giovedì 12 aprile 2012

UNIONE TRA SCRITTURA, TRADIZIONE E MAGISTERO



Relazione tra Scrittura,

Tradizione e Magistero



Essi sono tra loro così strettamente uniti, che nessuno di loro esiste senza gli altri.

Insieme contribuiscono efficacemente, ciascuno secondo il proprio modo, sotto l'azione dello Spirito Santo, alla salvezza degli uomini.

“È chiaro dunque che la Sacra Tradizione, la Sacra Scrittura e il Magistero della Chiesa, per sapientissima disposizione di Dio, sono tra loro talmente connessi e congiunti che non possono indipendentemente sussistere e che tutti insieme, ciascuno secondo il proprio modo, sotto l'azione di un solo Spirito Santo, contribuiscono efficacemente alla salvezza delle anime” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 10]. (CCC 785)

“Il popolo santo di Dio partecipa pure alla funzione profetica di Cristo”. Ciò soprattutto per il senso soprannaturale della fede che è di tutto il popolo, laici e gerarchia, quando “aderisce indefettibilmente alla fede una volta per tutte trasmessa ai santi” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 12] e ne approfondisce la comprensione e diventa testimone di Cristo in mezzo a questo mondo.

Tutti i fedeli partecipano della comprensione e della trasmissione della verità rivelata.

Hanno ricevuto l'unzione dello Spirito Santo che in segna loro ogni cosa [1Gv 2,20.27] e li guida “alla verità tutta intera” (Gv 16,13). (CCC 92)

“La totalità dei fedeli non può sbagliarsi nel credere, e manifesta questa proprietà mediante il senso soprannaturale della fede di tutto il popolo quando "dai Vescovi fino agli ultimi fedeli laici" esprime l'universale suo consenso in materia di fede e di costumi” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 12]. (CCC 3)

Coloro che, con l'aiuto di Dio, hanno accolto l'invito di Cristo e vi hanno liberamente risposto, a loro volta sono stati spinti dall'amore di Cristo ad annunziare ovunque nel mondo la Buona Novella.

Questo tesoro ricevuto dagli Apostoli è stato fedelmente custodito dai loro successori.

Tutti i credenti in Cristo sono chiamati a trasmetterlo di generazione in generazione, annunziando la fede, vivendola nell'unione fraterna e celebrandola nella liturgia e nella preghiera [At 2,42].

Dio stesso è l'autore della Sacra Scrittura: essa è perciò detta ispirata e insegna senza errore quelle verità, che sono necessarie alla nostra salvezza.

Lo Spirito Santo ha infatti ispirato gli autori umani, i quali hanno scritto ciò che egli ha voluto insegnarci.

La fede cristiana, tuttavia, non è «una religione del Libro», ma della Parola di Dio, che non è «una parola scritta e muta, ma il Verbo incarnato e vivente» (san Bernardo di Chiaravalle).

“Le Sacre Scritture contengono la Parola di Dio e, perché ispirate, sono veramente Parola di Dio” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 24]. 

Dio è l'autore della Sacra Scrittura nel senso che ispira i suoi autori umani;

egli agisce in loro e mediante loro.

Così ci dà la certezza che i loro scritti insegnano senza errore la verità salvifica [Dei Verbum,].

Dio è l'Autore della Sacra Scrittura.

“Le cose divinamente rivelate, che nei libri della Sacra Scrittura sono contenute e presentate, furono consegnate sotto l'ispirazione dello Spirito Santo.

“La santa Madre Chiesa, per fede apostolica, ritiene sacri e canonici tutti interi i libri sia dell'Antico che del Nuovo Testamento, con tutte le loro parti, perché, scritti sotto ispirazione dello Spirito Santo, hanno Dio per autore e come tali sono stati consegnati alla Chiesa” [Dei Verbum, 11]. 

Dio ha ispirato gli autori umani dei Libri Sacri. “Per la composizione dei Libri Sacri, Dio scelse degli uomini, di cui si servì nel possesso delle loro facoltà e capacità, affinché, agendo Egli stesso in essi e per loro mezzo, scrivessero come veri autori tutte e soltanto quelle cose che Egli voleva” [Dei Verbum,].

I libri ispirati insegnano la verità.

“Poiché dunque tutto ciò che gli autori ispirati o agiografi asseriscono, è da ritenersi asserito dallo Spirito Santo, si deve dichiarare, per conseguenza, che i libri della Scrittura insegnano fermamente, fedelmente e senza errore la verità che Dio per la nostra salvezza volle fosse consegnata nelle Sacre Lettere” [Dei Verbum,].

La fede cristiana tuttavia non è una “religione del Libro”.

Il cristianesimo è la religione della “Parola” di Dio, di una parola cioè che non è “una parola scritta e muta, ma il Verbo incarnato e vivente” [San Bernardo di Chiaravalle, Homilia super “Missus est”, 4, 11].

Perché le parole dei Libri Sacri non restino lettera morta, è necessario che Cristo, Parola eterna del Dio vivente, per mezzo dello Spirito Santo ce ne sveli il significato affinché comprendiamo le Scritture (Lc 24,45).

Nessun commento:

Posta un commento