sabato 30 novembre 2013

MESSAGGIO DI PAOLO




 
MESSAGGIO DI PAOLO

 
Nell’anno dedicato all’apostolo delle genti, quale messaggio offre san Paolo ai consacrati e alle consacrate e quali indicazioni per vivere quotidianamente nelle comunità di appartenenza il messaggio di salvezza di Cristo?

“Certamente l’Apostolo Paolo ha un messaggio per tutta la Chiesa e per tutti i credenti.
 
Proprio Paolo è quello che nel Nuovo Testamento individua la possibilità del carisma della vita religiosa attraverso il dono del celibato.
 
Da viversi – sono sue parole – con assiduità con il Signore, senza distrazioni, senza divisioni, senza preoccupazioni.
 
Allora, la vita religiosa è questo stare con Gesù, questo essere senza separazioni.
 
Il celibato è un cammino di unificazione per questo unico amore che è al di sopra di tutti. Paolo ha un grande insegnamento su questo tema”.

Alla luce del recente Sinodo dei vescovi sulla Bibbia, come testimoniare la centralità della Parola di Dio?

“Ma come ha detto sia l’assemblea sinodale che Papa Benedetto XVI, nella vita di un consacrato la lectio divina deve avere un posto centrale subito dopo la lliturgia delle ore e la liturgia eucaristica.
 
Un religioso deve vivere assolutamente mettendo al centro di tutto la Parola di Dio.
 
Se mette la Parola di Dio celebrata liturgicamente e quella assimilata invece all’interno della lectio divina, certamente il religioso vive secondo la Parola che è il Vangelo, vive nutrito della Parola, vive sotto il primato della Parola”.

In occasione di un incontro dedicato alla vita consacrata, Benedetto XVI ha auspicato che i religiosi e le religiose nutrano la propria giornata di preghiera, di meditazione e di ascolto della Parola di Dio.
 
E li ha sollecitati a valorizzare l’antica pratica della lectio divina.
 
L’invito del Papa è stato raccolto a suo avviso?

“Non voglio dare giudizi.
 
Ma certamente quello che posso dire è che in questo momento il grande rischio è quello di essere travolti dal fare, dal fare cose buone, fare servizio agli altri, adoperarsi diaconìa.
 
Forse manca prima questo essere evangelizzati per evangelizzare.
 
Questo stare con il Signore per poter essere evangelizzatori nel suo nome. Occorre prendere cibo dalla Parola che ci plasma ogni giorno, ci da un volto e una forma, e ci costituisce corpo del Signore”.

venerdì 29 novembre 2013

LA VITA CONSACRATA




LA VITA CONSACRATA

 


La vita consacrata è un elemento essenziale della Chiesa perché è un elemento irrinunciabile della rivelazione diCristo e della sua trasmissione.
 In effettiapprofondendo nel contenuto della 
dimensione ecclesiale della vita consacrata, ci si rende conto che l'economia della rivelazione e della sua trasmissione non è soltanto una economia di parole.
Le opere sono un elemento essenziale della divina rivelazione (cfr DV 2), che si è compiuta in modo progressivo.
portarla alla sua pienezza è stato lo stesso figlio unigenito del Padre.
Gesù non ha portato a termine la divina rivelazione soltanto con le sue parole, ma anche con le sue opere e "con tutta la sua presenza" (DV 4).

Il tesoro spirituale della rivelazione consegnato dal Padre alla Chiesa comprende anche l'altissimo valore della "forma di vita" del suo figlio (cfr LG 44; 46).
La "forma di vita" di Cristototalmente consacrata e missionaria, è senza dubbio "rivelatrice".
Sono "rivelatori" gli esempi della sua vita;
sono "rivelatori" i tratti caratteristici della sua vita, nei qualitrova la vita consacrata il suo più solido fondamento; è "rivelatore" il genere di vita obbedientecasto e povero scelto 
da Cristo nella pienezza dei tempi in 

In profonda armonia con il Concilio, il Papa vuole che le persone consacrate siano pienamente consapevoli 
della portata dei valori rivelati dal Padre in Cristo, perché soltanto così può essere adeguatamente valutata la scelta della vita
Per poter contemplare il senso profondo della vita 
consacrata, bisogna lasciarsi illuminare dalla luce raggiante della "forma di vita" di Cristo.
 
della vita consacrata si trova nella santa e rivelatrice

Il Papa sottolinea, ad esempio, che la scelta della "forma di vita verginale", fatta da Cristo in atteggiamento di docilità e di totale comunione con il Padre, è un punto importante della rivelazione che deve servire
 della scelta verginale nella vita cristiana: "È in tale atteggiamento di docilità al Padre che, pur approvando e difendendo la dignità e la santità della vita matrimonialeCristo assume la 
(VC 22b).

valori della "forma di vita" di Cristo sono parte irrinunciabile della rivelazione e del patrimonio spirituale che, per volere del Padre, la Chiesa deve trasmettere a tutte le generazioni (cfr DV 7).
 
La trasmissione di questo tesoro spirituale non può compiersi per mezzo delle sole parole.