domenica 8 aprile 2012

LA RISPOSTA DELL'UOMO A DIO



L'UOMO RISPONDE A DIO



L'uomo, sostenuto dalla grazia divina, risponde con l'obbedienza della fede, che è affidarsi pienamente a Dio e accogliere la sua Verità, in quanto garantita da Lui, che è la Verità stessa.

Con la sua rivelazione, “Dio invisibile nel suo immenso amore parla agli uomini come ad amici e si intrattiene con essi per invitarli ed ammetterli alla comunione con sé” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 2].

La risposta adeguata a questo invito è la fede. (CCC 143)

Con la fede l'uomo sottomette pienamente a Dio la propria intelligenza e la propria volontà.

Con tutto il suo essere l'uomo dà il proprio assenso a Dio rivelatore [Dei Verbum, 5].

La Sacra Scrittura chiama “obbedienza della fede” questa risposta dell'uomo a Dio che rivela [Rm 1,5; 16,26].
Quali sono nella Sacra Scrittura i principali testimoni di obbedienza della fede?
Ci sono molti testimoni, in particolare due:

Abramo, che, messo alla prova, «ebbe fede in Dio» (Rm 4,3) e sempre obbedì alla sua chiamata, e, per questo è diventato «padre di tutti quelli che credono» (Rm 4, 11,18);

e la Vergine Maria, che realizzò nel modo più perfetto, durante tutta la sua vita, l'obbedienza della fede: «Fiat mihi secundum Verbum tuum - Avvenga di me quello che hai detto» (Lc 1,38).

Obbedire (“ob-audire”) nella fede è sottomettersi liberamente alla Parola ascoltata, perché la sua verità è garantita da Dio, il quale è la Verità stessa.

Il modello di questa obbedienza propostoci dalla Sacra Scrittura è Abramo. La Vergine Maria ne è la realizzazione più perfetta. (CCC 145)

La Lettera agli Ebrei, nel solenne elogio della fede degli antenati, insiste particolarmente sulla fede di Abramo:

“Per fede Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava” (Eb 11,8; cf Gen 12,1-4).

Per fede soggiornò come straniero e pellegrino nella Terra promessa [Gen 23,4].

Per fede Sara ricevette la possibilità di concepire il figlio della Promessa.

Per fede, infine, Abramo offrì in sacrificio il suo unico figlio [Eb 11,17]. (CCC 146)

Abramo realizza così la definizione della fede data dalla lettera agli Ebrei:

“La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono” (Eb 11,1).

“Abramo ebbe fede in Dio e ciò gli fu accreditato come giustizia” (Rm 4,3; cf. Gen 15,6).

“Forte in questa fede” (Rm 4,20), Abramo è diventato “padre di tutti quelli che credono” (Rm 4,11.18; cf Gen 15,5). (CCC 147)

Di questa fede, l'Antico Testamento è ricco di testimonianze.

La lettera agli Ebrei fa l'elogio della fede esemplare degli antichi che “ricevettero” per essa “una buona testimonianza” (Eb 11,2.39).

Tuttavia “Dio aveva in vista qualcosa di meglio per noi”: la grazia di credere nel suo Figlio Gesù, “autore e perfezionatore della fede” (Eb 11,40; 12,2).

La Vergine Maria realizza nel modo più perfetto l'obbedienza della fede.

Nella fede, Maria accolse l'annunzio e la promessa a Lei portati dall'angelo Gabriele, credendo che “nulla è impossibile a Dio” (Lc 1,37; cf. Gen 18,14) e dando il proprio consenso:

“Sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto” (Lc 1,38).

Elisabetta la salutò così:

 “Beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore” (Lc 1,45).

Per questa fede tutte le generazioni la chiameranno beata [Lc 1,48]. (CCC 149)

Durante tutta la sua vita, e fino all'ultima prova [Lc 2,35], quando Gesù, suo Figlio, morì sulla croce, la sua fede non ha mai vacillato.

Maria non ha cessato di credere “nell'adempimento” della Parola di Dio.

Ecco perché la Chiesa venera in Maria la più pura realizzazione della fede.

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