martedì 3 aprile 2012

FEDE E SCIENZA NASCONO DA DIO


Non ci sono contraddizioni tra

fede e scienza



Anche se la fede supera la ragione, non vi potrà mai essere contraddizione tra fede e scienza, perché entrambe hanno origine da Dio. È lo stesso Dio che dona all'uomo sia il lume della ragione sia la fede.

«Credi per comprendere:

comprendi per credere» (sant'Agostino).

La bellezza dell'universo.

L'ordine e l'armonia del mondo creato risultano dalla diversità degli esseri e dalle relazioni esistenti tra loro.

L'uomo le scopre progressivamente come leggi della natura.

Esse sono oggetto dell'ammirazione degli scienziati.

La bellezza della creazione riflette la bellezza infinita del Creatore.

Deve ispirare il rispetto e la sottomissione dell'intelligenza e della volontà dell'uomo.

Fede e scienza.

“Anche se la fede è sopra la ragione, non vi potrà mai essere vera divergenza tra fede e ragione:

poiché lo stesso Dio che rivela i misteri e comunica la fede, ha anche deposto nello spirito umano il lume della ragione, questo Dio non potrebbe negare se stesso, né il vero contraddire il vero” [Concilio Vaticano I, Dei Filius, c. 4: DS 3017].

“Perciò la ricerca metodica di ogni disciplina, se procede in maniera veramente scientifica e secondo le norme morali, non sarà mai in reale contrasto con la fede, perché le realtà profane e le realtà della fede hanno origine dal medesimo Dio.

Anzi, chi si sforza con umiltà e perseveranza di scandagliare i segreti della realtà, anche senza che egli se ne avveda, viene come condotto dalla mano di Dio, il quale, mantenendo in esistenza tutte le cose, fa che siano quello che sono” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 36]. (CCC 283)

La questione delle origini del mondo e dell'uomo è oggetto di numerose ricerche scientifiche, che hanno straordinariamente arricchito le nostre conoscenze sull'età e le dimensioni del cosmo, sul divenire delle forme viventi, sull'apparizione del l'uomo.

Tali scoperte ci invitano ad una sempre maggiore ammirazione per la grandezza del Creatore, e a ringraziarlo per tutte le sue opere e per l'intelligenza e la sapienza di cui fa dono agli studiosi e ai ricercatori.

Con Salomone costoro possono dire:

“Egli mi ha concesso la conoscenza infallibile delle cose, per comprendere la struttura del mondo e la forza degli elementi;

perché mi ha istruito la Sapienza, artefice di tutte le cose” (Sap 7,17-21). (CCC 284)

Il grande interesse, di cui sono oggetto queste ricerche, è fortemente stimolato da una questione di altro ordine, che oltrepassa il campo proprio delle scienze naturali.

Non si tratta soltanto di sapere quando e come sia sorto materialmente il cosmo, né quando sia apparso l'uomo, quanto piuttosto di scoprire quale sia il senso di tale origine:

se cioè sia governata dal caso, da un destino cieco, da una necessità anonima, oppure da un Essere trascendente, intelligente e buono, chiamato Dio.

E se il mondo proviene dalla sapienza e dalla bontà di Dio, perché il male?

Da dove viene? Chi ne è responsabile? C'è una liberazione da esso?

La ricerca scientifica di base e anche la ricerca applicata costituiscono un’espressione significativa della signoria dell'uomo sulla creazione.

La scienza e la tecnica sono preziose risorse quando vengono messe al servizio dell'uomo e ne promuovono lo sviluppo integrale a beneficio di tutti;

non possono tuttavia, da sole, indicare il senso dell'esistenza e del progresso umano.

La scienza e la tecnica sono ordinate all'uomo, dal quale traggono origine e sviluppo; esse, quindi, trovano nella persona e nei suoi valori morali l'indicazione del loro fine e la coscienza dei loro limiti. (CCC 2294)

E' illusorio rivendicare la neutralità morale della ricerca scientifica e delle sue applicazioni.

D'altra parte, i criteri orientativi non possono essere dedotti né dalla semplice efficacia tecnica, né dall'utilità che può derivarne per gli uni a scapito degli altri, né, peggio ancora, dalle ideologie dominanti.

La scienza e la tecnica richiedono, per il loro stesso significato intrinseco, l'incondizionato rispetto dei criteri fondamentali della moralità;

devono essere al servizio della persona umana, dei suoi inalienabili diritti, del suo bene vero e integrale, in conformità al progetto e alla volontà di Dio.

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