lunedì 21 ottobre 2013

LO SPIRITO SANTO IN MARIA


Lo Spirito Santo in Maria


Sarà, allora, sorgente di grande conforto, per gli animi nostri, indugiarci alquanto nella contemplazione gaudiosa delle principali operazioni dello Spirito di Cristo sull’eletta Madre di Dio. 

Fu lo Spirito Santo che, riempiendo di grazia la persona di Maria nel primo istante del suo concepimento la redense in modo più sublime in vista dei meriti di Cristo Salvatore del genere umano e la rese quindi Immacolata; 

fu lo Spirito Santo che, sopravvenendo in lei, le ispirò il consenso, a nome del genere umano, alla concezione verginale del Figlio dell’Altissimo e ne fecondò il seno affinché desse alla luce il Salvatore del suo popolo, sovrano di un regno imperituro (cf Lc 1,35-38); 

fu ancora lo Spirito Santo che ne infiammò l’animo di giubilo e di riconoscenza, stimolandola così a sciogliere a Dio, suo salvatore, il cantico Magnificat (cf Lc 1,45-55); 

fu parimenti lo Spirito Santo che suggerì alla Vergine il buon consiglio di conservare fedelmente nel suo cuore il ricordo delle parole e dei fatti concernenti la nascita e l’infanzia del suo Unigenito, ai quali Ella aveva preso parte così intima ed amorosa (cf Lc 2,19.33.51); 

fu sempre lo Spirito Santo che spinse Maria a sollecitare amabilmente dal Figlio suo il prodigio della conversione dell’acqua in vino alle nozze di Cana, col quale Gesù diede inizio alla sua attività taumaturgica, provocando la fede dei suoi discepoli (cf Gv 2,11); 

fu nuovamente lo Spirito Santo che sostenne l’animo della Madre di Gesù, presente ai piedi della sua Croce, ispirandole, come già nell’Annunciazione, il Fiat alla volontà del Padre celeste, che la voleva maternamente associata al sacrificio del Figlio per la redenzione del genere umano (cf Gv 19,25); 

fu ancora lo Spirito Santo che dilatò, con immensa carità, il cuore della Madre dolorosa, affinché accogliesse dalle labbra del Figlio, quale suo estremo testamento, la missione di Madre nei riguardi del discepolo prediletto Giovanni (cf Gv 19,26-27), prefigurante, «secondo il perenne senso della Chiesa», la sua maternità spirituale a beneficio dell’intera umanità; 

fu di nuovo lo Spirito Santo che elevò Maria, sulle ali della più fervida carità, al ruolo di Orante per eccellenza del Cenacolo, dove i discepoli di Gesù erano «tutti assidui e concordi nella preghiera insieme con varie donne, nominatamente Maria la Madre di Gesù» (At 1,14), in attesa del promesso Paraclito; 

fu, infine, lo Spirito Santo che divampando con supremo ardore nell’animo di Maria pellegrina sulla terra, la rese bramosissima di riunirsi al Figlio glorioso e con ciò la dispose a conseguire degnamente, a coronamento dei suoi privilegi, quello dell’Assunzione in anima e corpo al cielo, secondo la definizione dogmatica di cui, come ricordiamo con particolare commozione ricorre quest’anno il XXV anniversario. 

Ma non si concluse con l’Assunzione gloriosa la missione di Maria, quale socia dello Spirito di Cristo nel mistero della salvezza.


Benché assorta nella contemplazione gaudiosa della Trinità beata, Ella continua ad essere presente spiritualmente a tutti i figli della redenzione, sempre stimolata al suo nobilissimo ufficio dell’Amore Increato, anima del Corpo mistico e suo motore supremo.

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