giovedì 31 maggio 2012

IL PROFETA ISAIA


I profeti dell'A.T- Isaia,



Isaia, figlio di Amoz, era a quanto sembra di origine Aristocratica, era originario di Gerusalemme, sposò una profetessa (Is 8,3).

Come Osea, anche Isaia coinvolse i figli nella sua attività, dandogli dei nomi simbolici: Il resto che ritorna (Is 7,3) e Preda pronta-Saccheggio rapido (Is 8,3) “poiché, prima che il bambino sappia dire babbo e mamma, le ricchezze di Damasco e le spoglie di Samaria saranno portate davanti al re di Assiria”.

Isaia visse la sua chiamata nell’anno della morte del re Uzzia o Ozia o Azaria (740 a.C.) e i suoi ultimi discorsi risalgono al 701 a.C., visse quindi durante il regno di Jotam, Acaz ed Ezechia, in un epoca molto movimentata. La sua attività si divide in 5 periodi:
    Il primo periodo coincide con il regno di Iotam (740-736 a.C.), si estende dalla chiamata, abbiamo detto 740 a.C., all’inizio della guerra sirio-efraimitica ed è caratterizzato da una situazione politica ancora tranquilla ed economicamente prospera (Is 1-5).

    In questo primo periodo si occupò soprattutto delle condizioni interne in cui si trovava il regno di Giuda.

    Muovendosi nella stessa linea di Amos e Osea, il profeta interviene con energia in Gerusalemme per denunciare l’ingiustizia sociale come realtà antitetica e, quindi, inconciliabile con l’alleanza, mosse gravi rimproveri persino contro il re e il governo dello stato (Is 3,12-15) e contro i ceti superiori (Is 5,8).

    Isaia capisce il pericolo mortale che incombe su Israele a causa della sua infedeltà.

    Nessuno potrà sottrarsi al giudizio che incombe tutti ne sono colpiti (Is 2,12-17;3,1-9) anche le donne (Is 3,16-24; 3,25-4,1); non sarà un rimedio il culto (Is 1,11), ma ciò che può salvare è fare il bene, essere docili e obbedienti (Is 1,17.19)
    Il secondo periodo è quello della guerra sirio-efraimitica (734-732 a.C.) (Is 7,1-8,18) in cui Damasco e il regno settentrionale d’Israele cercano di costringere Giuda a entrare nella loro allenanza anti-assira.

    Isaia si oppose a questa alleanza come alla politica di Acaz, che voleva dichiararsi vassallo degli Assiri per avere il loro aiuto contro gli assalitori.

    Quando questo avvenne Isaia se ne stette in disparte per lunghi anni (Is 8,16-18). Ciò che emerge è l’annuncio della regalità di Jahvé, che dirige gli eventi del mondo e realizza la promessa della salvezza; la necessità della fede e la permanenza della casa di Davide, garantita dalla fedeltà divina.
    Il terzo periodo si estende dal 727 al 722. In Is 14,28-32 condanna la Filistea che, alla morte di Tiglat-Pilezer III, istiga Giuda alla ribellione.

    La regalità di Jahvé, Dio di Israele, si estende su tutti i popoli.

    Nel quarto periodo la situazione internazionale è attraversata da un fremito di ribellione contro l’Assiria.

    Verso il 714 Merodach-Baladan, re di Babilonia, invia messaggeri a Ezechia con l’intento di averlo come alleato (Is 39, 1-2). Anche l’Egitto si mostra interessato a questa rivolta (Is 18,1-6).

    Più vicina però, è la sollecitazione della città filistea di Asdod che nel 713 a.C. si proclama indipendente dall’Assiria e si mette a capo di una coalizione nella quale entra anche Giuda.

    Il profeta interviene per dissuadere Giuda dal ribellarsi all’Assiria. Ancora una volta, come nel secondo periodo, domina la fiducia in Jahvé e la serena adesione al suo disegno.
    L’ultimo periodo va dal 705 al 701 a.C., quando alla morte di Sargon II, Ezechia si fece promotore di una vasta insurrezione appoggiata dall’Egitto.

    Inizialmente Isaia vide nel re assiro lo strumento del giudizio divino, esortò Ezechia ad essergli fedele mettendolo in guardia contro l’allenza con l’Egitto (Is 30,1-5; 31, 1-3).     

    L’intervento di Sennacherib non si fece attendere: il re devastò il paese di Giuda, si impossessò di estese parti del regno e giunse a minacciare la stessa Gerusalemme (701).

    Davanti alla crudeltà della spedizione punitiva, Isaia pronunciò la sua condanna profetica contro il re assiro annunciandone la rovina (Is 10,5-15; 14,24-25).

    Secondo una leggenda apocrifa, Isaia sarebbe morto martirizzato sotto il successivo re Manasse.

mercoledì 30 maggio 2012

MEDICINA: ISTEROSCOPIA


Isteroscopia diagnostica e operativa

L'isteroscopia è una tecnica che permette di "vedere" all'interno della cavità uterina, attraverso uno strumento chiamato isteroscopio.

Questo è un tubo rigido e sottile (diametro = 4-5 mm) dotato di fibre ottiche, attraverso le quali viaggia la luce, che viene introdotto all'interno dell'utero, attraverso la vagina. È possibile l'esecuzione di interventi chirurgici, utilizzando strumenti miniaturizzati, connessi all'isteroscopio.

La isteroscopia diagnostica è consigliata in tutti i casi in cui possa essere utile osservare l'interno della cavità uterina.

Pertanto le più importanti indicazioni sono rappresentate dal sanguinamento anomalo a quanlunque età, ma specialmente nel periodo peri e post-menopausale.

In questi casi l'isteroscopia è in grado di evidenziare con precisione la causa del sanguinamento; la biopsia endometriale, ovvero il prelievo di una piccola parte di mucosa per l'analisi istologica, è necessaria in circa il 40% dei casi.

L'altra indicazione fondamentale all'isteroscopia e la infertilità in cui l'esame permette di esplorare il canale cervicale e la cavità uterina alla ricerca di una patologia che impedisca o renda comunque difficile il verificarsi della gravidanza.

L'isteroscopia diagnostica richiede una preparazione semplice (digiuno dalla mezzanotte del giorno precedente l'intervento).

L'esame si può eseguire senza anestesia.

Nei casi di stenosi del canale cervicale è necessario ricorrere all'anestesia e alla dilatazione del canale cervicale stesso.

In caso di isteroscopia operatoria la preparazione richiede: digiuno dalla mezzanotte del giorno precedente l'intervento; clistere e tricotomia parziale.

Il giorno dell'intervento si effettua la profilassi antibiotica e la paziente è invitata a svuotare la vescica.

L'anestesia è necessaria. In tal caso, la paziente deve aver eseguito le seguenti indagini: esami ematochimici, elettrocardiogramma e radiografia del torace (se età > 50 anni).

L'isteroscopio viene introdotto, attraverso la vagina, nel canale cervicale fino ad arrivare alla cavità uterina, che viene distesa con un mezzo gassoso o liquido al fine di permetterne la visione: infatti, tale cavità è normalmente virtuale.

Nel caso di isteroscopia operatoria si possono introdurre strumenti miniaturizzati, come forbici o pinze, attraverso l'isteroscopio, oppure si utilizza il resettoscopio che permette di tagliare e coagulare mediante una sorgente di energia elettrica.

Al termine dell'intervento, l'isteroscopio è rimosso e il mezzo di distensione refluisce dalla cavità uterina che ritorna alle dimensioni iniziali. Non sono necessari punti di sutura o medicazioni.

L'isteroscopia diagnostica dura pochi minuti, mentre quella operativa anche 30-60 minuti, secondo la complessità dell'intervento.

L'isteroscopia diagnostica non causa disturbi particolari e la paziente riprende rapidamente le proprie attività.

In alcuni casi può avvertire un lieve indolenzimento dell'addome e in altri un lieve dolore alla spalla, dovuto al passaggio del gas attraverso le tube.

Dopo l'isteroscopia operatoria alcuni malesseri sono invece usuali, anche se scompaiono in pochi giorni.

Può manifestarsi fastidio alla deglutizione a causa dell'intubazione tracheale eseguita per facilitare la respirazione e una certa difficoltà alla concentrazione nelle ore successive all'intervento a causa dell'anestesia (le attività che richiedono una particolare concentrazione, come guidare l'automobile, vanno evitate per 48 ore).

Per qualche giorno può persistere una piccola perdita di sangue dalla vagina.

Tutto ciò non deve destare preoccupazione. La degenza postoperatoria è limitata a 1-2 giorni. La sera dopo l'intervento la dieta è libera.

La convalescenza domiciliare è breve; i rapporti sessuali possono essere ripresi regolarmente dopo 2-3-giorni.

Il trattamento successivo all'isteroscopia varia da paziente a paziente. In ogni caso, a distanza di un mese è richiesta una visita ginecologica, per valutare l'opportunità di trattamenti farmacologica o ulteriori interventi chirurgici.

martedì 29 maggio 2012

IL PROFETA GEREMIA


I profeti dell'A.T- Geremia



La somiglianza di struttura con il libro di Geremia fa pensare che le due opere siano frutto di una stessa corrente di pensiero. Isaia dà un grandioso sviluppo all’annuncio della salvezza, che viene esteso a tutte le genti.

Pone in rilievo il motivo della conversione e presenta il perdono come nuova creazione e inoltre sottolinea l’attesa del Messia. La formazione del Protoisaia è compiuta forse negli anni 480-460 a.C., prima dell’intervento di Neemia.
Per quanto riguarda il deuteroisaia (Is 40-55) molti studiosi, sulla scia di Duhm, hanno presentato questi capitoli in unita letteraria tra loro.

Questo Deuteroisaia operò al tempo dell’esilio babilonese, annunciando al suo popolo il prossimo ritorno nella sua patria. Il contenuto del messaggio e la menzione di Ciro (Is 44,28; 45,1) aiutano a situare questo profeta anonimo tra il 550-540 a.C.

Nel periodo in cui il re persiano perveniva a quelle campagne vittoriose che iniziarono nel 553 e finirono nel 539 con la resa di Babilonia. Studi recenti hanno messo in dubbio l’unità letteraria di quest’opera.
Anche l’attribuzione di Is 56-66 a un solo autore abbiamo visto che è stata messa in discussione. Per Vermeylen quei capitoli fin dall’origine sono stati redatti in funzione di Is 1-55.

Occorre però notare che alcuni di questi brani presentano una chiara connessione con il tempo della missione di Neemia e in questo suppongono lo stesso contesto della parte finale di Is 40-55.

Con il Tritoisaia si può indicare quindi un profeta che iniziò la sua opera poco prima della venuta di Neemia e la continuò durante la sua attività politica, sociale e religioso (Is 61,1-3).

Geremia: Nasce verso il 650 in Anatot.

Il suo ministero nasce nel 627 a.C. nel tredicesimo anno del ministero di Giosia, i suoi oracoli segnano l'epoca che va dalla totale rovina di Gerusalemme, sino alla Babilonia e all'Egitto e all'esilio.

Geremia è della famiglia sacerdotale di Anotot, vicino Gerusalemme, nonostante ciò aderisce alla riforma di Giosia e forse proprio per questo subirà l'opposizioni degli uomini di Anatot.

E' il profeta che più di tutti soffre la solitudine e le opposizioni: posseduto da Dio si sente costretto a una missione che lo isola dai suoi concittadine e questa missione lo fa soffrire (Ger 17,18-23).

Geremia è testimone del ritorno ai culti stranieri, è il periodo dei successori di Giosia che devono mostrare fedeltà all'Egitto.

Alla sofferenza di Geremia corrisponde quella di Dio, che vede il suo popolo allontanato da Lui che va verso la sciagura, un esercito che viene da nord distruggerà Giuda, probabilmente si trattava dei neo-babilonesi.

Geremia profetizza anche la distruzione del tempio (Ger 7), per questo volevano ucciderlo i sacerdoti e i profeti, e furono fermati da alcuni anziani di Giuda che ricordarono che simili frasi erano state dette anche da Michea (Mic 3,12). 

Geremia in Giuda non è visto come il profeta ma come uno dei tanti e spesso dice cose opposte agli altri per questo si trova a volte in situazioni difficili.

Geremia è il primo profeta scrittore, fa infatti scrivere a Baruc tutte le sue profezie e gli ordina di leggerle al tempio davanti a tutto il popolo.

Il popolo rimane impressionato, ma il re invece stralcia il rotolo e lo fa bruciare. Geremia e Baruc allora dovettero nascondersi e riscrissero insieme tutte le profezie e ne aggiunsero altre come quella della fine del re Ioiakim e l'invasione dei babilonesi.
La prima attività di Geremia è dal 627 al 622, anno in cui avviene il ritrovamento del libro della Torah (il Deuteronomio originario) nel tempio di Gerusalemme. E’ il periodo della riforma giosiana favorita dal movimento deuteronomistico e condivisa da Geremia.

La prima predicazione è alla popolazione d’Israele che fino al 721 aveva formato il regno del Nord (Ger 2-6; 30-31).
La seconda attività di Geremia si ha durante il regno di Jojaquim (609-597 a.C.), durante il primo periodo del regno di Jojaquim abbiamo il discorso nel tempio e l’ammonizione allo stesso re. Nel quarto anno, nel 605, il generale Nabucodonosor vince l’esercito egiziano.

Geremia inizia ad annunciare il giudizio divino su Gerusalemme ad opera dei Babilonesi. Come punizione si impedisce a Geremia di predicare nel tempio, e Geremia detta le sue parole di giudizio a Baruc. 

Nel quinto anno, durante l’inverno avviene la lettura del rotolo di Geremia, la vita di Geremia e Baruc si trova in pericolo, il profeta detta di nuovo a Baruc gli annunci della sua predicazione.
La terza attività di Geremia si ha durante il regno di Sedacia (597-586 a.C.), Geremia annuncia il giudizio e si contrappone al profeta Anania, invia una lettera ai deportati in occasione di un’assemblea del re Sedacia a Babilonia.

Nel 588-587 avviene la ribellione del re Sedacia e agli inuizi del 587 l’esercito babilonese cinge d’assedio Gerusalemme, durante l’interruzione di questo assedio Geremia viene imprigionato e liberato una volta che Gerusalemme fu espugnata.
La quarta attività di Geremia si ha nel 586, quando Godolia viene uccino e Geremia va a Betlemme.
Duhm nel 1901 ha diviso il libro in tre parti:
1.    Le poesie (Ger 1-25; 30-31)
2.    La biografia di Geremia scritta da Baruc (Ger 26-45)
3.    Le aggiunte ai due scritti precedenti. Queste furono apportate a più riprese fino al secolo II e contengono, tra l’altro, i brani messianici e i detti contro le genti.

lunedì 28 maggio 2012

IL PROFETA EZECHIELE


I profeti dell'A.T- Ezechiele


Ezechiele nacque verso la fine del regno di Giuda, intorno al 620 a.C.

Apparteneva ad una famiglia di sacerdoti, ma visse ed operò da profeta.

Fu deportato in Babilonia nel 597 a.C. assieme al re Ioiachin e si stabilì nel villaggio di Tel Aviv sul fiume Chebar.

Cinque anni più tardi ricevette la chiamata alla missione di profeta. Doveva rincuorare i Giudei in esilio e quelli rimasti a Gerusalemme.

 "Ezechiele era di famiglia sacerdotale esvolse la parte principale del suo ministero a Babilonia". Ezechiele è un uomo molto istruito è profeta e teologo, e usa le sue conoscenze per confermare il proprio messaggio: conosce i grandi saggi universali Noè, Daniele,Giobbe (Ez 14,12-23) il mito dell'albero cosmico (Ez 31) e i particolari della costruzione di una nave (Ez 27).

Ezechiele dall'esilio segue e condanna tutti i delitti he condurranno alla distruzione (Ez 8), condanna, come Geremia, i tentativi di alleanza con l'Egitto. Ezechiele vede la gloria di Dio abbandonare Sion perchè Giuda e Israele si sono allontanate da Dio e prostituite a dei stranieri (Ez 23).

Ezechiele oltre alle condanne dà comunque un messaggio di speranza, e dice che l'uomo non pagherà i peccati del proprio padre e che il malvalgio se si convertirà sarà salvo.

Anche le sue profezie, come quelle di Geremia non sono comprese e Ezechiele vede arrivare la catastrofe.

Un messaggero gli annuncia la distruzione di Gerusalemme e Ezechiele ne diventa muto.

Da questo momento Ezechiele consolerà il suo popolo, lo sprona dicendo che un popolo morto può tornare in vita, con la famosa immagine delle ossa (Ez 37).

Sarà un popolo che abiterà di nuovo insieme la propria terra sotto un nuovo Davide (Ez 36; Ez 34,24), e il tempio sarà ricostruito. 

Queste visioni di Ezechiele saranno al centro del nuovo giudaismo.

Vedeva se stesso come pastore che doveva vegliare sul popolo, guidandolo dall'interno.

Si considerava come anticipatore del Messia.

Si presentava anche come guardiano del popolo poiché doveva annunciargli l'imminente giudizio di Dio. Accusava gli israeliti per i loro peccati e li invitava alla conversione.


domenica 27 maggio 2012

DIRITTO: INTIMAZIONE FINITA LOCAZIONE


Tribunale Ordinario di______

Intimazione di licenza per finita locazione

e contestuale atto di citazione per convalida

La ________, in persona del suo legale rappresentante pro tempore, Sig. ________­­, rappresentata e difesa dall’Avv. _________  ed elettivamente domiciliati presso il Suo Studio in _____________, Via ___________ n. ­­__, giusta procura speciale posta in calce al presente atto,

Premesso

- che la ___________ intimante è proprietaria dell’immobile sito         in __________, via _________ n.  __,  int.____;

- che la predetta unità immobiliare è stata concessa in locazione al Sig.____________,  con contratto del _________ registrato il ______ presso l’Ufficio del Registro di _______ (doc. n. 1);

- che il rapporto contrattuale,  per la durata di anni _____  dal ____    al _____ verrà a scadere il _____;

- che con lettera raccomandata A.R. in data ________ è stata comunicata al conduttore idonea disdetta;

- che, pertanto, la __________ non avendo intenzione di rinnovare il contratto con il presente atto intima licenza per finita locazione al Sig.__________ ed invita a lasciare libero da persone e cose, nella disponibilità della medesima la suddetta unità immobiliare

Quanto sopra ritenuto e considerato, la __________ come in epigrafe rappresentata, difesa e domiciliata,

Intima

al Sig.__________ domiciliato in _________ via ________ n. __, int.___, la licenza per finita locazione del suindicato immobile alla data del ________, diffidandolo dal rilasciarlo libero e vuoto da persone e da cose a disposizione della istante e, nel contempo,

Cita

il Sig.__________   domiciliato in _________ via ________ n. __, int.___, innanzi al Tribunale Ordinario di ___________, nella sua nota sede di Via ___________ n. __, Sezione e Giudice designandi, con invito a comparire all’udienza del ________, ore di rito, costituendosi nei modi e termini di legge, con espressa avvertenza che, in caso di mancata comparizione all’udienza suddetta, ovvero, se comparso, in caso di mancata opposizione, il Giudice convaliderà l’intimata licenza per finita locazione alla data del ________, dall’immobile suindicato ai sensi dell’art. 663 c.p.c., per ivi, contrariis rejectis:

1) sentir convalidare l’intimata licenza per finita locazione;

2) in caso di opposizione, sentir emettere ordinanza di rilascio immediatamente esecutiva.

            In ogni caso con fissazione della data di esecuzione del provvedimento e con vittoria di spese, competenze ed onorari.

__________, lì ______

Avv. ______________

Procura Speciale

La ____________, in persona del suo legale rappresentante pro tempore, Sig. ___________, delega a rappresentarla e difenderla nel presente atto ed in ogni fase e grado del relativo giudizio               l’Avv. ______________, conferendogli tutti i poteri e facoltà di legge, ivi compreso quello di chiamare in causa, transigere, incassare somme e rilasciare quietanze, nonché quello di farsi sostituire.

Eleggendo domicilio presso il suo Studio in ________, Via ________ n. __.

La ___________



Per autentica Avv._____________


sabato 26 maggio 2012

MEDJUGORJE - MESSAGGIO 25 MAGGIO 2012



Messaggio del 25 Maggio 2012

"Cari figli! Anche oggi vi invito alla conversione e alla santità.

Dio desidera darvi la gioia e la pace attraverso la preghiera ma voi, figlioli, siete ancora lontano, attaccati alla terra e alle cose della terra.

Perciò vi invito di nuovo:

aprite il vostro cuore e il vostro sguardo verso Dio e le cose di Dio e la gioia e la pace regneranno nel vostro cuore.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

venerdì 25 maggio 2012

IL REGNO DI MANASSE


IL REGNO DI MANASSE



Sotto Manasse (687-642 a.C.) “furono di nuovo praticati a Gerusalemme culti assiri e altri culti non jahvistici.

Si adoravano Baal, Astante e gli dei agresti capriformi; sorsero di nuovo massebe e ascere; nella valle di Hinnom venne istituito un posto speciale per il sacrificio dei bambini; nel tempio fu eretto un simbolo della dea Istar e praticata in suo onore la prostituzione sacra”. 

Manesse regnò in un periodo di forte resistenza che poi sfociarono nelle riforme di Giosia. Manasse sale al trono dodicenne (2 Re 21,1-18; 2 Cr 33,1-20), regnò 55 anni e riceve in eredità da Ezechia una situazione difficile, infatti gli Assiri sono all'apice del loro potere.

Giuda si trova in una situazione di vassallaggio estrema, il sovrano conserva una libertà di azione veramente minima. Fonti assire dimostrano che a Ezechia era stata tolta la maggior parte del suo territorio gli rimaneva in pratica solo Gerusalemme, il resto del territorio fu distribuito ad alleati e vassalli fedeli.

Durante il regno di Manasse sembra poi che parte del territorio fu restituito. Insomma la situazione che si ritrovò Manasse non era delle più semplici: il paese era sull'orlo della rovina, alcune parti erano distrutte, altre proprietà del nemico, i tentativi di reazione erano pochi, si cecava più altro probabilmente di guadagnare la benevolenza dell'Assiria.

Anche perchè dalle notizie che abbiamo sull'Assiria, non sembra che questa intervenisse in maniera eccessiva nel culto dei paesi occupati, quindi probabilmente la stessa cosa era per Giuda.
I testi che parlano di lui si concentrano più che altro sull'aspetto religioso, facendolo apparire come un re empio (2 Re 21,1-18), sottolineato questo fatto, probabilmente, dalla rielaborazione successiva. Per il redattore bibblico, con Manasse c'è un ritorno all'idolatria.

Questo giudizio su Manasse è motivato dal fatto che avrebbe promosso i culti di Baal e Astarte (2 Re 21,3.7) e da un influsso assiro sul comportamento relgioso del re (2 Re 21,3). "Probabilmente insieme con la religione ufficiale straniera, numerose altre forme straniere di culto furono ammesse col tempo a Gerusalemme e altrove in Giuda"(Sap 1,4-6.8.9; 2 Re 23,4-8).

Tutto questo era una conseguenza della dipendenza politica. Durante il regno di Manasse l'Assiria conquistò anche l'Egitto e ottenne la sua massima estenzione territoriale (671a.C.). Anche se la resistenza egiziana non venne mai completamente a mancare.

"Nessun politico di buon senso poteva anche solo pensare ad una rivolta ed a riacquistare la libertà. In epoca preesilica questo è stato probabilmente il peggior periodo della storia d'Israele".  La maggior parte degli Israeliti viveva in province assirre, la classe dirigente era stata deportata, e una minoranza viveva nello stato vassallo di Giuda, che dipendeva politicamente dall'Assiria.

In 2 Re 21,16, sembra che Manasse avesse in qualche modo anche perseguitato i fedeli di Jahvè "Sotto il regno di Manasse invece si sarebbe versato 'sangue innocente". A causa di una ribellione contro gli assiri a cui Manasse partecipò, fece diversi mesi di prigionia e secondo le scritture si sarebbe convertito (2 Cr 33,11-17).

Questo, quindi, lascia intendere che Manasse avesse partecipato a una certa  cospirazione antiassira (648 a.C.). Tornato a Gerusalemme avrebbe purificato il tempio dagli elementi appartenenti ad altri culti che lui aveva messo nel tempio in precedenza.

In realtà secondo Soggin questo dipende probabilmente dal fatto che i narratori dovevano in qualche modo giustificare il lungo regno di Manasse, il fatto che nonostante così empio il Signore l'abbia lasciato dominare così a lungo, secondo lui per risolvere questa difficoltà fu mostrato un personaggio che si è convertito dopo una grave crisi di coscienza.

Anche perchè i testi Assiri riportano Manasse come un buon vassallo, negli annali di Assaradon appare più volte la sua firma, quindi Manasse si sarebbe recato in Babilonia non in catene, ma per versare il contributo dovuto e le truppe per la campagna. Anche Fabris dice che "il viaggio del re che va nella capitale Assira a pagare il tributo dei re vassalli è trasformato in un racconto edificante".
In realtà "la giovane età che aveva quando salì sul trono rende necessaria l'ipotesi di una reggenza, o di un'altra forma di tutela nella gestione degli affari dello Stato, almeno per circa dieci anni.

E' dunque sotto questa forma di governo provvisoria di governo che prendono forma quei provvedimenti in campo religioso e politico che la storiografia biblica è concorde nel condannare: sotto il suo regno sarebbero infatti fioriti come non mai culti sincretisti o addirittura pagani, persino nel tempio di Gerusalemme"

Morto Manasse sale al trono il figlio Amon (642-640 a.C.), che regnò solo per due anni (2 Re 21,19-25; 2 Cr 33,21-25). Il libro dei Re gli attribuisce gli stessi errori del padre, ma a differenza di questo non si converti, e viene ucciso dai suoi stessi ufficiali.

Sono attestate, da documenti assiri, delle rivolte da parte di Siria e Palestina, aiutate dall'Egitto. In questo caso si spiega anche l'assassinio del figlio di Manasse, in quanto come il padre,  continuava ad essere fedele all'Assiria.

Era forse stato, un atto realizzato da ambienti religiosi e nazionalisti che volevano ritornare alla sola fede in Jahvè. il popolo del paese punì gli assassini e proclamò al suo posto Giosia, il più importante sovrano di Giuda dopo Davide.
Non venne quindi, messo in discussione il principio dinastico e Giosia, figlio di Amon, viene incoronato re all'età di 8 anni, e governerà per trentun anni, in cui secondo il libro dei Re è stato un buon sovrano.

"L'intervento profetico di Nahum verso il 660 e, soprattutto, il ministero del profeta Sofonia sosterranno le riforme religiose che il giovane re, compatibilmente con la sua età, intraprenderà".

La sua età permetteva in pratica a coloro che l'aveva incoronato di governare "quando Giosia è nominato re non è che un bambino, e il potere è nelle mani di membri della famiglia reale e di ministri".








giovedì 24 maggio 2012

CADUTA DELL'ASSIRIA E REGNO DI GIOSIA


La caduta dell'Assiria

e il Regno di Giosia



         L'impero assiro crollò rapidamente poco dopo aver raggiunto l'apice della sua potenza. La sua forza venne meno improvvisamente e cadde preda degli attacchi esterni. L'indebolimento del potere assiro rende possibile un periodo pieno di rinnovamenti.

Alla morte del re Assurbanipal, Babilonia si solleva e ottiene la vittoria e l'indipendenza. Così Babilonia diventa la nuova potenza dominante. In seguito a questo i popoli sottomessi agli assiri si cominciarono ad agitare vedendo il declino della potenza assira.
Giosia è un sovrano riformatore per eccellenza, capace di "cristallizzare in opzioni politiche la fedeltà al Dio d'Israele dei vari gruppi facenti capo ai profeti". Durante i primi anni, quando Giosia era ancora minorenne non accadde nulla di decisivo.

Ma appena giunse il momento di agire Giosia si libero dal dominio assiro. Rimosse i segni del culto assiro dal tempio e questo voleva dire la fine del vassallaggio e probabilmente smise anche di pagare il tributo. Ma l'Assiria non reagì, evidentemente non era più abbastanza forte da poter far valere la sua autorità.
Giosia è importante in tre campi soprattutto:
    politico:

    Giosia mette in pratica l'ideologia davidica e recupera tutti i territori di Giuda e del Regno del Nord, tutti territori che erano ormai province assire. Israele è di nuovo unito. Ciò è divenuto possibile grazie allo sfaldamento dell'impero assiro, sotto la pressione dei popoli a lui assoggettati e di altri nemici esterni.

    Il re approfittando della congiura politica internazionale ai danni dell'Assiria, avrebbe riconquistato i territori del nord, fino a ricostruire il regno davidico. "Prima di tutto prese possesso della parte meridionale della provincia di Samaria, che confinva direttamente con Giuda.

    Secondo 2 Reg. 23,15, distrusse l'antico e famoso santuario di Betel, un tempo santuario reale d'Israele", quindi conquistò Betel e la parte meridionale della Samaria.

    Giosia estese ulteriolmente il proprio territorio, occupando addirittura un territorio filisteo che non aveva mai fatto parte del regno di Davide. Giosia perseguì il suo piano mano mano,  con prudenza, calcolando sempre le proprie forze e aspettando spesso il momento giusto per intervenire.
    Religioso:

    Giosia realizza la centralizzazione del culto, l'unico culto valido è quello realizzato nel tempio di Gerusalemme (2 Re 22-23; 2 Cr 34-35,19). "Caratteristica della riforma di Giosia rispetto alle precedenti, è la sua radicalità; le manca, almeno sul piano programmatico, ogni alternativa ed ogni forma di compromesso.

    Ogni genere di culto pagano, ogni tipo di sincretismo, doveva essere soppresso; il culto doveva essere centralizzato nel santuario di Gerusalemme, opportunamente purificato dagli arredi, dalle persone e dai culti connessi al mondo cananeo; il tutto doveva essere seguito dall'eliminazione dei santuari locali e dei loro culti".

    La festa della Pasqua torna a essere celebrata, come publica solennità, la necromanzia e la divinazione sono proibite. "tutti i santuari israeliti, persino i più antichi, sono sconsacrati, come testimonia sul piano archeologico il tempio di Arad.

    Tutti i sacerdoti dei santuari israeliti devono venire a Gerusalemme dove formano un sacerdozio subalterno".

    Il programma non è stato poi totalmente realizzato, infatti si hanno notizie di santuari che non sono stati distrutti, ma nella pratica era difficile realizzare completamente questo programma.
    Letterario:

    C’è il ritrovamento del rotolo del libro della legge che sembra identificabile con il Deuteronomio, anche se in una redazione più sintetica dell'attuale.

    E' in pratica dal ritrovamento di questo libro che è scattata tutta la riforma religiosa di Giosia. Il deuteronomio pretende di risalire a Mosè, ma come giustamente dice Castel "si potranno far risalere a Mosè tutte le leggi, comprese quelle che riguardano il re (Dt 17)?"

    Il libro sarà stato realmente trovato, in quanto probabilmente risaliva al tempo di Manasse e Amon, fatto come  forma di resistenza alla loro politica e sarà stato conservato nel tempio come accadeva per i documenti importanti.

    Giosia non fu solo mediatore di quel libro, ma "ricorse anche alla propria autorità regale affinchè fossero applicate le norme di questo 'libro della legge'; in tal modo sia pure con le migliori intenzioni, oltrepassò di nuovo i limiti delle sue competenze e permise che il potere dello stato si intromettesse nella sfera degli antichi orientamenti sacri".