lunedì 17 settembre 2012

GESU' E' SALITO AL CIELO


 
GESU' E' SALITO AL CIELO

 

Proclamando la fede nell’opera salvifica di Nostro Signore, il Credo, dopo aver affermato la Resurrezione nel terzo giorno, cita l’Ascensione e la Seduta “alla destra del Padre”.
 
Si completa così la serie degli articoli del Credo relativa al ministero terreno di Cristo.
 
Eppure se il tempo dell’Incarnazione, o più precisamente della presenza corporale di Cristo sulla terra, viene chiuso con l’Ascensione, non c’è interruzione con il periodo seguente, il tempo della Chiesa che terminerà con la seconda e gloriosa venuta di nostro Signore.
 
Questo legame tra i due periodi è indicato due volte nelle sante Scritture: dapprima in modo esterno, con un espediente letterario: san Luca termina il suo Evangelo con la menzione dell’Ascensione ed inizia il libro degli Atti riprendendo in modo più attenuato il racconto dell’avvenimento;
 
poi in modo interno: il Nuovo Testamento ci riferisce le parole del Signore sottolineando che la sua salita al cielo non costituisce per nulla un abbandono.
 
Nell’Evangelo secondo san Matteo le ultime parole di Cristo che sono citate fondano la serena certezza della Chiesa nella sollecitudine permanente del Salvatore (Mt 28, 20).
 
Esse trovano eco nel kondakion della festa: “avendo compiuto a nostro favore la tua opera di salvezza, dopo avere unito i cieli e la terra e gli uomini con Dio, nella gloria, Cristo nostro Dio, salisti al cielo senza però abbandonarci, ma restando sempre tra noi e dicendo a coloro che conservano il tuo amore:
 
sono sempre con voi e nessuno per sempre potrà nulla contro di voi”.
 
L’ascensione segna il coronamento del sacrificio di Cristo; l’Agnello immolato si presenta davanti al Padre, manifestando nella sua persona divino-umana l’unione ristabilita tra Dio e l’uomo.
 
A questo proposito nell’Epistola agli Ebrei si legge: “Avendo offerto per i peccati l’unico sacrificio, si è seduto per sempre alla destra di Dio” (Eb 10, 12). La morte redentrice sulla Croce, Resurrezione e l’Ascensione sono così strettamente legate che Nostro Signore ne parla come di un tutto inseparabile quando dice: “ed io, sollevato da terra.
 
Attirerò a me tutti gli uomini” (Gv 12, 32).
 
Va sottolineato il carattere specifico dell’Ascensione che risiede nell’esaltazione del Dio-uomo:
 
Cristo, nuovo Adamo, è il capo di una umanità rinnovata che, precisamente nella sua persona, si trova ormai seduta in gloria alla destra del Padre.
 
Da qui vediamo che la Redenzione non è stata semplicemente la liberazione dalla maledizione dovuta al peccato, perché la glorificazione dell’umanità acquistata in Gesù Cristo è definitiva.
 
Per questo l’apostolo Paolo può esclamare:
 
possa Dio illuminare gli occhi del vostro cuore per farvi vedere quale speranza vi apre il suo invito, quali tesori di gloria racchiude la sua eredità tra i santi, e quale straordinaria grandezza la sua potenza ha per noi credenti, secondo il vigore della forza che ha dispiegato nella persona di Cristo, risuscitandolo dai morti e facendolo sedere alla sua destra nei cieli, al di sopra di ogni Principato, Potenza, Virtù, Signoria e di ogni altro nome con cui si potrà nominare non solo ora, ma ancora nei secoli futuri ” (Ef 1, 18-21).

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