sabato 24 giugno 2017

Norme Vita Cristiana


NORME FONDAMENTALI DELLA VITA CRISTIANA

I DIECI COMANDAMENTI, O DECALOGO lo sono il Signore Dio tuo:
1. Non avrai altro Dio fuori di me.
2. Non nominare il nome di Dio invano.
3. Ricordati di santificare le feste.
4. Onora il padre e la madre.
5. Non uccidere.
6. Non commettere atti impuri (*).
7. Non rubare.
8. Non dire falsa testimonianza.
9. Non desiderare la donna d'altri.
10. Non desiderare la roba d'altri.
 
Riportiamo un brano di un discorso di Giovanni Paolo II ai Vescovi degli Stati Uniti d'America:
«Con la schiettezza del Vangelo, la compassione di Pastori e la carità di Cristo, voi avete affrontato la questione dell'in dissolubilità del matrimonio, affermando giustamente: «Il patto tra un uomo e una donna uniti in matrimonio cri­stiano è tanto indissolubile e irrevocabile quanto l'amore di Dio per il suo popolo e l'amore di Cristo per la sua Chiesa». Esaltando la bellezza del matrimonio voi avete giustamente preso posizione sia contro la teoria della contraccezione sia contro gli atti contraccettivi, come fece l'enciclica Humanae vitae. Ed io stesso oggi, con la stessa convinzione di Paolo VI, ratifico l'insegnamento di questa enciclica, emes­sa dal mio Predecessore "in virtù del mandato affidatoci da Cristo ". Descrivendo l'unione sessuale tra marito e moglie come una speciale espressione del loro patto d'amore, voi avete giustamente affermato: "Il rapporto sessuale è un bene umano e morale soltanto nell'ambito del matrimonio: fuori del matrimonio esso è immorale ".

Come uomini che hanno `parole di verità e la potenza di Dio " (2 Cor 6,7), come autentici maestri della legge di Dio e Pastori compassionevoli, voi avete anche giustamente affermato: 'Il comportamento omosessuale (che va distinto dall'orientamento omosessuale) è moralmente disonesto "». «...Sia il magistero della Chiesa, nella linea di una tradizione costante, sia il senso morale dei fedeli hanno affermato senza esitazione che la masturbazione è un atto intrinsecamente e gravemente disordinato» (Dichiarazione della sacra Congregazione per la dottrina della fede circa alcune questio­ni di etica sessuale, 29 dicembre 1975, n. 9).
 

I CINQUE PRECETTI DELLA CHIESA

1. Partecipare alla Messa la domenica e le altre feste comandate e rimanere liberi da lavori e da altre attività che potrebbero impedire la santificazione di tali giorni.
2. Confessare i propri peccati almeno una volta all'anno.
3. Ricevere il sacramento dell'Eucaristia almeno a Pasqua.
4. Astenersi dal mangiare carne e osservare il digiuno nei giorni stabiliti dalla Chiesa.
5. Sovvenire alle necessità materiali della Chiesa stessa, secondo le proprie possibilità.
 

PENTIMENTO O DOLORE DEI PECCATI

11. Che cos'è il pentimento?
Il pentimento è il dispiacere o dolore dei peccati commessi, che ci fa proporre di non peccare più. Può essere perfetto o imperfetto.
12. Che cos'è il pentimento perfetto o contrizione?
Il pentimento perfetto o contrizione è il dispiacere dei peccati commessi, perché sono offesa a Dio nostro Padre, infinitamente buono e amabile, e causa della Passione e Morte di Gesù Cristo, Figlio di Dio e nostro Redentore.
13. Che cos'è il pentimento imperfetto o attrizione?
Il pentimento imperfetto o attrizione è il dispiacere dei peccati commessi, per il timore della pena eterna (Inferno) e delle pene temporali, o anche per la brut­tezza del peccato.
 

PROPOSITO DI NON COMMETTERNE PIÙ

14. Che cos'è il proposito?
Il proposito è la volontà risoluta di non commettere mai più peccati e di fuggirne le occasioni.
15. Che cos'è l'occasione del peccato?
L'occasione del peccato è ciò che ci mette in perico­lo di peccare.
16. Siamo obbligati a fuggire le occasioni dei pec­cati?

Siamo obbligati a fuggire le occasioni dei peccati, perché siamo obbligati a fuggire il peccato: chi non le fugge, finisce per cadere, poiché "chi ama il peri­colo in esso si perderà" (Sir 3, 27). 

domenica 4 giugno 2017

IL PECCATO


IL PECCATO


1. Che cos'è il peccato?

Il peccato è «una parola, un atto o un desiderio con­trari alla Legge eterna» (sant'Agostino). 

È un'offesa a Dio, una disobbedienza a Lui, alla sua Legge d'a­more. Esso ferisce la natura dell'uomo e attenta alla solidarietà umana. 

Cristo nella sua Passione svela pienamente la gravità del peccato e lo vince con la sua Misericordia.

2. Come si distingue il peccato da noi commesso?

Si distingue in peccato mortale (o grave) e veniale.

3. Quando si commette il peccato mortale?

Si commette il peccato mortale quando ci sono nel contempo materia grave, piena consapevolezza e deliberato consenso. Questo peccato rompe l'amici­zia con Dio, ci priva della grazia santificante, distrugge in noi la carità, ci conduce alla morte eter­na dell'inferno se non ci si pente. Viene perdonato in via ordinaria mediante i Sacramenti del Battesimo e
della Penitenza o Riconciliazione (comunemente chiamato Sacramento della Confessione).

4. Quando si commette il peccato veniale?

Il peccato veniale, che si differenzia essenzialmente dal peccato mortale, si commette quando si ha mate­ria leggera, piena consapevolezza e deliberato con­senso, oppure quando si ha materia grave, ma senza piena consapevolezza o deliberato consenso. 

Il pec­cato veniale non rompe l'amicizia con Dio, non priva della grazia santificante, ma indebolisce la carità, manifesta un affetto disordinato per i beni creati, ostacola i progressi dell'anima nell'esercizio delle virtù e nella pratica del bene. Il peccato veniale esige una purificazione temporale (pena temporale).

5. Come prolifera in noi il peccato?

Il peccato trascina al peccato, e la sua ripetizione genera il vizio.
6. Che cosa sono i vizi?

I vizi, essendo il contrario delle virtù, sono cattive abitudini che ottenebrano la coscienza e inclinano al male. I vizi possono essere collegati ai sette peccati cosiddetti capitali, che sono: superbia, avarizia, invi­dia, ira, lussuria, golosità, pigrizia spirituale o accidia.

7. Esiste una nostra responsabilità nei peccati com­messi da altri?

Esiste una nostra responsabilità nei peccati commes­si da altri quando vi cooperiamo: prendendovi parte direttamente e volontariamente; comandandoli, con­sigliandoli, lodandoli o approvandoli; non denun­ciandoli o non impedendoli quando si è tenuti a farlo; proteggendo coloro che commettono il male.
 

I PECCATI PIÙ GRAVI


I SEI PECCATI CONTRO LO SPIRITO SANTO

1. Disperare di salvarsi.
2. Presunzione di salvarsi senza merito.
3. Impugnare la verità conosciuta.
4. Invidia della grazia altrui.
5. Ostinazione nei peccati.
6. Impenitenza finale.
 

I QUATTRO PECCATI CHE GRIDANO VENDETTA AL COSPETTO DI DIO


1. Omicidio volontario.
2. Peccato impuro contro natura.
3. Oppressione dei poveri.
4. Defraudare del giusto salario gli operai.
 

LA CONFESSIONE


8. Che cos'è la Confessione?
La Confessione è il sacramento istituito da Gesù Cristo per rimettere i peccati commessi dopo il Battesimo (Gv 20, 19-23).
 

ELEMENTI NECESSARI PER FARE UNA BUONA CONFESSIONE


9. Quante e quali cose si richiedono per fare una buona Confessione?

Per fare una buona Confessione si richiedono cinque cose:
1° esame di coscienza;
2° pentimento o dolore dei peccati;
3° proposito di non commetterne più;
4° accusa dei peccati;
5° soddisfazione o penitenza.
 

ESAME DI COSCIENZA

10. Come si fa l'esame di coscienza?


L'esame di coscienza si fa richiamando alla mente i peccati commessi in pensieri, parole, opere ed omissioni, contro i Comandamenti di Dio, i precetti della Chiesa e gli obblighi del proprio stato (per esempio, gli obblighi di sposo, di genitore, di figlio, di lavora­tore, di studente, etc.), a cominciare dall'ultima con­fessione ben fatta. 

sabato 13 maggio 2017

CONFESSIONE - guida pratica


GUIDA PRATICA AL SACRAMENTO DELLA CONFESSIONE
PRESENTAZIONE

"Vi supplico: lasciatevi riconciliare con Dio". Dal 1995 queste parole risuonano con particolare forza persuasiva nella chiesetta parrocchiale di S. Agostino in Pantano (Civitavecchia). 

Il 17 giugno di quell'anno affidai solennemente a questa piccola chiesa parrocchiale il compito di custodire gelosa­mente e amorevolmente una prodigiosa statuetta della Madonna. Questa statua aveva lacrimato san­gue per ben quattordici volte alla presenza di nume­rosi e qualificati testimoni. La quattordicesima lacri­mazione era avvenuta addirittura mentre la statua si trovava tra le mie mani.

Da quel sabato 17 giugno la chiesa parrocchiale di S. Agostino è divenuta per le numerose folle di pel­legrini la chiesa della Madonnina delle Lacrime o più semplicemente la chiesa della Madonnina.

In questo luogo di culto, visitato in modo così straor­dinario dalla Divina Misericordia, si possono facil­mente ascoltare nell'intimo del proprio cuore affet­tuose parole materne, che ripetono dolcemente: "Vi supplico: lasciatevi riconciliare con Dio".

La riconciliazione con il Dio Vivo si compie solo ed unicamente mediante il lavacro rigeneratore nel Sangue Preziosissimo di Gesù, l'unico Redentore e Salvatore dell'uomo. 

È nel suo Sangue - il Sangue di Dio, come scrive S. Ignazio di Antiochia - che venia­mo purificati dai peccati, riconciliati con il Padre ricco di misericordia e restituiti al suo abbraccio. Questa immersione purificatrice e santificatrice nel Sangue Divino di Gesù, ordinariamente si compie nel­l'umile e semplice celebrazione del Sacramento del Battesimo e del Sacramento della Riconciliazione o Penitenza, comunemente chiamato Sacramento della Confessione. 

I peccati commessi dopo il Battesimo vengono infatti perdonati con il Sacramento della Confessione che così si rivela come il "luogo" dove si manifestano i grandi miracoli della Divina Misericor­dia.

È lo stesso Gesù che lo spiega a Santa Faustina Kowalska, l'apostola della Divina Misericordia: «Scrivi, parla della Mia Misericordia. Dì alle anime dove debbono cercare le consolazioni cioè nel tribu­nale della Misericordia, lì avvengono i più grandi miracoli che si ripetono continuamente. 

Per ottenere questo miracolo non occorre fare pellegrinaggi in terre lontane né celebrare solenni riti esteriori, ma basta mettersi con fede ai piedi di un Mio rappresentante e confessargli la propria miseria ed il mira­colo della Divina Misericordia si manifesterà in tutta la sua pienezza. 

Anche se un'anima fosse in decom­posizione come un cadavere ed umanamente non ci fosse alcuna possibilità di risurrezione e tutto fosse perduto, non sarebbe così per Dio: un miracolo della Divina Misericordia risusciterà quest'anima in tutta la sua pienezza. 

Infelici coloro che non approfittano di questo miracolo della Divina Misericordia! Lo invocherete invano, quando sarà troppo tardi!» (Santa Faustina Kowalska, Diario, V Quaderno, 24.X11.1937).

«Figlia, quando vai alla Confessione, sappi che Io stesso ti aspetto in confessionale, Mi copro soltanto dietro il sacerdote, ma sono Io che opero nell'anima. Lì la miseria dell'anima s'incontra col Dio della Misericordia. 

Dì alle anime che da questa sorgente della Misericordia possono attingere le grazie unica­mente col recipiente della fiducia. Se la loro fiducia sarà grande, la Mia generosità non avrà limiti. I rivoli della Mia grazia inondano le anime umili. I superbi sono sempre nell'indigenza e nella miseria, poiché la Mia grazia si allontana da loro e va verso le anime umili» (Santa Faustina Kowalska, Diario, VI Quaderno, 13.11.1938).

La Madonnina, la Madre di Dio e dell'umanità, con le sue lacrime di sangue supplica accoratamente tutti a lasciarsi riconciliare con il Dio Vivente. 

E soprat­tutto non cessa di invitare i suoi figli che hanno rice­vuto il dono del Battesimo a ricorrere frequentemen­te e con fiducia al Sacramento della Confessione, per godere delle insondabili meraviglie dell'Amore Misericordioso ed esserne sempre più i testimoni nel mondo contemporaneo, così grandemente bisognoso della Divina Misericordia.

Offriamo questa Guida pratica al Sacramento della Confessione con il desiderio di contribuire umil­mente alla missione riconciliatrice della Madonnina.

+ Girolamo Grillo, Vescovo 

sabato 8 aprile 2017

LO SPIRITO CONSOLATORE


LO SPIRITO CONSOLATORE – LO SPIRITO DELLA CHIESA

Antico Testamento: Ezechiele, la profezia del cuore nuovo

Allora le genti sapranno che io sono il Signore parola del Signore Dio quando mostrerò la mia santità in voi davanti ai loro occhi. Vi prenderò dalle genti, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo. 

Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli; vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne.

Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi. Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio. Vi libererò da tutte le vostre impurità: chiamerò il grano e lo moltiplicherò e non vi manderò più la carestia. [Ez. 36,23-29]

Il popolo d’Israele è un popolo che ha tradito Dio ed ora è allo stremo, ha fame. Pensa che nessuno più ascolti le sue preghiere, ma in realtà è Israele che è incapace di pregare, perchè il suo cuore è di pietra, ha perso l’orizzonte della sua verità. 

Lo spirito che ora abita in Lui non è lo Spirito di Dio ed il popolo è morto. Ma Dio ama comunque il suo popolo e si china su di esso; lo lava con l’acqua pura, lo raccoglie e mette nel suo cuore uno Spirito Nuovo. Il popolo ora ritrova il Signore e le sue tribolazioni sono finite; non è più un popolo solo, ma è di nuovo il popolo di Dio, che ha in sè lo Spirito della consolazione e dell’abbondanza. Le promesse iniziali ancora una volta sono mantenute.

Questo popolo sbandato vuole essere consolato e ha bisogno di una grande salvezza, da solo non può andare avanti. Emerge qui un forte richiamo ad un altro passo dell’Antico Testamento, al famoso passo di Isaia, dove il profeta annunzia una grande consolazione e cioè che il popolo potrà vedere il volto della Salvezza promessa da Dio: <<Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che è finita la sua schiavitù, è stata scontata la sua iniquità, perché ha ricevuto dalla mano del Signore doppio castigo per tutti i suoi peccati>>. 

Una voce grida: <<Nel deserto preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio. Ogni valle sia colmata, ogni monte e colle siano abbassati; il terreno accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in pianura. Allora si rivelerà la gloria del Signore e ogni uomo la vedrà, poiché la bocca del Signore ha parlato>>. [Is. 40,1-5]

Questi brani ci rivelano come da sempre la condizione umana sia insufficiente a darsi risposte di salvezza definitive e durature. Solo Dio, mediante il suo agire nella storia, porta la speranza della vita nel cuore di ogni uomo. La consolazione al popolo d’Israele e la presenza di Dio nelle sue vicende storiche si è attuata in modalità differenti ma sempre guidate dallo Spirito Santo (i re, i giudici, i profeti) fino alla rivelazione piena e definitiva con l’incarnazione del Verbo per opera dallo Spirito Santo.

Gesù risorto torna al Padre ma con la promessa di essere con i suoi discepoli fino alla fine dei giorni. Questa presenza si attua nella Chiesa, il nuovo popolo, alla quale il Cristo dona il suo Spirito, il Consolatore perchè non si smarrisca nel deserto della storia, ma possa procedere Santa e immacolata fino alla fine dei tempi.

Nuovo Testamento: Pentecoste

M entre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. 

Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua. Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: <<Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com'è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio>>. [At. 2,1-11]

Nella pentecoste descritta da Luca negli Atti degli Apostoli vengono riproposti i due simboli dello Spirito: il Vento e il Fuoco. Gesù come aveva promesso, dona alla comunità dei discepoli il Consolatore: “Pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. 

Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi.” [Gv. 14,16-18] Nel dono dello Spirito Santo si consolida la nuova alleanza, gli uomini ricevono lo Spirito di Dio in una modalità sorprendente e con una potenza del tutto nuova, tutti capiscono cosa accade pur parlando lingue diverse. 

La Chiesa pur parlando mille lingue diverse tra loro, proclama un unico messaggio, il Vangelo di Cristo. Lo Spirito, proprio perchè è Spirito di “Libertà” soffia nelle direzioni più impensate e suscita i doni più inattesi. In questo suo agire noi troviamo la nostra consolazione, la capacità di penetrare in profondità la Parola, il sostegno nella testimonianza apostolica e missionaria della Chiesa. 

Lo Spirito è colui che riempie i nostri cuori e ci aiuta a risollevarci dalle nostre debolezze. Nel Vangelo di Giovanni ci sono due momenti in cui si rivela che il Consolatore è lo Spirito di Dio che Cristo dona al mondo per non lasciare l’umanità, la Chiesa, orfana di quel sostegno necessario per convertire ogni giorno il suo cuore di pietra: “E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: <<Tutto è compiuto!>>. E, chinato il capo, spirò .” [Gv. 19,30]

“La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: <<Pace a voi!>>. Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: <<Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi>>. Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: <<Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi>>". [Gv. 20,19-23]

Nello spirare Gesù emette il suo Spirito; il Risorto che “alita” sui discepoli è un’immagine che rimanda fortemente alla Ruach della Creazione. Il Cristo risorto crea la sua Chiesa; il risorto appare in questo brano come il creatore dell’uomo nuovo, libero dal peccato e dal male e coerede con Lui della Salvezza a cui Dio fin dal principio l’aveva destinato. La Chiesa ogni giorno proclama questo messaggio, in attesa del ritorno glorioso di Cristo. Senza lo Spirito Santo la Chiesa non potrebbe sussistere e non sarebbe credibile.

In questo cammino verso la Salvezza, accompagnati dallo Spirito, dobbiamo far fruttare i nostri carismi che sono la capacità di agire dell’uomo per l’uomo, ma che portano in sè l’azione di Dio.

La Chiesa: La preghiera

I n ogni tempo nella Chiesa la presenza vitale e consolatrice dello Spirito Santo suscita la preghiera. In ogni parte del mondo dove esistono persone che pregano, c’è la presenza dello Spirito Santo, germe e soffio vitale; apertura alla Salvezza.

Lo Spirito è colui che fa prendere coscienza all’uomo di aver bisogno di un Altro, che è al di fuori di lui, per essere salvato. Lo Spirito Santo è il dono che arriva nel cuore dell’uomo insieme alla preghiera. E’ anche colui che proclama la nostra preghiera perchè mette sulle nostre labbra quelle parole che altrimenti siamo incapaci di pronunciare per supplicare e intercedere presso Dio. Lo Spirito che ci conosce intimamente, agisce in noi.

“Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili.” [Rm. 8,26]

La storia della salvezza si apre con la creazione del mondo dove lo Spirito è presente; si muove attraverso i secoli mediante il disegno di Dio attuato dalla presenza dello Spirito; si compie oggi nella Chiesa, alla quale lo Spirito è stato donato e Le suggerisce le parole di invocazione in attesa della nuova venuta di Cristo.

E per concludere, ricordiamoci che lo Spirito Santo non lascia mai le cose come sono: sparge senza misura i Suoi doni, ma tocca a noi accoglierli e farli fruttificare. In altri termini, lo Spirito Santo è il pilota, ma l’auto la mettiamo noi; Lui è il vento, ma la vela la srotoliamo noi.


martedì 28 marzo 2017

LO SPIRITO RINNOVATORE


LO SPIRITO RINNOVATORE

Antico Testamento: Ezechiele e la profezia delle ossa inaridite

La mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa; mi fece passare tutt'intorno accanto ad esse. Vidi che erano in grandissima quantità sulla distesa della valle e tutte inaridite. 

Mi disse: <<Figlio dell'uomo, potranno queste ossa rivivere?>>. Io risposi: <<Signore Dio, tu lo sai>>. 

Egli mi replicò: <<Profetizza su queste ossa e annunzia loro: Ossa inaridite, udite la parola del Signore. Dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete. Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete: Saprete che io sono il Signore>>. 

Io profetizzai come mi era stato ordinato; mentre io profetizzavo, sentii un rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si accostavano l'uno all'altro, ciascuno al suo corrispondente. Guardai ed ecco sopra di esse i nervi, la carne cresceva e la pelle le ricopriva, ma non c'era spirito in loro. Gli aggiunse: <<Profetizza allo spirito, profetizza figlio dell'uomo e annunzia allo spirito: Dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano>>. 

Io profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato. Mi disse: <<Figlio dell'uomo, queste ossa sono tutta la gente d'Israele. Ecco, essi vanno dicendo: Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti. Perciò profetizza e annunzia loro: 

Dice il Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nel paese d'Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nel vostro paese; saprete che io sono il Signore. L'ho detto e lo farò>>. Oracolo del Signore Dio. [Ez. 37,1-14]

Questo di Ezechiele è il brano dell’Antico Testamento che più di ogni altro rimanda all’evento della risurrezione. Grande protagonista è lo Spirito di Dio, lo Spirito che sprigiona la potenza di Dio, e ne manifesta l’onnipotenza. 

Il Vento (lo Spirito), entra nelle ossa inanimate e le rinnova, le riporta a vita nuova; ciò che era, ora non è più e ciò che era morto ora è vita nuova. Ancora una volta l’elemento cosmico (il vento) prorompe sulla Terra e porta la vita. E’ la vittoria del Vento (lo Spirito) e di Dio sulla morte. Lo Spirito è potenza che va oltre il limite. Interessante notare che ancora una volta, come nella creazione, è l’alito di vita che proviene da Dio che penetra la materia inanimata, le ossa inaridite - il fango, e le rende vive. 

Il mistero dello Spirito proviene, come il vento, da un “dove” che l’uomo non percepisce fino in fondo ma che può cogliere nel momento della sua azione.

Il secondo aspetto importante è la promessa. Dio promette il suo Spirito, promette la risurrezione; è il Dio fedele che parla; il Dio che ama la sua creatura e la sua creazione: L'ho detto e lo farò.

Le ossa inaridite le possiamo anche paragonare alla nostra condizione umana lontana da Dio, che non produce nulla di vivo. L’esistenza dell’uomo, fecondata dalla presenza dello Spirito, è completamente rinnovata e produce frutti che la elevano. 

L’incontro con lo Spirito di Dio porta le azioni umane ad essere efficaci e ritrovano in Lui la loro verità più profonda e viva. L’agire diventa segno di salvezza, riflesso di una realtà più alta e più profonda. 

Un esempio per tutti. Prendiamo la parola umana, può esprimere tante cose a livello di relazione interpersonale, ma è lettera morta perchè la sua eco si perde con la morte di chi l’ha pronunciata. Nell’incontro della parola con lo Spirito di Dio, essa si rinnova e si riempie di quella potenza che la trasforma in parola di salvezza: la voce umana è strumento della Voce di Dio.

Nuovo Testamento: La Risurrezione

R iguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti, Gesù Cristo, nostro Signore. [Rm. 1,3-4]

E se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto a causa del peccato, ma lo spirito è vita a causa della giustificazione. E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi. [Rm. 8,10-11]

Questi due brani di S. Paolo sono rivolti alla Chiesa di Roma; in essi troviamo un’ulteriore rivelazione dell’azione dello Spirito Santo nel mistero della Risurrezione. Nei Vangeli non vi è cenno alle modalità della Risurrezione, ma S. Paolo, ispirato dallo Spirito, compie questa riflessione: è lo stesso Spirito di Dio che ha risorto il signore Gesù. Colui che era Figlio di Dio da quando è stato inviato nel mondo, riceve mediante lo Spirito, i pieni poteri nel momento della sua glorificazione, quando risorto siede alla destra di Dio.

La convinzione che lo Spirito di potenza, che fa nuove tutte le cose, agisca nella Risurrezione, è già presente in tutta la riflessione dei primi anni della Chiesa. Lo Spirito Santo, che ha creato col Padre e col Figlio il mondo; lo Spirito Santo che ha reso col Padre carne il Figlio; lo stesso Spirito non poteva essere il grande assente nel momento “cruciale” della Salvezza, la Risurrezione, senza la quale non trovava compimento la promessa da Dio.

Questa azione è presente qui oggi nel nostro tempo, perchè questo Spirito, capace di farci vivere, che ci dona la fede e ci rinnova nella conversione, è già in noi.

La Chiesa: La Riconciliazione

Lo Spirito che rinnova è oggi presente nella Chiesa attraverso il sacramento della Riconciliazione e in ogni atto che porta ogni uomo a convertirsi, cioè a cambiare radicalmente il suo cuore.
L’uomo è sempre tentato dal peccato ed essendo fragile cade. L’amore di Dio lo porta a stare dinanzi al suo errore e proprio lo Spirito Santo gli fa gustare, dopo la nostalgia della lontananza, il volto del Padre. 

C’è una vita nuova che attende ogni peccatore che si converte. Lo Spirito Santo suggerisce al peccatore sentimenti di pentimento, ma gli apre anche orizzonti di speranza perchè lo riconduce alla pace.


Che lo Spirito sia presente nel sacramento della riconciliazione è Gesù stesso che lo dice: “Gesù disse loro <<Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi>>“. [Gv. 20,22-23] 

Il sacerdote nel dare l’assoluzione pronuncia le parole: “Io ti assolvo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Chi perdona è Dio Padre, in Gesù Cristo, per l’azione potente dello Spirito.