lunedì 31 dicembre 2012

MATERNITA' VERGINALE DI MARIA


 
 
La maternità verginale di Maria nel disegno di Dio

 

Lo sguardo della fede può scoprire, in connessione con l'insieme della Rivelazione, le ragioni misteriose per le quali Dio, nel suo progetto salvifico, ha voluto che suo Figlio nascesse da una Vergine.
 
Queste ragioni riguardano tanto la persona e la missione redentrice di Cristo, quanto l'accettazione di tale missione da parte di Maria in favore di tutti gli uomini.
 
La verginità di Maria manifesta l'iniziativa assoluta di Dio nell'incarnazione.
Gesù come Padre non ha che Dio. « La natura umana che egli ha assunto non l'ha mai separato dal Padre.
 
Per natura Figlio del Padre secondo la divinità, per natura Figlio della Madre secondo l'umanità, ma propriamente Figlio di Dio nelle sue due nature ».

 
Gesù è concepito per opera dello Spirito Santo nel seno della Vergine Maria perché egli è il nuovo Adamo che inaugura la nuova creazione: « Il primo uomo tratto dalla terra è di terra, il secondo uomo viene dal cielo » (1 Cor 15,47).
 
L'umanità di Cristo, fin dal suo concepimento, è ricolma dello Spirito Santo perché Dio gli « dà lo Spirito senza misura » (Gv 3,34). « Dalla pienezza » di lui, capo dell'umanità redenta, « noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia » (Gv 1,16).

 
Gesù, il nuovo Adamo, inaugura con il suo concepimento verginale la nuova nascita dei figli di adozione nello Spirito Santo per la fede. « Come è possibile? » (Lc 1,34).
 
La partecipazione alla vita divina non proviene « da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio » (Gv 1,13).
 
L'accoglienza di questa vita è verginale perché è interamente donata all'uomo dallo Spirito. Il senso sponsale della vocazione umana in rapporto a Dio si compie perfettamente nella maternità verginale di Maria.

 
Maria è Vergine perché la sua verginità è il segno della sua fede che non era alterata da nessun dubbio e del suo totale abbandono alla volontà di Dio.
 
Per la sua fede ella diviene la Madre del Salvatore: « Beatior est Maria percipiendo fidem Christi quam concipiendo carnem Christi – Maria è più felice nel ricevere la fede di Cristo che nel concepire la carne di Cristo ».

 
Maria è ad un tempo Vergine e Madre perché è la figura e la realizzazione più perfetta della Chiesa:
 
« La Chiesa per mezzo della Parola di Dio accolta con fedeltà diventa essa pure Madre, poiché con la predicazione e il Battesimo genera a una vita nuova e immortale i figli, concepiti ad opera dello Spirito Santo e nati da Dio.
 
Essa è pure la vergine che custodisce integra e pura la fede data allo Sposo ».

domenica 30 dicembre 2012

MARIA DISCENDENTE DI EVA


MARIA DISCENDENTE DI EVA
 

Nell’Antico Testamento, Adamo causò la caduta del genere umano con la cooperazione di Eva.
 
Nel Nuovo Testamento, Gesù Cristo, il Dio-Uomo, produsse la nostra Redenzione con la cooperazione della SS.Vergine Maria.
 
Eva, nostra progenitrice, fu tentata da un angelo caduto a disobbedire al comando di Dio, ed essa di conseguenza indusse Adamo al peccato.
 
Nel Nuovo Testamento, un altro angelo, l’Arcangelo S.Gabriele, annunciò la volontà di Dio alla SS.Vergine Maria ed essa, diversamente da Eva, si sottomise umilmente. 
Nella discendenza di Eva, Dio ha scelto la Vergine Maria perché fosse la Madre del suo Figlio.
 
 « Piena di grazia », ella è « il frutto più eccelso della redenzione »:  fin dal primo istante del suo concepimento, è interamente preservata da ogni macchia del peccato originale ed è rimasta immune da ogni peccato personale durante tutta la sua vita.

 
Maria è veramente « Madre di Dio », perché è la Madre del Figlio eterno di Dio fatto uomo, Dio lui stesso. Maria è rimasta « Vergine nel concepimento del Figlio suo, Vergine incinta, Vergine nel parto,
 
Vergine madre, Vergine perpetua »: con tutto il suo essere, ella è « la serva del Signore » (Lc 1,38). Maria Vergine « cooperò alla salvezza dell'uomo con libera fede e obbedienza ». Ha dato il suo assenso, « loco totius humanae naturae – in nome di tutta l'umanità »: per la sua obbedienza, è diventata la nuova Eva, madre dei viventi.

sabato 29 dicembre 2012

L'AMORE APRE I CUORI



L'AMORE APRE I CUORI

 

La chiave che apre il cuore è l'amore e se amiamo sappiamo anche ascoltare.
 
Se amiamo, possiamo diventare più sensibili alla parola di Dio.
 
Quindi, il nostro compito in preparazione al Natale dovrebbe essere quello di lavorare sull'apertura del nostro cuore, chiedendoci cosa ci chiude il cuore agli altri e al prossimo.
 
Perché sia chiaro cosa significa essere sensibili alla parola di Dio, pensiamo a un bambino solo a casa che piange perché la mamma non è con lui. Non appena la mamma gli dice: "Non avere paura, sono qui", il bambino smetterà di piangere perché è sensibile alla parola della mamma.
Allo stesso modo, Maria desidera che siamo sensibili alla parola di Dio. Se Dio dice: "Pregate, amate, perdonate, non abbiate paura", allora dovremmo reagire allo stesso modo del bambino.
 
Questa nostra reazione ci libererà di tutte le scuse che siamo portati ad usare.
 
Quante volte diciamo: "Non riesco a perdonare, non riesco ad amare, non riesco a pregare per questo motivo o per quello"?
 
Ogni volta che cerchiamo una scusa significa che crediamo nelle scuse, nei pretesti, nelle ferite e nell'orgoglio più di quanto crediamo a Dio! Spero che questa Festa del Natale ci abbia dimostrato che possiamo essere più sensibili alla parola di Dio.
 
La gioia che Maria porta nel suo cuore è la gioia di una madre che ha accettato la nuova vita.
 
Maria è la nuova Eva, la Madre della vita, Dio, il Creatore della vita, per mezzo dello Spirito Santo, ha creato Gesù nel suo grembo e Maria lo ha concepito per il potere dello Spirito Santo, e lo ha dato alla luce. Lo ha portato in grembo nove mesi con gioia.
 
Maria è gioiosa, è la madre che lotta per la vita. E la donna che nell'Apocalisse salva suo Figlio dal drago che lo vuole distruggere. E Maria è gioiosa e sa che anche i nostri cuori a Natale sono colmi di gioia.
 
La gioia è il frutto dell'amore per la vita.
 
Solo dove la vita viene accettata e protetta la gioia può nascere.
 
Spero che anche tutti noi abbiamo sentito la gioia che Maria porta nel cuore e che attraverso questa gioia possa essere guarito anche il nostro amore per la vita.
 
Grazie a questa gioia, Maria può dirci. Vi invito al bene. La cosa cui anela il nostro cuore è proprio questo bene.
 
Il bene significa un rapporto nuovo e profondo con Dio, che è il creatore della vita, con noi stessi, con gli altri, che proprio come noi sono Sue creature.
 
Il bene è possibile solo quando amiamo, e il bene è il contrario di tutto ciò che è male. Il bene è qualcosa che protegge, che ama, che è gioioso.

venerdì 28 dicembre 2012

I VANGELI SINOTTICI E MARIA


 
I VANGELI SINOTTICI PARLANO DI MARIA

 

Dei tre vangeli sinottici quello che parla più diffusamente di Maria è il Vangelo di Luca.
 
Vi si racconta che Maria viveva a Nazaret, in Galilea e che, promessa sposa di Giuseppe, ricevette dall'arcangelo Gabriele l'annuncio che avrebbe concepito il Figlio di Dio, senza avere rapporti intimi (Luca 1,26-38).
 
Ella accettò e, per la sua completa accettazione e fedeltà alla missione affidatale da Dio, è considerata dai cristiani il modello per tutti i credenti.

Lo stesso Vangelo secondo Luca racconta la sua pronta partenza per una città della regione montuosa di Giuda[2], per aiutare la cugina Elisabetta, anziana, incinta di sei mesi.
 
Da Elisabetta è chiamata "la madre del mio Signore". Maria risponde proclamando il Magnificat:

« Allora Maria disse: L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. » (Luca 1,46)

Trovandosi a Betlemme, in Giudea, con suo marito Giuseppe per il censimento indetto (Luca 2,1-2), tramite il console Quirino, dall'imperatore Augusto, partorì (in un riparo che era forse una stalla) suo figlio, al quale impose il nome di Gesù come le aveva prescritto l'arcangelo Gabriele.
 
Il vangelo racconta il canto degli angeli e la visita dei pastori (Luca 2,1-20), e poi dei sapienti orientali detti i Magi.
 
Secondo Matteo, che fa risiedere la famiglia fin da principio a Betlemme (Matteo 2,1-11), seguono la persecuzione di Erode, la fuga in Egitto, la strage degli Innocenti e il ritorno a Nazaret.

Quando Gesù compì 12 anni, Maria e Giuseppe lo condussero a celebrare la Pasqua nel Tempio di Gerusalemme. Tornando a Nazaret, i genitori non trovarono più Gesù nella carovana e, preoccupati, tornarono indietro a cercarlo. Lo ritrovarono al terzo giorno nel Tempio, dove Gesù stava insegnando fra i dottori della Legge. Maria è testimone, anche senza capirne in fondo il significato, della prima volta che Gesù manifesta la coscienza di essere figlio del Padre (Luca 2,41-50).

I Vangeli ce la presentano in vari momenti vicino a Gesù nel periodo del suo ministero pubblico.

Nel Vangelo secondo Giovanni è chiamata sempre «la Madre di Gesù». I biblisti cattolici ritengono che in tale vangelo Maria sia il simbolo dell'Israele fedele, che aspetta da Gesù il dono del vino dell'alleanza nuova (Nozze di Cana).
 
Inoltre, essa è colei che ha fatto compiere al Figlio il primo miracolo della sua vita pubblica, ed è perciò presentata come la mediatrice di tutte le grazie presso Gesù Cristo. Sul Calvario, durante l'agonia in croce, Gesù l'affida all'apostolo Giovanni, e a Maria affida lo stesso apostolo: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua Madre!».
 
E da quel momento il discepolo L'accolse nella sua casa (Gv 19,26-27).[3] Secondo la dottrina cattolica questo sarebbe l'atto che la costituisce Madre dei credenti.
 
Secondo alcuni studiosi, inoltre, l'affidamento di Maria a Giovanni negherebbe implicitamente la tesi circa altri presunti figli di Maria e Giuseppe: non si comprenderebbe infatti il motivo per il quale Gesù affida Maria a Giovanni apostolo ed evangelista se fossero stati presenti altri figli di Maria.]

Negli Atti degli Apostoli è presentata in preghiera insieme con gli apostoli e i discepoli in attesa della venuta dello Spirito Santo

« Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui. » (Atti 1,14)

Secondo la visione cattolica Maria fu quindi il centro attorno a cui gli stessi apostoli e discepoli si riunirono per la discesa dello Spirito, momento che sancisce la nascita della Chiesa.

giovedì 27 dicembre 2012

LA DEFINIZIONE DI MARIA


 
LA DEFINIZIONE DI MARIA

 

La figura di Maria nel primo millennio del cristianesimo è stata oggetto di alcune definizioni dogmatiche, comuni quindi alle Chiese orientali e occidentali, ad esempio:



Da notare che, secondo la Chiesa ortodossa (seguendo la tradizione del Protovangelo di Giacomo), Giuseppe avrebbe però avuto, prima di sposare Maria, altri figli, fratellastri quindi di Gesù, da una donna che secondo alcune tradizioni apocrife si sarebbe chiamata Melcha o Escha. La più evidente conferma di questo dato sono le raffigurazioni murali ospitate nella Chiesa di San Salvatore in Chora, a Costantinopoli.

I cattolici si rivolgono a lei con molti titoli. In Italia viene normalmente chiamata Madonna (dal latino mea domina, "mia signora").
 
Altri sono: Maria Vergine, Maria Immacolata, Maria Assunta, che fanno riferimento alle definizioni dommatiche, mentre moltissimi altri titoli fanno riferimento a luoghi o eventi di particolare devozione, come Maria Ausiliatrice, Maria Consolata, Madonna di Lourdes, di Fatima o di Loreto, ecc.

Fra le preghiere che le vengono rivolte la più comune è l'Ave Maria, nella quale nella prima parte si ripetono il saluto dell'angelo al momento dell'annunciazione e quello di Elisabetta all'inizio della visitazione (secondo il Vangelo di Luca, I, 28 e I, 42);
 
la seconda parte è un'invocazione di origine più tarda, nata in ambito ecclesiastico.

Il magistero cattolico ha definito altri dogmi che la riguardano:

  • l'Immacolata Concezione (nel 1854).     
  • Maria è considerata priva del peccato originale fin dal concepimento.     
  • La definizione dogmatica pose fine ad una controversia che si era sviluppata a partire dal Medioevo nella Chiesa latina, ripresa più tardi dal Protestantesimo;
  • l'Assunzione (nel 1950).     
  • Maria è considerata aver partecipato anticipatamente della resurrezione che sarà di tutti i cristiani alla fine dei tempi.
  • La tarda definizione di questo dogma non fu causata da una controversia, ma sanzionò una credenza che era già diffusa nel primo millennio, ed infatti essa è ritenuta anche nelle Chiese ortodosse (la cosiddetta dormizione di Maria), pur senza essere da esse definita come dogma.

Al termine della sua vita terrena, afferma il dogma proclamato da papa Pio XII il 1º novembre 1950, la Vergine Maria venne trasportata, anima e corpo, in Cielo (venne "assunta", ricevuta, in Cielo), sulla scorta del convincimento dell'antichità cristiana di un somnium Mariae (sonno di Maria), anziché di una morte vera e propria.
 
Pertanto al momento della conclusione della sua vita, momento chiamato anche "Dormizione", essa ricominciò subito a vivere, con il suo corpo risorto, nel Paradiso, accanto a suo Figlio Gesù.
 
A Gerusalemme vi sono due luoghi che la tradizione collega alla sua morte: la chiesa della Dormizione, sul monte Sion, posta nel luogo in cui Maria si sarebbe "addormentata", e la chiesa della Tomba di Maria, nella valle del Cedron, dove gli apostoli avrebbero deposto il suo corpo, per poi ritrovare la tomba vuota. Secondo un'altra tradizione, invece, Maria avrebbe seguito l'apostolo Giovanni a Efeso e lì sarebbe morta.