giovedì 5 aprile 2012

FEDE NECESSARIA ALLA SALVEZZA



LA FEDE E' NECESSARIA ALLA SALVEZZA



La fede, dono gratuito di Dio e accessibile a quanti la chiedono umilmente, è la virtù soprannaturale necessaria per essere salvati.

L'atto di fede è un atto umano, cioè un atto dell'intelligenza dell'uomo che, sotto la spinta della volontà mossa da Dio, dà liberamente il proprio consenso alla verità divina.

La fede, inoltre, è certa, perché fondata sulla Parola di Dio; è operosa «per mezzo della carità» (Gal 5,6); è in continua crescita, grazie all'ascolto della Parola di Dio e alla preghiera, Essa fin d'ora ci fa pregustare la gioia celeste.

La fede è necessaria alla salvezza.

Il Signore stesso lo afferma:

“Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato” (Mc 16,16).

La fede è certa, più certa di ogni conoscenza umana, perché si fonda sulla Parola stessa di Dio, il quale non può mentire.

Indubbiamente, le verità rivelate possono sembrare oscure alla ragione e all'esperienza umana, ma “la certezza data dalla luce divina è più grande di quella offerta dalla luce della ragione naturale” [San Tommaso d'Aquino, Summa teologiae, II-II, 171, 5, ad 3].

“Diecimila difficoltà non fanno un solo dubbio” [John Henry Newman, Apologia pro vita sua, c. 5]. “La fede cerca di comprendere” [Sant'Anselmo d'Aosta, Proslogion, Prooemium]:

è caratteristico della fede che il credente desideri conoscere meglio colui nel quale ha posto la sua fede, e comprendere meglio ciò che egli ha rivelato;

una conoscenza più penetrante richiederà a sua volta una fede più grande, sempre più ardente d'amore.

La grazia della fede apre “gli occhi della mente” (Ef 1,18) per una intelligenza viva dei contenuti della Rivelazione, cioè dell'insieme del disegno di Dio e dei misteri della fede, dell'intima connessione che li lega tra loro e con Cristo, centro del mistero rivelato.

Ora, “affinché l'intelligenza della Rivelazione diventi sempre più profonda, lo Spirito Santo perfeziona continuamente la fede per mezzo dei suoi doni” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 5].

Così, secondo il detto di sant'Agostino, “Credi per comprendere: comprendi per credere” [Sant'Agostino, Sermo, 43, 7, 9: PL 38, 258]. (CCC 160)

Perché la risposta di fede sia umana, “è elemento fondamentale che gli uomini devono volontariamente rispondere a Dio credendo;

che perciò nessuno può essere costretto ad abbracciare la fede contro la sua volontà.

Infatti l'atto di fede è volontario per sua stessa natura” [Conc. Ecum. Vat. II, Dignitatis humanae, 10; CIC canone 748, 2].

“Dio chiama certo gli uomini a servire lui in spirito e verità, per cui essi sono vincolati in coscienza ma non coartati... Ciò è apparso in sommo grado in Cristo Gesù” [Dignitatis humanae, 11].

Infatti, Cristo ha invitato alla fede e alla conversione, ma a ciò non ha affatto costretto.

“Ha reso testimonianza alla verità, ma non ha voluto “imporla con la forza a coloro che la respingevano.

Il suo regno cresce in virtù dell'amore, con il quale Cristo, esaltato in croce, trae a sé gli uomini.

Nessun commento:

Posta un commento