mercoledì 23 ottobre 2013

MARIA MADRE DI TUTTI I VIVENTI



Maria Madre di tutti i viventi


Nel segreto del loro cuore, questi «orfani» non aspirano forse dal fondo di questa società matrigna ad una società materna, ed infine alla maternità religiosa della Madre universale, alla maternità di Maria?

La parola di Cristo in croce: 

«Donna, ecco tuo figlio» (Gv 19,26-27), non si indirizzava a loro, attraverso san Giovanni: 

«Madre, ecco i tuoi figli…»?

E non è ad essi che il Signore moribondo diceva: 

«Figli, ecco la vostra Madre», una madre che vi ama, una madre da amare, una madre al vertice di una società dell’amore?

Madre cioè di Dio e Redentore (LG 53), del Nuovo Adamo nel quale e per il quale tutti gli uomini sono fratelli (cf Rm 8,29), Maria, la Nuova Eva (cf LG 63), diviene così la madre di tutti i viventi (cf LG 56), la nostra madre amantissima (LG 53). 

Sovreminente e del tutto singolare membro della Chiesa, Ella è il modello (LG 63); 

Ella è immagine e inizio della Chiesa che dovrà avere il suo compimento nell’età futura (LG 68). 

Qui una nuova visione a noi si presenta e cioè il riflesso della Madonna nella Chiesa, come dice sant’Agostino: 

Maria «figuram in se sanctæ Ecclesiæ demonstrat», Maria rispecchia in se stessa la figura della Chiesa.

Madre del Cristo Re, Principe della Pace (Is 9,6), Maria diviene, per ciò stesso, Regina e Madre della Pace. 

Il Concilio Vaticano II, enumerando i titoli di Maria, non la separa mai dalla Chiesa.

Così, è la Chiesa, tutta la Chiesa, che deve anch’essa, sull’esempio di Maria vivere sempre più intensamente la propria maternità universale (cf LG 64) nei confronti di tutta la famiglia umana attualmente disumanizzata, perché desacralizzata.


«Madre e Maestra», la Chiesa del Cristo non pretende di costruire la pace del mondo senza di esso o al suo posto, ma, proclamando il Regno di Dio in tutte le nazioni, intende «al tempo stesso svelare all’uomo il senso della sua propria esistenza», sapendo che «chiunque segue Cristo, l’Uomo perfetto, si fa lui pure più uomo» (GS 41).

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