giovedì 30 giugno 2011

LA PREGHIERA: ESPRESSIONI PARTICOLARI



FORME particolari di PREGHIERA

La Lectio Divina

La "Lectio Divina" è un esercizio di ascolto della Parola di Dio, che coglie il mistero del Verbo Incarnato e penetra quindi nel mistero stesso di Dio, è dunque la condizione per vivere una vita cristiana profonda ed autentica, che incarna concretamente la Parola.

Questo metodo di preghiera si sviluppa nella grande tradizione monastica medioevale e da lì giunge fino a noi.

E’ ancora estremamente valido perché la Chiesa, grazie soprattutto al Concilio Vaticano II (con la Costituzione Dei Verbum), ha posto la Parola di Dio al centro della Sua vita e di quella di ogni fedele.

La "Lectio" inserisce dunque colui che prega all’interno della grande Tradizione della Chiesa, in cui tanti cristiani, pastori e Santi hanno meditato sulla Parola, traendone l’unica e sicura norma di vita e ricevendo forza e speranza nei momenti difficili.

È una lettura individuale o comunitaria della Scrittura che si svolge, secondo la formulazione di Guigo il Certosino (XII secolo) in quattro momenti:

lectio,

meditatio,

oratio

e contemplatio.


La lectio

Preceduto dall'invocazione dello Spirito, il primo movimento della lectio divina è la lettura.

Si legge la Bibbia nella fede che in essa Dio ci viene incontro ed entra in relazione con noi.

La lectio divina si esercita sulla Scrittura e non va confusa con un pio esercizio di lettura spirituale di un'opera di edificazione.

Criteri pratici di lettura sono:

o la lettura continua di un libro biblico oppure i testi (o il solo Vangelo) della liturgia del giorno.

Occorre evitare il dilettantismo di chi sceglie soggettivamente i testi.

È bene leggere il testo più volte e non solo con gli occhi, ma ad alta voce, per entrare realmente in quell'ascolto che, in quanto accoglienza di Colui che parla, è già preghiera.

Per introdurre persone semplici alla lectio divina è bene stabilire una gerarchia di libri da affrontare progressivamente accordando un primato ai vangeli che «tra tutte le Scritture meritatamente eccellono» (Dei Verbum, 18).

La struttura del Vangelo secondo Marco, basata su due parti rispondenti alle domande

«Chi è Gesù?>

Come seguirlo?», è un'eccellente iniziazione alla lectio divina.

La meditatio

La meditazione non è una ricerca d'autoanalisi psicologizzante:

la lectio divina cerca il volto del Signore liberando il credente da atteggiamenti autocentranti.

La meditazione è approfondimento del senso della pagina biblica, dunque «studio», sforzo per superare la distanza culturale che ci separa dal testo.

Questo momento è importante per rispettare il testo e non «falsificare la Parola di Dio» (II lettera ai Corinzi, 4, 2).

Nella meditazione è utile il ricorso alle note della Bibbia, alla consultazione dei passi paralleli, al confronto sinottico se si sta leggendo un vangelo, a una concordanza per allargare il significato del testo e per «leggere la Bibbia con la Bibbia».

Anche strumenti come un vocabolario biblico o un commentario esegetico possono essere un valido aiuto per comprendere meglio il testo.

Tuttavia questo momento è finalizzato all'ascolto di una parola rivolta «a me oggi».

Il fine non è l'erudizione ma la comunione con il Signore.

Nella meditazione si fa emergere il suo messaggio centrale, o comunque un suo aspetto che si rivela «parlante».

Allora con l'applicazione del testo a sé e di sé al testo inizia il dialogo e l'interazione tra il credente e la parola ascoltata.

Con la preghiera la parola uscita da Dio ritorna a Dio in forma di ringraziamento, lode, supplica, intercessione (Isaia, 55, 10-11).

La lectio divina si apre al «colloquio tra Dio e l'uomo» (Dei Verbum, 25) e diviene ingresso nell'alleanza.

È lo Spirito che guida questo momento, ma a ispirare la preghiera è anche la Parola di Dio ascoltata: la lectio divina plasma una preghiera non devozionale ma biblica ed essenziale.

«La Parola di Dio cresce con chi la legge» (Gregorio Magno, In Hiezechielem I, 7, 8):

se il testo biblico è immutabile, il lettore muta, cresce, e l'assiduità con le Scritture gli fa vivere i passaggi della vita come relazione con il Signore.

L’Oratio

I modi dell’oratio sono quelli che lo Spirito suscita:

lacrime di gioia o di mortificazione;

silenzio adorante;

intercessione per persone sofferenti evocate dal testo;

lode e ringraziamento.

A volte si resta nell'aridità e la preghiera non riesce a sgorgare.

Allora si tratta di presentare il corpo spento come preghiera muta al Signore.

Anche questi momenti concorrono a fare del credente un uomo di ascolto, sensibile alla presenza del Signore e capace di contemplazione.

Il credente sperimenta la «gioia ineffabile» (I lettera di Pietro, 1, 8) dell'inabitazione della presenza del Signore in lui.

Bernardo ha parlato di tale esperienza successiva all'ascolto della Parola di Dio nei termini di «visita del Verbo»:

«Confesso che il Verbo mi ha visitato, e parecchie volte.

Sebbene spesso sia entrato in me, io non me ne sono neppure accorto.

Sentivo che era presente, ricordo che era venuto;

a volte ho potuto presentire la sua visita, ma non sentirla;

e neppure sentivo il suo andarsene, poiché di dove sia entrato in me, o dove se ne sia andato lasciandomi di nuovo, e per dove sia entrato o uscito, anche ora confesso di ignorarlo, secondo quanto è detto:

"Non sai di dove venga e dove vada"» (Sul Cantico dei Cantici, LXXIV, 5).

La Contemplatio

La contemplazione non allude a «visioni» o a esperienze mistiche particolari, ma indica la progressiva conformazione dello sguardo dell'uomo a quello divino;

indica l'acquisizione del dono dello Spirito che diviene nell'uomo spirito di ringraziamento, di compassione e di discernimento.

La contemplatio non è un momento in cui bisogna fare qualcosa di particolarmente spirituale, ma è quotidiano allenamento ad assumere lo sguardo di Dio su di noi e sulla realtà, purificazione dello sguardo del cuore che arriva a discernere la terra, il mondo e gli uomini come tempio, dimora di Dio.

La lectio divina plasma un uomo eucaristico, capace di gratitudine e di gratuità, di carità e di discernimento della presenza del Signore nelle diverse situazioni dell'esistenza.

Iniziata con l'invocazione dello Spirito, la lectio divina sfocia nella contemplazione.

Essa tende all'eucaristia, svelando il suo intrinseco legame con la liturgia:

«La lectio divina, nella quale la Parola di Dio è letta e meditata per trasformarsi in preghiera, è radicata nella celebrazione liturgica»
(Catechismo della Chiesa Cattolica, 1177).

DIRITTO: CONTRATTO LOCAZIONE COMMERCIALE

CONTRATTO DI LOCAZIONE AD USO DIVERSO
            Il sig. __________, nato a __________ il __________ ed ivi residente in Via __________ n. ___ (c.f. __________ ) e la sig.ra __________, nata a __________ il __________ ed ivi residente in __________ n. ___ (c.f. __________ ), in prosieguo denominati "parte locatrice"
E
la __________, in persona del suo legale pro tempore, sig. __________ con sede in __________, Via __________ n. ___ (c.f. __________ iscritta al registro delle imprese di __________ n. __________ – p. i.v.a. __________ ), in prosieguo denominata “parte conduttrice”
CONVENGONO E STIPULANO QUANTO SEGUE.
1) La parte locatrice concede in locazione alla parte conduttrice che accetta l’immobile sito in __________, con accesso dal civico n. ___ di Piazza __________, angolo Via __________ n. ___, della superficie di circa metri quadrati ___, di cui ___ adibiti ad uso commerciale al piano terreno ed ___ adibiti ad uso magazzino al piano seminterrato. L’unità immobiliare di cui sopra risulta essere individuta in catasto al foglio n. ___, particella n. ___ sub. ___.
2) La parte conduttrice utilizzerà l’immobile oggetto della locazione per la propria attività di consulenza, progettazione, didattica e realizzazione, noleggio e fornitura di hardware nonché software per l’elaborazione elettronica dei dati e dei servizi telematici, telefonici, editoriali, video, musicali, pubblicitari e di rete, al commercio per conto terzi, anche al dettaglio, oltre alla ristorazione a freddo, bar ed internet caffé. Qualsiasi diversa utilizzazione dovrà essere preventivamente ed espressamente autorizzata dalla parte locatrice. La parte conduttrice dichiara che la parte dell’unità immobiliare sita al piano terreno verrà utilizzata per attività che comporta contatti diretti con il pubblico.
3) La parte conduttrice non potrà sublocare, cedere in uso o comunque affittare a terzi l’immobile locato o parte di questo, nè cedere il contratto, fatte salve le ipotesi di cui all'art. 36 L. 392/78. La violazione di detti divieti comporterà la risoluzione di diritto del contratto.
4) La locazione ha la durata di sei anni, con inizio dal __________  e termine al __________. La parte conduttrice ha la facoltà di recedere anticipatamente ai sensi dell'art. 27, 7° comma L. 392/78, con preavviso di mesi sei, da formularsi mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. In caso di mancata disdetta inviata dalla parte locatrice da comunicarsi, a mezzo di lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, almeno dodici mesi prima della scadenza, la locazione si rinnoverà per un uguale periodo e così di seguito. Alla scadenza i locali dovranno essere riconsegnati personalmente alla parte locatrice o a persona da quest'ultima espressamente incaricata per iscritto. Nel caso di mancata o ritardata riconsegna dei locali alla scadenza, la parte conduttrice - oltre a quanto previsto nell'art. 15 (quindici) - dovrà pagare alla parte locatrice una indennità per l'abusiva occupazione pari al canone di affitto a quel momento dovuto in virtù del presente contratto, oltre ad una ulteriore indennità giornaliera, a titolo di penale parziale, pari ad 1/60 (un sessantesimo) del canone mensile che sarà a quel momento dovuto, fatto salvo, comunque, il risarcimento del maggior danno. Resta salvo il diritto della parte locatrice a procedere giudizialmente per ottenere il rilascio coattivo dell’immobile.
5) Il corrispettivo della locazione è stabilito in complessive £. __________ (€ __________ ) annue, da pagarsi in rate mensili anticipate di £. __________  ( € __________ ) entro il giorno ___ di ciascun mese, a mezzo bonifico bancario sul conto corrente bancario della parte locatrice intrattenuto presso la __________ n. __________ cod. Abi __________ cod. Cab __________.     Le parti, in relazione alla suddivisione dell’immobile locato, così come descritto all’articolo 1) della presente scrittura, espressamente riconoscono che la valutazione complessiva del corrispettivo pecuniario convenuto è da attribuirsi per 7/10 alla porzione ubicata al piano terreno e per il restante valore (3/10) al piano seminterrato. Il canone così corrisposto sarà automaticamente e senza bisogno di richiesta scritta, aggiornato in relazione alla intervenuta variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai ed impiegati intervenuta a decorrere dall'inizio del secondo anno di locazione. La misura dell'aggiornamento sarà quella massima consentita dalla legge. Successivamente, il canone sarà aggiornato annualmente, in relazione alla variazione ISTAT intervenuta nell'anno precedente. In ogni caso, laddove, dovesse venire a mutare l’indice di riferimento in relazione ad inderogabili disposizioni legislative, sia nazionali che comunitarie, verrà applicata, comunque, quella più favorevole alla parte locatrice. Sono a carico della parte conduttrice, che sin d'ora, dichiara irrevocabilmente di accollarsene il pagamento, tutte le spese di gestione, ivi comprese telefono, luce, gas, corrente industriale, nonchè tute le spese condominiali ordinarie; quest'ultime dovranno essere pagate direttamente dalla parte conduttrice all'amministrazione del condominio che è abilitata a rilasciare le relative quietanze. In ogni caso tutte le somme che la parte locatrice avesse ad anticipare per conto della parte conduttrice per quanto innanzi detto, dovranno essergli da quest'ultima rimborsate entro e non oltre il 5° giorno dal ricevimento della relativa richiesta. Sulle somme non corrisposte decorreranno interessi moratori nella misura indicata nell'art. 15 (quindici) del presente contratto.    L'inadempienza della parte conduttrice darà diritto alla parte locatrice di ottenere la risoluzione del contratto ai sensi dell'art. 1456 c.c. per fatto, colpa ed in danno di lei, con le conseguenze previste al citato art. 15 (quindici).
6) Il pagamento del canone non potrà essere sospeso nè ritardato da pretese od eccezioni della parte conduttrice, qualunque ne fosse il titolo, salvo il successivo e separato esercizio delle sue ragioni.
7) Il mancato pagamento, in tutto od in parte del corrispettivo alle scadenze mensili pattuite, costituirà automaticamente la parte conduttrice in mora; tale mancato pagamento costituirà inoltre inadempienza grave, legittimando in ogni caso la parte locatrice a chiedere la risoluzione di diritto del contratto.
8) La parte conduttrice si obbliga, in deroga agli artt. 1576 e 1609 cod. civ., ad eseguire, a sua cura e spese, tutte le riparazioni ordinarie e straordinarie di qualunque natura, nonchè tutte le opere di restauro e manutenzione che si rendessero necessarie, ad eccezione di quelle inerenti le parti comuni dell’edificio che faranno capo alla parte locatrice. Sono altresì a carico della parte conduttrice le spese relative all'allacciamento ed eventuale potenziamento delle utenze. La parte conduttrice dovrà consentire alla parte locatrice od a suoi incaricati, per giustificati motivi e previo avviso, l'accesso all'unità immobiliare locata. Nei casi previsti dagli artt. 1583 e 1584 cod.civ. la parte conduttrice non avrà diritto a pretendere alcun risarcimento del danno o spese qualora, per riparazioni necessarie ed indifferibili, dovesse risultare limitato l'uso ed il godimento della cosa locata.
9) La parte conduttrice dichiara che la cosa locatagli trovasi in buono stato locativo, adatta all'uso convenuto. La parte locatrice resta in ogni caso esonerata da ogni responsabilità o conseguenza per difetto, diniego o revoca di concessioni, di autorizzazioni o licenze amministrative, anche se dipendenti dalla cosa locata ed anche per il mancato uso contrattuale.
10) Resta convenuto che la parte conduttrice, a sua cura e spese e previa comunicazione alla parte locatrice potrà eseguire nell’immobile locato, fatto salvo il rispetto delle previsioni di legge e le prescritte preventive autorizzazioni da parte delle competenti autorità, tutte le migliorie ed addizioni che ritenga utili per l'uso contrattualmente stabilito. Resta altresì espressamente convenuto che tutti i miglioramenti, riparazioni, addizioni, allacciamenti sull'immobile e quant'altro effettuato dalla parte conduttrice o da chi per essa, resteranno alla cessazione della locazione, per qualsiasi causa essa si verifichi, acquisite all’immobile locato a beneficio della parte locatrice, senza che la parte conduttrice o altri possa pretendere per essi indennità, compensi, rimborsi o risarcimenti anche parziali, né, in ogni caso, il valore di detti miglioramenti o addizioni potrà compensare gli eventuali deterioramenti della cosa locata.
11) La parte conduttrice è costituita custode della cosa locata e dichiara di essere a conoscenza del regolamento condominiale dello stabile ove ubicato l’immobile oggetto della locazione impegnandosi a rispettare ed assolvere le prescrizioni dello stesso. La parte locatrice, fino alla riconsegna, ha il diritto di ispezionare e far ispezionare l’immobile affittato per accertarne lo stato ed il buon uso.
12) La parte conduttrice esonera espressamente la parte locatrice da ogni responsabilità per i danni diretti ed indiretti a persone e/o cose che potessero derivargli da fatto doloso o colposo di propri dipendenti o di terzi in genere, tranne che concorra colpa grave o manifesta della parte locatrice.
13) Successivamente alla disdetta o nel caso in cui la parte locatrice intendesse vendere la cosa locata, la parte conduttrice dovrà sempre consentire, previo avviso, la visita dell'immobile locato, sotto pena della risoluzione di diritto del contratto e del risarcimento dei danni.
14) Nel caso di fallimento della parte conduttrice, il presente contratto si intenderà ipso iure automaticamente risolto. Pertanto - salvo ogni altro diritto - il locale dovrà essere prontamente riconsegnato.
15) Nel caso in cui il presente contratto dovesse risolversi per fatto e colpa della parte conduttrice, salvo quanto espressamente disciplinato nelle singole clausole, questa perderà a titolo di penale parziale pattuita ogni diritto o pretesa che essa potrà avere nei confronti della parte locatrice in forza del presente contratto ovvero in virtù di diverse e successive obbligazioni. Resta, in ogni caso, salvo il diritto della parte locatrice al risarcimento di tutti maggiori danni subiti, subendi e comunque conseguenti o semplicemente riferibili alla condotta anticontrattuale della parte conduttrice. Il tasso degli interessi moratori è concordemente determinato in misura pari al Tasso Ufficiale di Sconto della Banca Centrale, maggiorato di 3 punti e, comunque sempre e non oltre il tasso di soglia fissato dalla legge n.108 del 07.03.1996.
16) Si conviene espressamente che i pagamenti effettuati verranno imputati innanzi tutto al rimborso delle spese dovute, poi agli interessi moratori ed alle penali ed, infine, ai canoni maturati a cominciare da quello cronologicamente anteriore.
17) A tutti gli effetti del presente contratto, nonchè per qualsiasi controversia dipendente, connessa o comunque collegata alla locazione anche se relativa a tempi, atti e fatti successivi alla cessazione della locazione stessa (compresa la notifica degli atti esecutivi) ed ai fini della competenza giudiziaria, la parte conduttrice elegge domicilio nell’immobile a lei affittato, e, per il caso che essa in seguito più non li detenga, elegge domicilio presso l'Ufficio di Segreteria del Comune ove è situato l'immobile locato.
18) L’imposta di registrazione e la tassa di bollo del presente contratto sono a carico di entrambe le parti in eguale misura.
19) Tutte le clausole del presente contratto hanno carattere essenziale e formano un unico ed inscindibile contesto sì che, per patto espresso, la violazione di anche una soltanto delle dette clausole darà diritto alla risoluzione del contratto.
            20) Qualunque modifica al presente contratto dovrà essere provata solo mediante atto scritto.
            21) Per qualunque contestazione che potesse sorgere nell'esecuzione del presente contratto, foro competente, unico ed esclusivo, sarà quello del domicilio della parte  locatrice, ovvero, in difetto, quello ove ubicato l’immobile concesso in locazione.
22) Per quanto non previsto dal presente contratto le parti rinviano a quanto disposto dalla L. 392/78, dal Codice Civile e dalla normativa vigente in materia. Per quanto attiene all‘uso disciplinare dell’immobile locato e delle parti comuni, vengono richiamate le norme di legge e le altre disposizioni concernenti sia la Pubblica Sicurezza, sia i regolamenti comunali d’igiene e di Polizia Urbana.
23) Ai sensi di quanto disposto dall’art. 10 della legge 31.12.1996 n. 675 e successive modifiche ed integrazioni, la parte conduttrice dichiara di essere stata informata circa le finalità e le modalità del trattamento, la natura del conferimento, le conseguenze dell’eventuale rifiuto, i soggetti ai quali i dati possono essere comunicati e l’ambito di diffusione dei dati stessi, nonché i diritti di cui all’art. 13 della Legge medesima, la ragione sociale e la sede del Titolare del trattamento e del Responsabile. In base a detta informativa la parte conduttrice conferisce il proprio consenso, al trattamento dei dati nell’ambito delle finalità e modalità indicategli e nei limiti nei quali il consenso sia richiesto ai sensi di legge.
Redatto, confermato e sottoscritto in ________ il __________ .
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La parte conduttrice, previa rilettura, approva espressamente, a norma degli artt. 1341 e 1342 c.c. i seguenti articoli del presente contratto: 3 (clausola risolutiva espressa per i casi di sublocazione e cessione del contratto); 4 (indennità giornaliera da ritardata restituzione); 5 e 7  (clausola aggiornamento di indice più favorevole; clausola misura interessi moratori; clausola risolutiva espressa per mancato e ritardato pagamento); 8 (obblighi di riparazione, conservazione e manutenzione); 9, 10 e 12 (obblighi ed esonero da responsabilità della locatrice); 14 (clausola risolutiva espressa in caso di fallimento); 15 (penale ed interessi di mora); 16 (imputazione nei pagamenti); 17 (elezione di domicilio); 21 (foro competente).
Redatto, confermato e sottoscritto in ________ il __________ .

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LA PREGHIERA DEL ROSARIO



PREGARE IL ROSARIO

La parola Rosario significa "Corona di Rose".

La Madonna ha rivelato a molti che ogni volta che si dice un’Ave Maria è come se si donasse a Lei una bella rosa e che con ogni Rosario completo Le si dona una corona di rose.

La rosa è la regina dei fiori, e così il Rosario è la rosa di tutte le devozioni ed è perciò la più importante.

Il Santo Rosario è considerato una preghiera completa perché riporta in sintesi tutta la storia della nostra salvezza.

Con il Rosario, infatti, meditiamo i "misteri" della gioia, del dolore e della gloria di Gesù e Maria.

E' una preghiera semplice, umile così come Maria.

E' una preghiera che facciamo insieme a Lei, la Madre di Dio, quando con l'Ave Maria La invitiamo a pregare per noi, la Madonna esaudisce sempre la nostra domanda, unisce la sua preghiera alla nostra.

Essa diventa perciò sempre più efficace, perché quando Maria domanda sempre ottiene, perché Gesù non può mai dire di no a quanto gli chiede sua Madre.

In tutte le apparizioni la Mamma celeste ci ha invitato a recitare il Rosario come arma potente contro il male, per portarci alla vera pace.

"La corona del Rosario è come una corona di rose profumate e multicolori posta ai piedi di Maria".

Può sembrare una preghiera ripetitiva ma invece è come due innamorati che si dicono l'un l'altro tante volte "ti amo".

Il rosario completo era di 15 decine in tre serie chiamate corone, ora diventate 20 con l'aggiunta nel 2002 di una quarta serie.

Ciascuna decina corrisponde ad uno dei misteri della Redenzione, secondo una lista di origine non anteriore al XV o XVI secolo, e per molto tempo non c'è stato un accordo universale su quali fossero.

Nella forma ridotta, si recita ogni giorno una corona meditandone i misteri:

la prima comprende i misteri gaudiosi (o della gioia), contemplati il lunedì e il sabato;

la terza i misteri dolorosi (o del dolore), il martedì e il venerdì;

la quarta i misteri gloriosi (o della gloria), il mercoledì e la domenica.

Con la lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae del 16 ottobre 2002, Giovanni Paolo II ha introdotto facoltativamente i misteri luminosi (o della luce), da contemplare il giovedì, e ha associato ad essi la seconda corona del rosario, interponendola quindi tra la corona dei misteri gaudiosi e quella dei dolorosi.

Misteri gaudiosi (o della gioia) (da recitarsi il lunedì e il sabato):

L'annunciazione dell'Arcangelo Gabriele a Maria Vergine.

La visita di Maria Vergine a Santa Elisabetta.

Il ritrovamento di Gesù al Tempio.
Misteri dolorosi (o del dolore) (da recitarsi il martedì e venerdì):

L'agonia di Gesù nell'orto degli ulivi.

La flagellazione di Gesù alla colonna.

Gesù è caricato della Croce.

La crocifissione e la morte di Gesù.

Misteri gloriosi (o della gloria) (da recitarsi il mercoledì e la domenica):

L'ascensione di Gesù al Cielo.

La discesa dello Spirito Santo.

L'assunzione di Maria Vergine al Cielo.

Misteri luminosi (o della luce) (da recitarsi il giovedì.):


Il Battesimo di Gesù nel fiume Giordano.


Le nozze di Cana .

L'annuncio del Regno di Dio.

La trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor.

L'istituzione dell'Eucaristia .

La tradizione religiosa riporta le 15 promesse che la Vergine in persona avrebbe fatto sia a
san Domenico sia al beato Alano della Rupe riguardo il suo rosario.

Esse sono le seguenti:

«A tutti quelli che devotamente reciteranno il mio Rosario, io prometto la mia protezione speciale e grandissime grazie.».

«Chi persevererà nella recitazione del mio Rosario riceverà grazie preziosissime».

«Il Rosario sarà un'arma potentissima contro l'inferno; esso distruggerà i vizi, libererà dal peccato, dissiperà le eresie».

«Il Rosario farà fiorire le virtù e le buone opere e otterrà alle anime le più abbondanti misericordie divine;

sostituirà nei cuori l'amore di Dio all'amore del mondo, elevandoli al desiderio dei beni celesti ed eterni.

Quante anime si santificheranno con questo mezzo!».

«Colui che si affida a me con il Rosario, non perirà». 

«Colui che reciterà devotamente il mio Rosario, meditando i suoi misteri, non sarà oppresso dalla disgrazia.

Se è peccatore, si convertirà; se è giusto, crescerà in grazia e diverrà degno della vita eterna».

«I veri devoti del mio Rosario non moriranno senza i Sacramenti della Chiesa».

«Coloro che recitano il mio Rosario troveranno durante la loro vita e alla loro morte la luce di Dio, la pienezza delle Sue grazie e parteciperanno dei meriti dei beati».

«Libererò molto prontamente dal purgatorio le anime devote del mio Rosario».

«I veri figli del mio Rosario godranno di una grande gloria in Cielo».

«Quello che chiederete con il mio Rosario, lo otterrete».

«Coloro che diffonderanno il mio Rosario saranno soccorsi da me in tutte le loro necessità».

«Io ho ottenuto da mio Figlio che tutti i membri della "Confraternita del Rosario" abbiano per fratelli durante la vita e nell'ora della morte i santi del Cielo».

«Coloro che recitano fedelmente il mio Rosario sono tutti miei figli amatissimi, fratelli e sorelle di Gesù Cristo».

«La devozione al mio Rosario è un grande segno di predestinazione».

mercoledì 29 giugno 2011

OSTEOPATIA: LA TERAPIA CRANIO SACRALE



LA TERAPIA CRANIO SACRALE

La terapia cranio sacrale è una pratica di medicina complementare che fa parte della tradizione osteopatica

La Terapia Cranio Sacrale è un’arte che comprende allo stesso modo le mani, la mente e il cuore.

La sua dimensione è l’ascolto.

La cosa più importante è aspettare, con delicata attenzione, fino a che il tessuto comincia a comunicare.

Non si tratta perciò di fare qualcosa, ma, al contrario, di unirsi al paziente attraverso il contatto con il tessuto.

La tecnica è stata inventata negli anni Trenta dall' osteopata americano William G. Sutherland, il quale provò che le ossa del cranio si muovono in spazi di un micron:

lo spessore di un capello.

Un movimento ritmico che somiglia alla respirazione.

Poi, a metà degli anni settanta, un gruppo di ricercatori dello Stato del Michigan, guidati da Jhon E. Upledger, effettuò uno studio che confermò la teoria di Sutherland:

toccando e facendo pressione sulle ossa della testa e del collo si possono ottenere benefici in una serie di disturbi e malattie.


Questa cura si basa su leggere manipolazioni proprio delle parti del corpo che più facilmente rimangono contratte in caso di stress (capo e collo) e che possono poi dare origine a diversi problemi.

Non si tratta di semplici massaggi:

le pressioni non si limitano a sciogliere i punti di tensione e di contrazione, ma stimolano la circolazione del liquido cerebrospinale (liquor), che circonda il cervello, proteggendolo, e che scorre all'interno della colonna vertebrale fino al sacro.

E così facendo, aiutano a riequilibrare il sistema muscolo-scheletrico.

Secondo gli esperti, la terapia cranio-sacrale è utile in numerosi disturbi fisici:

sciatalgie e mal di schiena, traumi da parto, colpi di frusta, tensioni muscolari del collo, emicranie, reumatismi, scoliosi, distorsioni.

Ma anche per riniti, vertigini e gli acufeni (ronzii continui alle orecchie).

"Tutto sta nella capacità di percepire i movimenti sottili del sistema muscolo-scheletrico del paziente".

"E' come se il cervello e il midollo osseo respirassero nel liquido cerebrospinale, attraverso il quale viaggiano sostanze biochimiche essenziali come la serotonina, l’ormone del benessere, o l’adrenalina, prodotta in condizioni di stress".

Il massaggio cranio-sacrale viene praticato, con leggerissime manipolazioni, sulle ossa del cranio e sulla colonna vertebrale, intervenendo su un sistema – quello cranio-sacrale, appunto - che è in collegamento con ogni parte dell’organismo.

Per comprendere come i micromovimenti delle ossa del cranio possano influenzare il benessere fisico e psichico dell’individuo è necessario conoscere il ruolo svolto da alcuni elementi che compongono il cranio, a partire dalla Dura madre.

La Dura madre è una membrana densa, fibrosa e non elastica che, insieme all’Aracnoide e alla Pia madre, ricopre il cervello e provvede al nutrimento della sua parte esterna.

Essa inoltre scende per la colonna vertebrale, giù fino a superare l’osso sacro e a rivestire il coccige, cioè l’ultima vertebra della colonna vertebrale.

Durante tale percorso, quindi, circonda il midollo spinale e le radici nervose.

Il movimento o anche “respirazione” cranio-sacrale è alla base di un meccanismo di circolazione, lungo la colonna vertebrale e quindi dal cranio all’osso sacro, del “liquor”, ovvero del fluido cerebro-spinale che scorre all’interno della dura madre.

Il sistema cranio-sacrale è costituito dalla struttura ossea (ossa craniche, colonna vertebrale e osso sacro), dalle membrane meningee (cioè interne al cranio), dal fluido cerebro-spinale detto “liquor” e dalle strutture che regolano la produzione, il riassorbimento e il contenimento del liquido spinale.

Il sistema è inoltre collegato, per mezzo delle varie strutture dell’organismo, al sistema nervoso, circolatorio e linfatico, l’apparato muscolo-scheletrico, al sistema endocrino e al sistema respiratorio.

Ciò premesso, appare chiaro che intervenire sul movimento cranio-sacrale, ovvero sulla fluttuazione ritmica del fluido cerebro-spinale, vuol dire innestare un processo che coinvolge l’intero organismo.

Un tocco molto leggero dell’operatore sulle ossa craniche e sulla colonna vertebrale, alla ricerca di un “contatto” con il ritmo cranio-sacrale che andrà assecondato e stimolato. 

Grazie ai vari collegamenti tra i sistemi che regolano il funzionamento dell’organismo, quindi, il massaggio è in grado di apportare benefici a tutti i livelli.

Da semplice trattamento anti-stress, esso può essere in grado di riequilibrare la postura, i muscoli, l’apparato gastroenterico e di migliorare la respirazione.

Essa è dunque risultata idonea in molti casi nella cura della sciatalgia, dei mal di schiena, dei traumi da parto, colpi di frusta, emicranie, scoliosi, vertigini e problemi dell’articolazione mandibolare.

Dal punto di vista operativo, il terapista praticherà per una durata variabile tra i 40 e i 60 minuti delle leggere manipolazioni delle parti del sistema cranio-sacrale che rimangono normalmente contratte in caso di stress, stimolando la circolazione del liquor.

Le pressioni non dovranno essere superiori alla pressione sostenibile di un dito sul globo oculare.

Nonostante la delicatezza con la quale viene praticato, il massaggio è in grado di agire profondamente sul sistema nervoso, influenzando sia il sistema ormonale che quello immunitario.

In tal modo favorisce l’armonia degli stati psicologici ed emotivi, ovvero stimola uno stato di benessere che favorisce l’armonia tra corpo, mente e spirito e quindi la guarigione dalle più diverse patologie oltre che la loro prevenzione.

Per la sua natura non invasiva, il massaggio cranio-sacrale può essere praticato anche sui neonati, sulle persone anziane e sulle donne in gravidanza.