mercoledì 9 ottobre 2013

L'ORIGINE DELLA CHIESA



L'ORIGINE DELLA CHIESA


«La Chiesa trova origine e compimento nel disegno eterno di Dio. 

Fu preparata nell’Antica Alleanza con l’elezione di Israele, segno della riunione futura di tutte le nazioni. 

Fondata dalle parole e dalle azioni di Gesù Cristo, fu realizzata soprattutto mediante la sua morte redentrice e la sua risurrezione. 

Fu poi manifestata come mistero di salvezza mediante l’effusione dello Spirito Santo a Pentecoste. Avrà il suo compimento alla fine dei tempi come assemblea celeste di tutti i redenti» (Compendio, 149; cfr. Catechismo, 778).

Quando Dio ha rivelato il suo disegno di salvezza, che è da sempre, ha fatto conoscere anche il modo in cui voleva realizzarlo. 

Egli non ha compiuto questo disegno con un unico atto, ma ha prima preparato l’uomo ad accogliere il Salvatore, successivamente si è rivelato pienamente in Cristo.

La salvezza nella comunione divina e nell’unità dell’umanità è stata definitivamente concessa agli uomini con il dono dello Spirito Santo, che è stato effuso nei cuori dei credenti, mettendoli in contatto personale e permanente con Cristo. 

Poiché siamo tutti figli di Dio in Cristo, ci riconosciamo fratelli degli altri uomini anch’essi figli di Dio. Ogni fraternità e unità del genere umano si basa sulla comune filiazione divina che ci è stata donata dal Padre in Cristo. 

Non c’è fraternità senza un Padre comune; ad Egli arriviamo mediante lo Spirito Santo. La Chiesa non è stata fondata dagli uomini. 

Non è neppure la nobile risposta umana a un progetto di salvezza compiuto da Dio mediante Cristo. Nei misteri della vita di Cristo, l’unto dallo Spirito, hanno trovato compimento le promesse annunciate nella Legge e nei profeti. 

Si può anche dire che la fondazione della Chiesa coincide con la vita di Gesù; la Chiesa va prendendo forma in relazione alla missione di Cristo tra gli uomini e per gli uomini. 

Non c’è un momento unico nel quale Cristo abbia fondato la Chiesa, ma l’ha fondata durante tutta la sua vita: 

dall’incarnazione fino alla sua morte, risurrezione, ascensione e con l’invio del Paraclito. 

Durante la sua vita Cristo – in cui abitava lo Spirito – ha svelato poco a poco come doveva essere la sua Chiesa. 

Dopo la sua Ascensione, lo Spirito fu inviato alla Chiesa e in essa rimane facendola partecipare alla missione di Cristo, ricordandole quello che il Signore ha rivelato e guidandola nel corso della storia verso la sua pienezza. 

Egli attualizza la presenza di Cristo nella sua Chiesa attraverso i sacramenti e la parola, e la provvede continuamente di doni sia gerarchici che carismatici.

Mediante la sua presenza si compie la promessa fatta dal Signore di rimanere sempre con i suoi sino alla fine dei tempi (cfr. Mt 28, 20). 

Il Concilio Vaticano II ha ripreso un’antica espressione per indicare la Chiesa come “comunione”. Con ciò si afferma che la Chiesa è l’estensione agli uomini della comunione intima della Santissima Trinità; e che sulla terra essa è già comunione con la Trinità divina, pur non avendo ancora trovato il suo pieno compimento. 

Oltre che comunione, la Chiesa è segno e strumento di questa comunione con tutti gli uomini. 

Grazie ad essa partecipiamo alla vita intima di Dio e apparteniamo alla famiglia di Dio come figli nel Figlio attraverso lo Spirito.

Questo avviene specificamente nei sacramenti, e soprattutto nell’Eucaristia, spesso chiamata anche comunione (cfr. 1 Cor 10, 16). 

Infine, si chiama comunione anche perché la Chiesa configura e determina i modi dell’orazione cristiana (cfr. Catechismo, 2655, 2672, 2790).

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