sabato 31 agosto 2013

LE CIRCOSTANZE DELLA CHIAMATA




 
Le circostanze della chiamata

Le indicazioni di Dio sono le circostanze attraverso le quali uno è chiamato, la situazione in cui uno si trova.
 
Per esempio, uno vorrebbe diventare un eremita, ma ha un fratello che precocemente si sposta e va in Oceania, e il padre e la madre sono ottantenni.
 
Questa è una circostanza tale per cui tutto il processo che l’ha condotto a decidere per l’eremitaggio può essere bloccato;
 
primo dovere è che deve aiutare suo padre e sua madre.
 
Farà quello che potrà, ma deve scegliere qualcosa che lo renda capace di aiutare i suoi vecchi genitori.
 
Nel Gruppo Adulto, per esempio, è obbligatorio mettersi insieme in case, ma se uno ha un problema di questo genere sta a casa sua e si riferisce soltanto, fa cioè parte di una compagnia, ma restando logisticamente a casa sua.
 
Queste sono circostanze che determinano la strada.
 
Ma c’è un’accezione della parola “circostanze” nell’identificare la strada che occorre prendere in considerazione.
 
Se uno vive la vita di Cl o trova nella realtà del movimento un aiuto alla vocazione, cerca una soluzione secondo la vita del movimento.
 
E la vita del movimento ha creato una strada, proprio di dedizione a Dio dentro il mondo, che si chiama Memores Domini o Gruppo Adulto.
 
Proprio seguendo il primo criterio, il movimento ti offre innanzitutto l’esistenza dei Memores Domini:
 
è la testimonianza a Dio dentro la vita di tutti, perfino logisticamente:
 
un appartamento come quello delle famiglie vicine.



venerdì 30 agosto 2013

LA LIBERTA' DELLO SPIRITO




La libertà dello Spirito

 

La scelta deve avvenire dal di dentro del cuore.
 
Tutto è stato dato dallo Spirito, anche le circostanze, anche la percezione dei bisogni della Chiesa, anche la necessità della testimonianza a Cristo come cosa più importante della vita.
 
Lo Spirito dal di dentro può, con una chiarezza crescente, senza artificio e pressione, portare ad una riflessione, ad una traduzione della propria volontà di testimoniare Cristo nel mondo.
 
Certo, se uno non incontrava quel tale padre missionario, magari non gli nasceva l’idea della missione, di essere alla mercé di un’obbedienza che lo può mandare in Africa o in Asia; ma, avendolo incontrato, quest’idea dal di dentro gli si può illuminare sempre più fino a un’evidenza.
 
La riprova della verità di questa particolarità è, da un lato, che essa comprende e afferma i criteri generali detti sopra e, dall’altro, che appare come un’obbedienza allo Spirito che fa sviluppare quell’immagine.
 
Così può nascere l’idea di fare il prete (ma che prete diverso diventa uno che chiarisce la cosa fino a questo punto!);
 
oppure uno può capire che c’è un cuore del cuore di tutti, che è la testimonianza che vedono solo gli angeli di Dio, cioè la clausura;
 
oppure può pensare qualsiasi altra forma.
 
Che nesso c’è tra il secondo criterio e il terzo?
 
Le altre soluzioni hanno tutte un unico senso: quello di aiutare coloro che sono nel mondo a testimoniare Cristo.
 
Uno entra in un convento di clausura per aiutare coloro che sono nel mondo.
 
Come ha detto una novizia del Gruppo Adulto, che è stata al monastero di Vitorchiano ed è tornata a casa commossa per questo:
 
«Loro sono dentro per me, per sostenere la mia presenza nel mondo, e io sono nel mondo la loro presenza».
 
Così uno può scegliere di dedicarsi alle famiglie povere come un’applicazione del principio di prima: «dentro il mondo».
 
Ma il criterio è proprio uno solo, che trova nel Gruppo Adulto la sua espressione più tipica - perché spoglia di qualsiasi pretesa - e anche più difficile.
 
Dio ci vuole per una strada che dia maggior gloria a Cristo, cioè alla Chiesa. Ciò di cui la Chiesa ha più bisogno è la testimonianza nella vita dell’uomo. Questo è il segno dei tempi.
 
La tua storia dentro il movimento ti indica i Memores Domini.
 
Ci sono anche altre forme nella Chiesa, ma le circostanze della vita ti hanno messo dentro il movimento.
 
Ma lo Spirito è libero anche da queste indicazioni.
 
Il valore di questo terzo punto è che qualsiasi altra strada ha come scopo quello di aiutare la testimonianza dentro il mondo.
 
Esempio: uno sente, tranquillo, crescente, anche con dolore, l’ideale del monaco; il movimento ha visto nascere un monastero che ha le caratteristiche cristiane proprie del movimento: è il monastero della Cascinazza; perciò uno, prima di andare in un altro monastero, passa dalla Cascinazza.
 
Questo terzo punto deve dunque confermare il secondo, non è un’alternativa.
 
È un sacrificio per il secondo punto.
È importante in chi ci guida un vero amore alla Chiesa e un vero amore alla esperienza del movimento, che ne capisca e valorizzi l’accento.
 
Se abbiamo vera disponibilità a Gesù e alla Chiesa, alla gloria di Cristo nel mondo, qualsiasi strada sarà giusta.
 
Resta comunque chiaro il fatto che quello di cui ha bisogno la Chiesa oggi è di mostrare che la fede fa vivere.
 
E un esercito nel momento dell’attacco ha bisogno di realtà viventi. Questo è proprio il momento dell’attacco.
 
Non è un ruolo che dimostra questo.
 
Non è il ruolo come ruolo che esprime questo.
 
Uno può andare in Giappone o uno può essere prete a Milano e non testimoniare che Cristo rende umana la vita. Certo, si può essere anche nel Gruppo Adulto senza rendere questa testimonianza, ma allora è inutile andarci.

 

giovedì 29 agosto 2013

SPIRITO SANTO AUTORE UNIONE IPOSTATICA




Spirito Santo autore unione ipostatica

 
Nel Simbolo della fede noi confessiamo che il Figlio, consustanziale al Padre, si è fatto uomo per opera dello Spirito Santo.
 
Nell'enciclica «Dominum et vivificantem» (n. 50) c'è scritto che «la concezione e la nascita di Gesù Cristo sono la più grande opera compiuta dallo Spirito Santo nella storia della creazione e della salvezza:
 
la suprema grazia, "la grazia dell'unione", fonte di ogni altra grazia, come spiega san Tommaso.
 
Alla "pienezza del tempo" corrisponde, infatti, una particolare pienezza della autocomunicazione di Dio uno e trino nello Spirito Santo. "
 
Per opera dello Spirito Santo" si compie il mistero dell'"unione ipostatica", cioè dell'unione della natura divina e della natura umana, della divinità e dell'umanità nell'unica Persona del Verbo-Figlio».

 
Si tratta del mistero dell'incarnazione, alla cui rivelazione è congiunta - all'inizio della nuova alleanza - quella dello Spirito Santo.
 
Lo abbiamo visto in precedenti catechesi, che ci hanno permesso di illustrare questa verità nei suoi vari aspetti, a cominciare dal concepimento verginale di Gesù Cristo, come leggiamo nella pagina di Luca sull'annunciazione.
 
E difficile spiegare l'origine di questo testo senza pensare a una narrazione di Maria, che sola poteva far conoscere ciò che era avvenuto in lei al momento del concepimento di Gesù.
 
Le analogie che sono state proposte tra questa pagina e altri racconti dell'antichità, e specialmente degli scritti veterotestamentari, non riguardano mai il punto più importante e decisivo, quello cioè del concepimento verginale ad opera dello Spirito Santo.
 
Questo costituisce, in verità, una novità assoluta.

 
E vero che nella pagina parallela di Matteo leggiamo: «Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
 
Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele» (Mt 1,22-23).
 
L'adempimento però supera sempre le aspettative.
 
L'evento, cioè, comprende elementi nuovi, che non erano espressi nella profezia.
 
Così, nel caso che ci interessa, l'oracolo di Isaia sulla vergine che concepirà rimaneva incompleto e quindi suscettibile di varie interpretazioni.
 
L'evento dell'incarnazione lo «compie» con una perfezione che era imprevedibile:
 
un concepimento veramente verginale viene effettuato per opera dello Spirito Santo, e il Figlio partorito è dunque veramente «Dio con noi».
 
Non si tratta più solo di un'alleanza con Dio, ma della reale presenza di Dio in mezzo agli uomini, in forza dell'incarnazione dell'eterno Figlio di Dio:
 
una novità assoluta.

mercoledì 28 agosto 2013

MISTERO DELL'INCARNAZIONE


 
MISTERO DELL'INCARNAZIONE

 
Il concepimento verginale è parte integrante del mistero dell'incarnazione.
 
Il corpo di Gesù, concepito in modo verginale da Maria, appartiene alla persona del Verbo eterno di Dio.
 
Proprio questo opera lo Spirito Santo scendendo sulla Vergine di Nazaret.
 
Egli fa sì che l'uomo (il Figlio dell'uomo) da lei concepito sia il vero Figlio di Dio, eternamente generato dal Padre, consustanziale al Padre, del quale l'eterno Padre è l'unico Padre.
 
 
Anche nascendo come uomo da Maria Vergine, continua ad essere il Figlio dello stesso Padre dal quale è eternamente generato.

 
Ecco come la verginità di Maria mette in rilievo in modo particolare il fatto che il Figlio, da lei concepito per opera dello Spirito Santo, è il Figlio di Dio. Soltanto Dio è suo Padre.

L'iconografia tradizionale, che rappresenta Maria col bimbo Gesù tra le braccia e non rappresenta Giuseppe accanto a lei, costituisce una silenziosa, ma insistente attestazione della sua verginale maternità e, per ciò stesso, della divinità del Figlio.
 
Questa immagine potrebbe quindi essere chiamata l'icona della divinità di Cristo.
 
La troviamo già sul finire del II secolo in un affresco delle catacombe romane e, successivamente, in innumerevoli riproduzioni.
 
In particolare, essa viene rappresentata con tocchi d'arte e di fede così efficaci dalle icone bizantine e russe che si ricollegano alle fonti più genuine della fede:
 
i Vangeli e la tradizione primitiva della Chiesa.

martedì 27 agosto 2013

PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO




PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO

 

Luca riporta le parole dell'angelo che annuncia la nascita di Gesù per opera dello Spirito Santo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo» (Lc 1,35).
 
Lo Spirito di cui parla l'evangelista è lo Spirito «che dà vita».
 
Non si tratta soltanto di quel «soffio di vita» che è la caratteristica degli esseri viventi, ma della vita propria di Dio stesso: la vita divina.
 
Lo Spirito Santo che è in Dio come soffio d'Amore, Dono assoluto (non creato) delle divine Persone, nell'incarnazione del Verbo opera come soffio di questo Amore per l'uomo: per lo stesso Gesù, per la natura umana e per l'intera umanità.
 
In questo soffio si esprime l'amore del Padre, il quale ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito.
 
Nel Figlio c'è la pienezza del dono della vita divina per l'umanità.

Nell'incarnazione del Figlio-Verbo si manifesta dunque in modo particolare lo Spirito Santo come colui «che dà vita».

 
E ciò che nell'enciclica «Dominum et vivificantem» (n. 50) è chiamata «la particolare pienezza dell'autocomunicazione di Dio uno e trino nello Spirito Santo».
 
E il significato più profondo dell'«unione ipostatica», formula che rispecchia il pensiero dei Concili e dei Padri sul mistero dell'incarnazione, e quindi sui concetti di natura e di persona, elaborati e adoperati in base all'esperienza della distinzione tra natura e soggetto, che ogni uomo percepisce in se stesso.
 
L'idea di persona non era mai stata così nettamente individuata e definita come avvenne ad opera dei Concili, dopo che gli apostoli e gli evangelisti ebbero fatto conoscere l'evento e il mistero dell'incarnazione del Verbo «per opera dello Spirito Santo».

 
Possiamo dunque dire che nell'incarnazione lo Spirito Santo pone le basi anche di una nuova antropologia, che s'illumina alla grandezza della natura umana quale rifulge in Cristo.
 
In lui, infatti, essa raggiunge il vertice più alto dell'unione con Dio, «essendo stato concepito per opera di Spirito Santo in modo tale che uno stesso soggetto fosse figlio di Dio e dell'uomo».
 
Non era possibile per l'uomo salire più in alto di questo vertice, né è possibile all'umano pensiero concepire un'unione più stretta con la divinità.

lunedì 26 agosto 2013

CONCEPITO PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO




Concepito per opera dello Spirito Santo

 

Significa che la Vergine Maria ha concepito il Figlio eterno nel suo grembo per opera dello Spirito Santo e senza la collaborazione di uomo:
 
«Lo Spirito Santo scenderà su di te» (Lc 1,35), le ha detto l'Angelo nell' Annunciazione.(CCC 509)
 
Maria è veramente “Madre di Dio”, perché è la Madre del Figlio eterno di Dio fatto uomo, Dio lui stesso.
(CCC 484)
 
L'Annunciazione a Maria inaugura la “pienezza del tempo” (Gal 4,4), cioè il compimento delle promesse e delle preparazioni.
 
Maria è chiamata a concepire colui nel quale abiterà “corporalmente tutta la pienezza della divinità” (Col 2,9).
 
La risposta divina al suo “Come è possibile? Non conosco uomo” (Lc 1,34) è data mediante la potenza dello Spirito:
 
“Lo Spirito Santo scenderà su di te” (Lc 1,35). (CCC 485)
 
La missione dello Spirito Santo è sempre congiunta e ordinata a quella del Figlio [Gv 16,14-15].
 
Lo Spirito Santo, che è “Signore e dà la vita” (DS 150), è mandato a santificare il grembo della Vergine Maria e a fecondarla divinamente, facendo sì che ella concepisca il Figlio eterno del Padre in un'umanità tratta dalla sua. (CCC 486)
 
Il Figlio unigenito del Padre, essendo concepito come uomo nel seno della Vergine Maria, è “Cristo”, cioè unto dallo Spirito Santo [Mt 1,20; Lc 1,35], sin dall'inizio della sua esistenza umana, anche se la sua manifestazione avviene progressivamente:
 
ai pastori [Lc 2,8-20], ai magi [Mt 2,1-12], a Giovanni Battista [Gv 1,31-34], ai discepoli [Gv 2,11].
 
L'intera vita di Gesù Cristo manifesterà dunque “come Dio [lo] consacrò in Spirito Santo e potenza” (At 10,38).

domenica 25 agosto 2013

IL NUOVO ROSARIO





IL NUOVO ROSARIO

 

Per rispondere all'appello del Papa per la Nuova Evangelizzazione, si è pensato di diffondere nel mondo il nuovo Rosario per ottenere il dono dello Spirito Santo.
 
È stato lanciato nel 1995 a Lourdes e si sta espandendo in tutto il mondo, dal Giappone all'Africa, dall'America Latina all'Europa, senza considerare l'Italia dove ormai è quasi in tutte le regioni.

 
In questi anni più di centosessantamila persone si sono impegnate a recitare, la Domenica, il Santo Rosario dello Spirito per ottenere la conversione e il ritorno al Signore di chi non partecipa più alla Santa Messa Festiva.

 
In quasi tutte le famiglie cristiane c'è qualcuno:
 
il padre, la madre o i figli, che non frequentano più la Chiesa;
 
perché non chiedere con fervida preghiera la loro conversione?
 
Nel Rosario tradizionale si è invitati a meditare la vita di Gesù, nei suoi misteri Gaudiosi, Dolorosi e Gloriosi, ma perché, dato che molti cristiani non conoscono molto il Mistero dello Spirito santo, non meditare l'azione dello Spirito in modo più profondo?
 
Da qui è nata l'ispirazione per questo nuovo Rosario, che è un invito alla riscoperta del primato dello Spirito nella vita cristiana.

sabato 24 agosto 2013

LA GRANDE PROMESSA DI GESU'




 
LA GRANDE PROMESSA DI GESÙ

 

Invitando alla preghiera Gesù ha promesso:
 
"Se voi che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glieLo chiedono". (Lc.11,13).
 
Questa Parola del Signore ha guidato il nascere di questo Rosario, attraverso il quale con particolare insistenza si chiede lo Spirito per la conversione e la santificazione.
 
Il Concilio ha iniziato la grande primavera della Chiesa, ed è su questa traccia che si vuole invitare, specialmente i fedeli che partecipano alla vita della Chiesa, ad un impegno più vivo e più santo per ottenere lo Spirito.

 
Il Signore non dice che darà lo Spirito solo ai Santi e ai perfetti, ma a tutti coloro che glielo chiedono;
 
se nel mondo si crea questa rete di persone che ogni Domenica s'impegna, oltre che alla partecipazione della Santa Messa Festiva, a recitare il rosario dello Spirito santo, certamente la Nuova Evangelizzazione sarà feconda e porterà grandi frutti spirituali.

 
Sembra utile ricordare le parole profetiche, risuonate al Concilio, di Ignazio Hazim Lattiqué:
 
« Senza lo Spirito Santo, Dio è lontano, il Cristo resta nel passato, il Vangelo è lettera morta, la Chiesa una semplice organizzazione, l'autorità una dominazione, la missione una propaganda, il culto un'evocazione e l'agire cristiano una morale di schiavi.
 
Ma in Lui il cosmo si solleva e geme nelle doglie del regno, il Cristo Risorto è presente, il Vangelo è potenza di vita, la Chiesa significa comunione trinitaria, l'autorità è servizio liberatore, la missione è Pentecoste, la liturgia è memoriale e anticipazione, l'agire umano è edificato ».

venerdì 23 agosto 2013

MEDITIAMO I MISTERI DELLO S. SANTO


 
MEDITIAMO IL MISTERO DELLO SPIRITO SANTO

 

II Nuovo Rosario è un invito a riflettere su cinque momenti del dono dello Spirito nella vita di Cristo e della Chiesa.

1 ° Mistero: Gesù è concepito per opera dello Spirito Santo. (Lc. 1,26-28).

2° Mistero: Gesù è consacrato Messia al Giordano per opera dello Spirito Santo. (Lc. 3,21-22).

3° Mistero: Gesù muore in croce per togliere il peccato e donare lo Spirito. (Gv. 19,30).

4° Mistero: Gesù dona agli Apostoli lo Spirito per la remissione dei peccati. (Gv. 20,22).

5° Mistero: Gesù a Pentecoste effonde lo Spirito per la Missione nel Mondo. (At. 2,1-13).

Ricordando inoltre la grande Parola dei mistici cristiani: "Dov'è la Vergine, ivi vola lo Spirito", si è pensato di aggiungere all'Ave Maria un'invocazione per ottenere un'intercessione speciale della Vergine... «...nell'ora della nostra morte e ottienici il DONO DELLO SPIRITO SANTO. Amen».

II Rosario meditando il Mistero dello Spi­rito, può essere recitato o singolarmente, o in coppia, o in famiglia, in Parrocchia o nelle Comunità possibilmente, per ottenere il ri­torno alla S. Messa Festiva di una persona che non partecipa più alla Assemblea Do­menicale.

Oltre alla partecipazione alla S. Messa la recita Domenicale del Rosario per ottenere, per intercessione della Vergine, il dono del­lo Spirito, è un modo efficace per santifica­re il Giorno del Signore.

Chi riceve il Rosario "rosso" si impegna a recitarlo alla Domenica per una persona che non partecipa più alla S. Messa.

Vieni Spirito Santo!

mercoledì 21 agosto 2013

I MISTERI DELLO SPIRITO SANTO




I MISTERI DELLO SPIRITO SANTO

(da recitarsi alla domenica per la Santificazione della festa)

 

1° MISTERO:

Gesù è concepito per opera dello Spirito Santo (Lc 1, 26-28)

2° MISTERO:

Gesù è consacrato Messia al Giordano dallo Spirito Santo (Lc 3, 21-22)

3° MISTERO:

Gesù muore in Croce per togliere il peccato e donare lo Spi­rito Santo (Gv 19, 30)

4° MISTERO:

Gesù dona agli Apostoli lo Spirito per la remissione dei pec­cati (Gv 20, 22)

5° MISTERO:

Gesù a Pentecoste effonde lo Spirito per la Missione nel mondo (Atti 2, 1-13)

 

 

Si può recitare l'Ave Maria aggiungendo l'invocazione allo Spirito: «... Santa Maria Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte e ottienici il dono dello Spirito Santo. Amen».

Possibilmente recitare il S. Rosario con la corona "rossa" segno del fuoco dello Spirito Santo, che è l'Amore. (richiederla in Parrocchia)

domenica 18 agosto 2013

IL NUOVO ROSARIO





IL NUOVO ROSARIO

 
Per rispondere all'appello del Papa per la Nuova Evangelizzazione, si è pensato di diffondere nel mondo il nuovo Rosario per ottenere il dono dello Spirito Santo.
 
È stato lanciato nel 1995 a Lourdes e si sta espandendo in tutto il mondo, dal Giappone all'Africa, dall'America Latina all'Europa, senza considerare l'Italia dove ormai è quasi in tutte le regioni.

 
In questi anni più di centosessantamila persone si sono impegnate a recitare, la Domenica, il Santo Rosario dello Spirito per ottenere la conversione e il ritorno al Signore di chi non partecipa più alla Santa Messa Festiva.

 
In quasi tutte le famiglie cristiane c'è qualcuno:
 
il padre, la madre o i figli, che non frequentano più la Chiesa; perché non chiedere con fervida preghiera la loro conversione?
 
Nel Rosario tradizionale si è invitati a meditare la vita di Gesù, nei suoi misteri Gaudiosi, Dolorosi e Gloriosi, ma perché, dato che molti cristiani non conoscono molto il Mistero dello Spirito santo, non meditare l'azione dello Spirito in modo più profondo?
 
Da qui è nata l'ispirazione per questo nuovo Rosario, che è un invito alla riscoperta del primato dello Spirito nella vita cristiana.

sabato 17 agosto 2013

LA GRANDE PROMESSA DI GESU'




 LA GRANDE PROMESSA DI GESÙ

 
Invitando alla preghiera Gesù ha promesso:
 
"Se voi che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glieLo chiedono". (Lc.11,13).
 
Questa Parola del Signore ha guidato il nascere del Rosario, attraverso il quale con particolare insistenza si chiede lo Spirito per la conversione e la santificazione.
 
Il Concilio ha iniziato la grande primavera della Chiesa, ed è su questa traccia che si vuole invitare, specialmente i fedeli che partecipano alla vita della Chiesa, ad un impegno più vivo e più santo per ottenere lo Spirito.

 
Il Signore non dice che darà lo Spirito solo ai Santi e ai perfetti, ma a tutti coloro che glielo chiedono;
 
se nel mondo si crea questa rete di persone che ogni Domenica s'impegna, oltre che alla partecipazione della Santa Messa Festiva, a recitare il rosario dello Spirito santo, certamente la Nuova Evangelizzazione sarà feconda e porterà grandi frutti spirituali.

 
Sembra utile ricordare le parole profetiche, risuonate al Concilio, di Ignazio Hazim Lattiqué:
 
« Senza lo Spirito Santo, Dio è lontano, il Cristo resta nel passato, il Vangelo è lettera morta, la Chiesa una semplice organizzazione, l'autorità una dominazione, la missione una propaganda, il culto un'evocazione e l'agire cristiano una morale di schiavi.
 
Ma in Lui il cosmo si solleva e geme nelle doglie del regno, il Cristo Risorto è presente, il Vangelo è potenza di vita, la Chiesa significa comunione trinitaria, l'autorità è servizio liberatore, la missione è Pentecoste, la liturgia è memoriale e anticipazione, l'agire umano è edificato ».