giovedì 8 dicembre 2011

LA RELAZIONE CON DIO



LA RELAZIONE CON DIO

Occorre capire meglio la nostra relazione con Dio, che vuole riempire la nostra vita di significato, di obiettivi e di grandi benedizioni.


E applicare i principi della Parola di Dio mediante i quali potremo sperimentare una vita abbondante e vittoriosa.


La risposta di Dio ha trasformato completamente la nostra vita.

Ha trasformato ciò che sembrava la tragica fine del nostro vivere piatto in un capitolo di servizio pieno di frutti.

Molti sono i frutti visibili nelle nostre famiglie e comunità: la ricomposizione di matrimoni rovinati; le famiglie riunite; i figli ritornati a Cristo; e tutti attivi nel ministero di servizio agli altri.


Tutto ciò è avvenuto non quale risultato dei nostri sforzi, ma perché Dio ha voluto benedirci come tanti dei Suoi servi.

Abbiamo solo dovuto credere che Egli volesse questo nella nostra vita, e poi mettere in pratica alcuni principi della Scrittura.


La chiave per sperimentare le benedizioni di una vita vittoriosa si trova nella Bibbia.

La Scrittura contiene la rivelazione di Dio su come dobbiamo vivere per ricevere le Sue benedizioni.

Se siamo una persona sposata, ci può insegnare a sviluppare una relazione ricca e profonda col compagno o la compagna della nostra vita.

Ci può mostrare come avere un'influenza benefica nella nostra comunità e come comportarci nella vita personale e negli affari.


Se capiamo ed applichiamo i principi della Scrittura, la nostra vita è un'espressione costante di Cristo per il mondo.

La Parola di Dio ha lo scopo di aiutarci a fare tutte queste cose, se glielo permettiamo.


La risposta consiste nell'imparare a praticare la Parola di Dio.

Perché gli uomini desiderano Dio?

Il motivo è semplice: Dio ha voluto creare gli esseri umani a sua immagine e somiglianza, capaci e orientati a lui.

La vita umana, consciamente o inconsciamente, non è altro che un desiderio di Dio.


Le tappe del cammino spirituale principali sono tre, che in fondo rappresentano anche le tre tappe del cammino esistenziale che tutti gli uomini, ad eccezione di Gesù Cristo e della Vergine Maria, percorrono nel corso della loro vita dal momento che nascono inquinati dal peccato originale.


La prima tappa è rappresentata dalla fame di mondo, per cui gli uomini nel corso della loro vita riversano sul mondo quella fame di assoluto e di infinito che hanno nel cuore.


Mangiano avidamente tutto ciò che il mondo offre e arrivano alla fine della vita più affamati di prima.


La seconda tappa è quella della crisi esistenziale che vivono quelle persone che, dopo essersi nutrite del mondo, si sono accorte che queste cose li lasciano insofferenti ed insoddisfatti.


Incomincia perciò una lunga e sofferta fase di evoluzione e di cambiamento di prospettive che prepara l'evento della conversione.


Una volta che il cuore si è aperto a Dio, l'uomo affronta la tappa più affascinante della vita, quella della preghiera, che è faticosa e gioiosa nel medesimo tempo, dove è già possibile assaporare un anticipo di quella felicità che non avrà mai fine.


Il nostro stesso desiderio diviene la nostra preghiera:

e se continua il desiderio, continua la preghiera.


Il desiderio è il recesso più intimo del cuore.

Quanto più il desiderio dilata il nostro cuore, tanto più diventeremo capaci di accogliere Dio.


Il desiderio prega sempre anche se tace la lingua. Se noi desideriamo sempre, noi preghiamo sempre.

La preghiera sonnecchia quando si raffredda il desiderio.


Chi desidera, anche se tace con la lingua, canta con il cuore. Chi invece non desidera, anche se ferisce con le sue grida le orecchie degli uomini, è muto dinanzi a Dio.

Noi sappiamo che cosa desideriamo, ma egli solo sa che cosa ci serve.

Il nostro continuo desiderio, è la nostra continua voce. Taceremo solo se smetteremo di amare.

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