lunedì 31 ottobre 2011

LA CATECHESI OGGI



LA CATECHESI OGGI

Oggi è necessario non chiudere gli occhi davanti ai grandi cambiamenti a cui siamo sottoposti.

Soprattutto in un periodo come il nostro, caratterizzato da diversi tensioni che segnano un passaggio nella cultura del nostro tempo che non è azzardato chiamare "epocale".

Il Cardinale Vicario, a più riprese nel corso di questi ultimi mesi, ci ha aiutato a cogliere i nodi di questo cambiamento e verificare le sue conseguenze nella vita sociale, politica ed ecclesiale.

Vediamo dinanzi a noi cambiare così velocemente i comportamenti e i modi di pensare che la tentazione di non vedere queste fasi per poter restare tranquilli è forte e per nulla ipotetica.

Concetti quali “uomo”, “natura”, “Dio” sono caricati di significati così nuovi e imprevisti che non sempre ci trovano pronti a delle risposte corrispondenti.

In questo contesto di cambiamento culturale la fede non è immune, ma per sua stessa natura risente del modo di vivere del credente.

Tra i diversi modi con cui la vita di fede viene recepita è facile constatare chi permane in uno stato di fede infantile, chi si fa promotore di un impegno per una fede più genuina e adulta, chi avanza la pretesa di ricevere dalla Chiesa dei servizi dovuti, chi rimane confuso per un cambiamento inaspettato.

Tra queste diverse e comprensibili situazioni si insinua ferocemente l'indifferenza religiosa, premessa indiscussa di un ateismo che trova diversi volti.

Molti catechisti hanno detto con convinzione che i nostri ragazzi oggi hanno desiderio di conoscere Gesù, ma lo vogliono vedere e toccare con mano nel tessuto quotidiano della loro vita.

Una simile osservazione è profondamente vera e attendibile.

Penso, ad esempio, a quanto avviene nell'ambito teologico che condiziona, a sua volta, l'impostazione catechetica.

Uno degli elementi peculiari della cristologia dei nostri anni è certamente l'attenzione privilegiata al Gesù storico.

La così chiamata Third Quest tende proprio a questo:

far toccare con mano i dati certi della condizione storica di Gesù di Nazareth.

Forte di questa esigenza la catechesi dovrebbe essere capace di rapportare la vita di Gesù alla nostra vita, per permettere di verificare che "nel mistero dei Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell'uomo" (Gaudium et Spes 22).

In questo stesso contesto, emerge l'esigenza di conoscere la nostra Chiesa di Roma.

Una Chiesa che affonda le sue radici nella fondazione apostolica di Pietro e Paolo, che mantiene viva questa sua identità non solo nei suoi monumenti storici, ma soprattutto nella sua vitalità e operosità resa ancora più visibile nella persona del Santo Padre, il nostro Vescovo, che è segno dell'unità di tutta la Chiesa.

E questa vitalità che deve essere capace di ritornare alle sue radici e permettere ai nostri credenti di approdare a una memoria storica che viene mantenuta viva e che sa generare cultura e fede.

Senza la consapevolezza di una tradizione a cui si appartiene è difficile poter pensare che si diventa trasmettitori della fede di sempre.


domenica 30 ottobre 2011

LA GINNASTICA IN GRAVIDANZA


La GINNASTICA in gravidanza

E' importante per ogni donna, anche se non è la prima gravidanza, frequentare un corso specifico di preparazione alla maternità.

Si ha occasione di incontrare altre donne in gravidanza che condividono la stessa esperienza , ansie comprese, e che quindi parlano un linguaggio in cui ci si può riconoscere.

Lo scambio di esperienze tra donne, delle conoscenze e l'analisi critica delle tecniche e dei luoghi del parto, hanno lo scopo di favorire la consapevolezza e la gestione attiva dell'evento nascita.

Inoltre, il lavoro sul campo, le tecniche di respiro e il massaggio vi aiuteranno a sciogliere il corpo, abituandosi al disagio che deriva dall'aver tenuto una posizione, insegnando a non opporsi alle forze che agiscono dall'interno durante il travaglio e il parto, ma anzi, imparando a conoscere e a sentire il vostro corpo e collaborando attivamente alla nascita del vostro bambino.

Praticare possibilmente ogni giorno esercizi specifici, aiuterà i muscoli e le articolazioni a sciogliersi e ne trarranno beneficio organi interni, colonna vertebrale e respiro.

Mentre il corpo si scioglierà, anche la mente si rilasserà e riuscirete a percepire più profondamente l'armonia interiore con il vostro essere e con il vostro bambino.

Inoltre, nei corsi si svolgono regolarmente incontri informativi sulla relazione madre - padre - bambino, sulle cure al neonato, sull'alimentazione, sull'allattamento, travaglio, parto ecc. che sono di grande aiuto per prepararvi a quel grande evento che è l'arrivo di un bambino in casa.

Può essere interessante e produttivo coinvolgere in queste attività anche il partner, sia durante il corso sia negli esercizi che è bene, come dicevo prima, ripetere quotidianamente a casa.

La mattina prima di colazione o la sera prima di cena sono i momenti ideali.

Lo spazio è facilmente individuabile in qualsiasi abitazione, una zona di 2 m. x 2 m. è più che sufficiente;

questo spazio deve essere privo di ostacoli e ben arieggiato, una stuoia ginnica (reperibile anche nei grandi magazzini) o un tappeto completano la dotazione necessaria.

E' buona norma indossare una tuta comoda in tessuto naturale, senza metalli addosso;

musica rilassante, la segreteria telefonica inserita e possiamo iniziare.

Gli esercizi devono essere eseguiti con il ritmo della respirazione.

Non trattenete il respiro durante il movimento ma, anzi, utilizzate l'ispirazione per preparare il movimento e la espirazione durante il lavoro muscolare. 

Il respiro è sempre addominale;

inspirando l'addome si riempie e il diaframma scende massaggiando gli organi interni.

Espirando, i muscoli addominali gentilmente si contraggono e il movimento non deve interessare la cassa toracica se non in un secondo momento.

Gli esercizi di mobilizzazione che aiutano la scioltezza articolare sono numerosi, e tutti possono essere accompagnati da allungamento passivo.

Iniziare sempre dalla zona cervicale, con semplici movimenti attenti e corretti (dire di sì, dire di no, e portare le orecchie alla spalla  destra e sinistra) per poi passare a sciogliere le spalle.

Ruotarle da sedute in un senso e nell’altro, usare un bastone per flettere le braccia.

Allungare quindi i muscoli del collo, con cautela e delle braccia.

Poi iniziare in maniera graduale con le posizioni accovacciate, descritte soprattutto nei manuali Yoga e infine a tappeto supine con le gambe flesse.

Una posizione molto utile e rilassante per la parte lombare della schiena consiste nel sollevare una alla volta le gambe portandole in fuori e in alto divaricando così le gambe.

Utilissimo è lo stiramento dei polpacci e la posizione a farfalla da sedute.

Ogni esercizio deve essere eseguito con attenzione e coscienza, se un particolare movimento crea fastidio, vertigine o nausea non è il caso di proseguire oltre ed è sempre fondamentale chiedere un parere medico.

Se la posizione supina vi da fastidio facendovi sentire mal di schiena potete utilizzare un cuscino sotto le lombari o piegare le ginocchia appoggiando i piedi a terra;

se invece vi sentite girare la testa, per la compressione dei grossi vasi addominali (più frequente nell'ultimo mese di gravidanza , allora mettetevi sul fianco sinistro, sollevatevi carponi e in seguito evitate di assumere posizioni da sdraiate.

sabato 29 ottobre 2011

LA CATECHESI E LA CULTURA


LA CATECHESI

ED IL CAMBIAMENTO CULTURALE

In questo stesso contesto di cambiamento culturale, i nostri catechisti sentono molto forte il distacco tra il loro insegnamento e l'orientamento culturale odierno con i suoi contenuti spesso effimeri e con l'imposizione di una visione della vita che prescinde completamente dalla visione cristiana.

Mi piace riportare un testo di R.Guardini che già negli anni '50 avvertiva questo processo che, purtroppo si è mostrato inarrestabile:

“La verità della Rivelazione cristiana viene messa in dubbio sempre più profondamente;

la sua validità per la formazione e la condotta della vita viene posta in discussione in forma sempre più perentoria.

In particolare la mentalità dell'uomo colto si contrappone alla Chiesa in modo sempre più deciso.

Sempre più ovvia o naturale appare la nuova pretesa che i diversi campi della vita, politica, economia, ordine sociale, filosofia, educazione, ecc., debbano svilupparsi muovendo unicamente dalle proprie norme immanenti.

Si costituisce così una forma di vita non-cristiana, anzi per molti aspetti anti-cristiana, che si impone in modo così conseguente da apparire assolutamente normale;

e sembra un abuso l'esigenza della Chiesa che vuole che la vita sia determinata dalla Rivelazione.

Lo stesso credente accetta in buona parte questa situazione, quando pensa che le cose della religione costituiscano un settore a sé e altrettanto le cose del mondo.

Ciò significa che l'uomo moderno non solo smarrisce in gran parte la fede nella Rivelazione cristiana, ma subisce anche un indebolimento delle sue disposizioni religiose naturali e viene sempre più portato a considerare il mondo come una realtà profana”.

Se si vuole, il quadro descritto è più facilmente verificabile nell'ordine della morale, dove i contenuti che vengono espressi dalla catechesi trovano i volti dei nostri giovani talmente eloquenti da non richiedere neppure una loro reazione verbale.

Il relativismo etico è conseguenza del relativismo culturale e ciò che appare ancora più grave è che da molti esso viene giustificato come forma ineliminabile della democrazia.

Viviamo su un altro pianeta nel momento in cui annunciamo la fede della Chiesa?

Eppure, molti catechisti hanno osservato che mentre nei primi incontri per i fidanzati lo scetticismo è al culmine, progressivamente prende posto l'interesse, il dibattito, il desiderio di comprendere le motivazioni della fede e la sua accettazione.

In questo passaggio epocale per la cultura e la fede, si deve riconoscere il grande impegno che noi possiamo svolgere.

Ho detto con convinzione delle grandi energie che i sacerdoti dedicano a questo momento.

Penso, in modo particolare, all'organizzazione dei diversi corsi, agli incontri di inizio d'anno durante il quale si incontrano tutti genitori, al momento della formazione dei catechisti e alla loro scelta.

Vorrei ribadire quanto siano importanti questi momenti e quanto preziosi per l'evangelizzazione.

Un incontro personale che mostra il sacerdote non come un capoufficio integerrimo, ma come un pastore che sa incontrare chi è affidato alla sua cura e sa venire incontro non ai capricci, ma alle esigenze dell'altro, è un momento insostituibile della pastorale e di un impatto che per molti è un primo ritorno alla Chiesa.

E' qui che si crea il primo impatto per l'ascolto, per l'amicizia e per ricondurre alla serietà della fede.

Certo, tutto questo richiede tempo, pazienza e discernimento, ma anche questo è via di evangelizzazione.

Non vorrei lasciare cadere troppo velocemente questo tema.

Siamo stati abituati, nel corso degli anni passati, a distinguere giustamente tra le diverse fasi della vita della Chiesa.

Abbiamo sentito parlare di pre-evangelizzazione, che non deve essere confusa con l'evangelizzazione e questa non deve prendere il posto della catechesi.

La catechesi appartiene di fatto al processo dell'evangelizzazione e questa è il compito principale della Chiesa che è convocata per celebrare il mistero della salvezza e per operare la paradosis della Parola che salva.

“Nessuna definizione parziale e frammentaria può dare ragione della realtà ricca, complessa e dinamica, quale è quella dell'evangelizzazione.

Si corre il rischio di impoverirla e perfino di mutilarla” ci ricordava la Evangelii Nuntiandi.

L'opera di evangelizzazione si esprime in diversi modi:

con la predicazione dei vangelo,

con la celebrazione dei segni sacramentali,

con la vita di comunione che esprime l'ecclesialità del popolo di Dio,

con la testimonianza a favore dei poveri,

con l'apostolato di tutti i membri dei popolo di Dio attraverso la competenza loro propria e nel luogo dove sono chiamati a vivere il vangelo.

Con tutta la sua presenza la Chiesa evangelizza.

Ciò significa che un'azione non può andare a detrimento di un'altra, né la sopravvalutazione di una adombrare l'altra.

C'è un'interdipendenza nelle diverse espressioni della Chiesa nella sua opera di evangelizzazione che è fondata sull'azione primaria dello Spirito e sulla finalità che è la costruzione della Chiesa (Ef 4).

Scriveva Giovanni Paolo II nella Catechesi tradendae:

“Ricordiamo prima di tutto che tra catechesi ed evangelizzazione non c'è separazione od opposizione, e nemmeno un'identità pura e semplice.

La catechesi è uno di questi momenti di tutto il processo di evangelizzazione”. 

venerdì 28 ottobre 2011

SS. SIMONE E GIUDA: FESTA 28 OTTOBRE




Simone lo Zelota e Giuda Taddeo

Simone e Giuda, i cui nomi sono accoppiati nel canone della messa, sono ricordati con un’unica festa.

Può darsi che il motivo fosse un loro comune apostolato in Mesopotamia e in Persia, dove sarebbero stati inviati per predicare il Vangelo.

Comunque non si sa niente di storicamente certo, all’infuori di ciò che ci è narrato nel Vangelo sulla loro vocazione.

Simone, che i vangeli chiamano il Cananeo per distinguerlo da Simon Pietro, era nativo di Cana in Galilea, soprannominato lo “Zelota”.

Secondo incerte notizie riferite dallo storico Eusebio, pare sia stato il successore di Giacomo sulla cattedra di Gerusalemme, negli anni della tragica distruzione della città santa.

L’apostolo avrebbe subìto il martirio durante l’impero di Traiano, nel 107, alla bella età di centovent’anni.

Giuda, “non l’Iscariote” occupa l’ultimo posto nell’elenco degli apostoli, col soprannome di Taddeo, e viene identificato con l’autore della lettera canonica che porta il suo nome.

Operò gran bene con la sua parola ispirata.

Aprì chiese e formò una comunità di fedeli, in Babilonia.

In Persia subì gloriosamente il martirio suggellando l’insegnamento con la profusione del sangue.

Dal “Commento sul vangelo di Giovanni” di san Cirillo d’Alessandria, vescovo

Nostro Signore Gesù Cristo stabilì le guide, i maestri del mondo e i dispensatori dei suoi divini misteri.

Volle inoltre che essi risplendessero come luminari e rischiarassero non soltanto il paese dei Giudei, ma anche tutti gli altri che si trovano sotto il sole e tutti gli uomini che popolano la terra.

Nostro Signore Gesù Cristo ha rivestito gli apostoli di una grande dignità a preferenza di tutti gli altri discepoli.

I suoi apostoli furono le colonne e il fondamento della verità.

Cristo afferma di aver dato loro la stessa missione che ebbe dal Padre.

Mostrò così la grandezza dell’apostolato e la gloria incomparabile del loro ufficio.

Egli dunque pensava di dover mandare i suoi apostoli allo stesso modo con cui il Padre aveva mandato lui.

Perciò era necessario che lo imitassero perfettamente e per questo conoscessero esattamente il mandato affidato al Figlio dal Padre.

Ecco perché spiega molte volte la natura della sua missione. Una volta dice:

Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori alla conversione (Mt 9, 13).

Un’altra volta afferma:

“Sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato” (Gv 6, 38).

Riassumendo perciò in poche parole le norme dell’apostolato, dice di averli mandati come egli stesso fu mandato dal Padre, perché da ciò imparassero che il loro preciso compito era quello di chiamare i peccatori a penitenza, di guarire i malati sia di corpo che di spirito.

Di non cercare nell’amministrazione dei beni di Dio la propria volontà, ma quella di colui da cui sono stati inviati e di salvare il mondo con il suo genuino insegnamento.

Fino a qual punto gli apostoli si siano sforzati di segnalarsi in tutto ciò, non sarà difficile conoscerlo se si leggeranno anche solo gli Atti degli Apostoli e gli scritti di san Paolo.

giovedì 27 ottobre 2011

EVANGELIZZAZIONE E CATECHESI



La catechesi e il processo

di evangelizzazione

Ciò comporta la nostra consapevolezza di non chiedere troppe cose alla catechesi, come anche di non ridurre tutta l'opera di evangelizzazione ad essa.

Non possiamo limitare la nostra catechesi alla sola preparazione sacramentale, lasciando in ombra la catechesi più sistematica per gli adulti;

è necessario quindi che poniamo maggior attenzione alla specificità della catechesi senza isolarla, ma ponendola all'interno di un processo più ampio quale quello dell'evangelizzazione che ha volti diversi.

E la stessa catechesi specifica dei sacramenti, non può dare tutto del mistero della fede, ma deve essere capace di trasmettere l'essenziale, in vista della preparazione.

Non riuscirei a comprendere fino in fondo che un ragazzo sa tutto della storia di Abramo e Mosè, ma non sa nulla sull'Ultima cena e il mistero dell'Eucaristia.

Alla stessa stregua, per il sacramento della confermazione.

Un discorso importante acquista la preparazione al matrimonio.

Noi spesso svolgiamo un compito di supplenza alla conoscenza medica, psicologica, della vita di coppia, ma questo non può andare a danno della catechesi sacramentale sul matrimonio cristiano.

Una Catechesi orientata verso

la maturità della fede

Il compito essenziale della catechesi consiste nello sviluppare la maturità della fede, fin dalla giovinezza e per tutta la vita, in modo appropriato per ciascun credente.

Una fede matura richiede a costui la più profonda percezione possibile della propria identità spirituale, accompagnata dal massimo rispetto per l'identità spirituale altrui.

Per comprendere la propria identità i Cristiani hanno bisogno di conoscere e apprezzare il proprio radicamento nel giudaismo.

Debbono conoscere ed accettare il fatto che Gesù era un Ebreo osservante e perciò debbono aver care le tradizioni giudaiche di cui, attraverso di lui, sono eredi.

In pari modo debbono realizzare che il Giudaismo rabbinico si è sviluppato contemporaneamente al Cristianesimo e che nel mondo attuale le due religioni sono il risultato di uno sviluppo parallelo di usi e insegnamenti antichi.

I Cristiani la cui fede è matura non si sentiranno minacciati in un dialogo con l'Ebraismo moderno.

Al contrario, si sentiranno stimolati e ispirati dalle sue ricchezze spirituali.

Una fede cristiana evoluta non si considera come opposta al Giudaismo, ma come associata ad esso su tutti i piani nella realizzazione del progetto redentore di Dio per il mondo.

« Attenti allo stesso Dio che ha parlato, sospesi alla stessa parola, abbiamo una stessa memoria da testimoniare e una comune speranza in Colui che è padrone della storia » (« Sussidi » 11, 11).

mercoledì 26 ottobre 2011

MESSAGGIO MEDJUGORJE del 25 OTTOBRE 2011



Messaggio del 25 ottobre 2011


Notizie su Medjugorje:
Medjugorje (si pronuncia "Mégiugorie" e vuol dire "in mezzo ai monti") Medjugorje è un piccolo paesino della provincia di Citluk, ad ovest dell'Erzegovina.

La parrocchia di Medjugorje conta attualmente circa 4300 abitanti.

Tutti gli abitanti di Medjugorje sono di nazionalità croata, parlano croato, usano i caratteri latini e sono cattolici.

Il nuovo stato in cui Medjugorje si trova è una democrazia parlamentare.

Questa località è diventata celebre nel mondo perché, dal 24 giugno 1981, Vicka Ivanković, Mirijana Dragičević, Marija Pavlović, Ivan Dragičević, Ivanka Ivanković e Jakov Čolo (che allora avevano tra 10 e 16 anni, oggi sono tutti adulti, padri e madri di famiglia).

I Veggenti affermano di ricevere apparizioni della Vergine Maria, che si presenterebbe con il titolo di "Regina della Pace" (Kraljica Mira).

Per questo motivo Medjugorje è divenuta oggi una famosa meta di numerosi pellegrinaggi.

Secondo i veggenti, la protagonista delle apparizioni invita i fedeli alla conversione, alla preghiera, alla pace.

Il messaggio principale è la pace nel suo significato più ampio:

con Dio,

con gli uomini, (ma anche interiore)

e i veggenti affermano che la Madonna abbia indicato loro che si può raggiungere attraverso cinque strumenti:

("le cinque pietre" paragonate ai ciottoli scelti da Davide, armato solo di fionda e bastone, per abbattere Golia):
1) la preghiera umile e con il cuore;
2) il digiuno a pane ed acqua nei giorni di mercoledì e di venerdì;
4) la Confessione almeno una volta al mese;
5) l'Eucaristia, preferibilmente tutti i giorni.

Secondo i messaggi diffusi dai veggenti, se rispettati i cinque precetti appena indicati, la Madonna promette la sua intercessione favorendo anche la conversione personale.

I veggenti riferiscono che all'inizio queste visioni avvenivano ogni settimana (il giovedì) ed erano indirizzate solo per la loro parrocchia.

Mentre ora dicono di vedere la Madonna il 25 di ogni mese che rilascia messaggi rivolti al mondo intero, in un evento tuttora in corso.