. quelle per le quali un'azione peccaminosa contiene due o più peccati mortali.
 
21. Chi non ricorda precisamente il numero dei suoi peccati mortali, che cosa deve fare?
Chi non ricorda precisamente il numero dei suoi pec­cati mortali, deve accusarne il numero, perlomeno, approssimativo.

22. Perché non dobbiamo farci vincere dalla vergo­gna e tacere qualche peccato mortale?
Non dobbiamo farci vincere dalla vergogna e tacere qualche peccato mortale, perché ci confessiamo a Gesú Cristo nella persona del confessore, e questi non può rivelare nessun peccato, a costo anche della vita (sigillo sacramentale); e perché, altrimenti, non ottenendo il perdono saremo condannati.

23. Chi per vergogna tacesse un peccato mortale, farebbe una buona Confessione?
Chi per vergogna tacesse un peccato mortale, non farebbe una buona Confessione, ma commetterebbe un sacrilegio .
Il sacrilegio consiste nel profanare o nel trattare indegnamente i sacramenti e le altre azioni liturgiche, come pure le persone, gli oggetti e i luoghi consacrati a Dio. Il sacrilegio è un peccato gravissimo, soprattutto quando è commesso contro l’Eucaristia, perché, in questo Sacramento, è presente Nostro Signore Gesù Cristo in modo vero, reale, sostanziale; con il suo Corpo e il suo Sangue, con la sua Anima e la sua Divinità.
 
24. Che cosa deve fare chi sa di non essersi con­fessato bene?
Chi sa di non essersi confessato bene, deve rifare le confessioni fatte male e accusarsi dei sacrilegi com­messi.

25. Chi senza colpa ha tralasciato o dimenticato un peccato mortale, ha fatto una buona Confessione?
Chi senza colpa ha tralasciato o dimenticato un pec­cato mortale (o grave), ha fatto una buona Confes­sione. Qualora se ne ricordasse, gli resta l'obbligo di accusarsene nella Confessione seguente.
 

SODDISFAZIONE O PENITENZA

26. Che cos'è la soddisfazione o penitenza?
La soddisfazione, o penitenza sacramentale, é il compimento di certi atti di penitenza che il confessore impone al penitente per riparare il danno causa­to dal peccato commesso e per soddisfare alla giu­stizia di Dio.

27. Perché nella Confessione s'impone la penitenza?
Nella Confessione s'impone la penitenza perché l'as­soluzione toglie il peccato, ma non porta rimedio a tutti i disordini che il peccato ha causato (*). Molti peccati recano offesa al prossimo. Bisogna fare il possibile per riparare (ad esempio, restituire cose rubate, ristabilire la reputazione di chi è stato calun­niato, risanare le ferite). 

La semplice giustizia lo esige. Ma, in più, il peccato ferisce e indebolisce il peccatore stesso, come anche le sue relazioni con Dio e con il prossimo. Risollevato dal peccato, il pec­catore deve ancora recuperare la piena salute spiri­tuale. Deve dunque fare qualcosa di più per riparare le proprie colpe: deve "soddisfare" in maniera ade­guata o "espiare" i suoi peccati.

Il peccato ha una duplice conseguenza. Il peccato morta­le (o grave) ci priva della comunione con Dio e perciò ci rende incapaci di conseguire la vita eterna, la cui privazione è chiamata la "pena eterna" del peccato. D'altra parte, ogni peccato, anche veniale, provoca un attaccamento malsano alle creature, che ha bisogno di purificazione, sia quaggiù, sia dopo la morte, nello stato chiamato Purgatorio. 

Tale puri­ficazione libera dalla cosiddetta "pena temporale" del pec­cato. Queste due pene non devono essere concepite come una specie di vendetta, che Dio infligge dall'esterno, bensì come derivanti dalla natura stessa del peccato. Una conver­sione, che procede da una fervente carità, può arrivare alla totale purificazione del peccatore, così che non sussista più alcuna pena.

Il perdono del peccato e la restaurazione della comunione con Dio comportano la remissione delle pene eterne del pec­cato. Rimangono, tuttavia, le pene temporali del peccato. Il cristiano deve sforzarsi, sopportando pazientemente le sof­ferenze e le prove di ogni genere e, venuto il giorno, affron­tando serenamente la morte, di accettare come una grazia queste pene temporali del peccato; deve impegnarsi, attra­verso le opere di misericordia e di carità, come pure median­te la preghiera     e varie pratiche di penitenza, a spogliarsi completamente dell'«uomo vecchio» e a rivestire l’uomo nuovo».
 
28. Quando si deve fare la penitenza?
Se il confessore non ha prescritto alcun tempo, la penitenza si deve fare al più presto.

  

sabato 24 giugno 2017

Norme Vita Cristiana


NORME FONDAMENTALI DELLA VITA CRISTIANA

I DIECI COMANDAMENTI, O DECALOGO lo sono il Signore Dio tuo:
1. Non avrai altro Dio fuori di me.
2. Non nominare il nome di Dio invano.
3. Ricordati di santificare le feste.
4. Onora il padre e la madre.
5. Non uccidere.
6. Non commettere atti impuri (*).
7. Non rubare.
8. Non dire falsa testimonianza.
9. Non desiderare la donna d'altri.
10. Non desiderare la roba d'altri.
 
Riportiamo un brano di un discorso di Giovanni Paolo II ai Vescovi degli Stati Uniti d'America:
«Con la schiettezza del Vangelo, la compassione di Pastori e la carità di Cristo, voi avete affrontato la questione dell'in dissolubilità del matrimonio, affermando giustamente: «Il patto tra un uomo e una donna uniti in matrimonio cri­stiano è tanto indissolubile e irrevocabile quanto l'amore di Dio per il suo popolo e l'amore di Cristo per la sua Chiesa». Esaltando la bellezza del matrimonio voi avete giustamente preso posizione sia contro la teoria della contraccezione sia contro gli atti contraccettivi, come fece l'enciclica Humanae vitae. Ed io stesso oggi, con la stessa convinzione di Paolo VI, ratifico l'insegnamento di questa enciclica, emes­sa dal mio Predecessore "in virtù del mandato affidatoci da Cristo ". Descrivendo l'unione sessuale tra marito e moglie come una speciale espressione del loro patto d'amore, voi avete giustamente affermato: "Il rapporto sessuale è un bene umano e morale soltanto nell'ambito del matrimonio: fuori del matrimonio esso è immorale ".

Come uomini che hanno `parole di verità e la potenza di Dio " (2 Cor 6,7), come autentici maestri della legge di Dio e Pastori compassionevoli, voi avete anche giustamente affermato: 'Il comportamento omosessuale (che va distinto dall'orientamento omosessuale) è moralmente disonesto "». «...Sia il magistero della Chiesa, nella linea di una tradizione costante, sia il senso morale dei fedeli hanno affermato senza esitazione che la masturbazione è un atto intrinsecamente e gravemente disordinato» (Dichiarazione della sacra Congregazione per la dottrina della fede circa alcune questio­ni di etica sessuale, 29 dicembre 1975, n. 9).
 

I CINQUE PRECETTI DELLA CHIESA

1. Partecipare alla Messa la domenica e le altre feste comandate e rimanere liberi da lavori e da altre attività che potrebbero impedire la santificazione di tali giorni.
2. Confessare i propri peccati almeno una volta all'anno.
3. Ricevere il sacramento dell'Eucaristia almeno a Pasqua.
4. Astenersi dal mangiare carne e osservare il digiuno nei giorni stabiliti dalla Chiesa.
5. Sovvenire alle necessità materiali della Chiesa stessa, secondo le proprie possibilità.
 

PENTIMENTO O DOLORE DEI PECCATI

11. Che cos'è il pentimento?
Il pentimento è il dispiacere o dolore dei peccati commessi, che ci fa proporre di non peccare più. Può essere perfetto o imperfetto.
12. Che cos'è il pentimento perfetto o contrizione?
Il pentimento perfetto o contrizione è il dispiacere dei peccati commessi, perché sono offesa a Dio nostro Padre, infinitamente buono e amabile, e causa della Passione e Morte di Gesù Cristo, Figlio di Dio e nostro Redentore.
13. Che cos'è il pentimento imperfetto o attrizione?
Il pentimento imperfetto o attrizione è il dispiacere dei peccati commessi, per il timore della pena eterna (Inferno) e delle pene temporali, o anche per la brut­tezza del peccato.
 

PROPOSITO DI NON COMMETTERNE PIÙ

14. Che cos'è il proposito?
Il proposito è la volontà risoluta di non commettere mai più peccati e di fuggirne le occasioni.
15. Che cos'è l'occasione del peccato?
L'occasione del peccato è ciò che ci mette in perico­lo di peccare.
16. Siamo obbligati a fuggire le occasioni dei pec­cati?

Siamo obbligati a fuggire le occasioni dei peccati, perché siamo obbligati a fuggire il peccato: chi non le fugge, finisce per cadere, poiché "chi ama il peri­colo in esso si perderà" (Sir 3, 27). 

domenica 4 giugno 2017

IL PECCATO


IL PECCATO


1. Che cos'è il peccato?

Il peccato è «una parola, un atto o un desiderio con­trari alla Legge eterna» (sant'Agostino). 

È un'offesa a Dio, una disobbedienza a Lui, alla sua Legge d'a­more. Esso ferisce la natura dell'uomo e attenta alla solidarietà umana. 

Cristo nella sua Passione svela pienamente la gravità del peccato e lo vince con la sua Misericordia.

2. Come si distingue il peccato da noi commesso?

Si distingue in peccato mortale (o grave) e veniale.

3. Quando si commette il peccato mortale?

Si commette il peccato mortale quando ci sono nel contempo materia grave, piena consapevolezza e deliberato consenso. Questo peccato rompe l'amici­zia con Dio, ci priva della grazia santificante, distrugge in noi la carità, ci conduce alla morte eter­na dell'inferno se non ci si pente. Viene perdonato in via ordinaria mediante i Sacramenti del Battesimo e
della Penitenza o Riconciliazione (comunemente chiamato Sacramento della Confessione).

4. Quando si commette il peccato veniale?

Il peccato veniale, che si differenzia essenzialmente dal peccato mortale, si commette quando si ha mate­ria leggera, piena consapevolezza e deliberato con­senso, oppure quando si ha materia grave, ma senza piena consapevolezza o deliberato consenso. 

Il pec­cato veniale non rompe l'amicizia con Dio, non priva della grazia santificante, ma indebolisce la carità, manifesta un affetto disordinato per i beni creati, ostacola i progressi dell'anima nell'esercizio delle virtù e nella pratica del bene. Il peccato veniale esige una purificazione temporale (pena temporale).

5. Come prolifera in noi il peccato?

Il peccato trascina al peccato, e la sua ripetizione genera il vizio.
6. Che cosa sono i vizi?

I vizi, essendo il contrario delle virtù, sono cattive abitudini che ottenebrano la coscienza e inclinano al male. I vizi possono essere collegati ai sette peccati cosiddetti capitali, che sono: superbia, avarizia, invi­dia, ira, lussuria, golosità, pigrizia spirituale o accidia.

7. Esiste una nostra responsabilità nei peccati com­messi da altri?

Esiste una nostra responsabilità nei peccati commes­si da altri quando vi cooperiamo: prendendovi parte direttamente e volontariamente; comandandoli, con­sigliandoli, lodandoli o approvandoli; non denun­ciandoli o non impedendoli quando si è tenuti a farlo; proteggendo coloro che commettono il male.
 

I PECCATI PIÙ GRAVI


I SEI PECCATI CONTRO LO SPIRITO SANTO

1. Disperare di salvarsi.
2. Presunzione di salvarsi senza merito.
3. Impugnare la verità conosciuta.
4. Invidia della grazia altrui.
5. Ostinazione nei peccati.
6. Impenitenza finale.
 

I QUATTRO PECCATI CHE GRIDANO VENDETTA AL COSPETTO DI DIO


1. Omicidio volontario.
2. Peccato impuro contro natura.
3. Oppressione dei poveri.
4. Defraudare del giusto salario gli operai.
 

LA CONFESSIONE


8. Che cos'è la Confessione?
La Confessione è il sacramento istituito da Gesù Cristo per rimettere i peccati commessi dopo il Battesimo (Gv 20, 19-23).
 

ELEMENTI NECESSARI PER FARE UNA BUONA CONFESSIONE


9. Quante e quali cose si richiedono per fare una buona Confessione?

Per fare una buona Confessione si richiedono cinque cose:
1° esame di coscienza;
2° pentimento o dolore dei peccati;
3° proposito di non commetterne più;
4° accusa dei peccati;
5° soddisfazione o penitenza.
 

ESAME DI COSCIENZA

10. Come si fa l'esame di coscienza?


L'esame di coscienza si fa richiamando alla mente i peccati commessi in pensieri, parole, opere ed omissioni, contro i Comandamenti di Dio, i precetti della Chiesa e gli obblighi del proprio stato (per esempio, gli obblighi di sposo, di genitore, di figlio, di lavora­tore, di studente, etc.), a cominciare dall'ultima con­fessione ben fatta.