mercoledì 20 novembre 2013

LA COMUNIONE DEI SANTI




La comunione dei santi

 

La Chiesa è “comunione dei santi”: questa espressione designa primariamente le “cose sante” ["sancta"], e innanzi tutto l'Eucaristia con la quale “viene rappresentata e prodotta l'unità dei fedeli, che costituiscono un solo corpo in Cristo” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 50].

Questo termine designa anche la comunione delle “persone sante” ["sancti"] nel Cristo che è “morto per tutti”, in modo che quanto ognuno fa o soffre in e per Cristo porta frutto per tutti.

“Noi crediamo alla comunione di tutti i fedeli di Cristo, di coloro che sono pellegrini su questa terra, dei defunti che compiono la loro purificazione e dei beati del cielo;
 
tutti insieme formano una sola Chiesa;
noi crediamo che in questa comunione l'amore misericordioso di Dio e dei suoi santi ascolta costantemente le nostre preghiere” [Paolo VI, Credo del popolo di Dio, 30].
 
In realtà, l’invocazione ai santi non può andar contro la mediazione di Cristo che, secondo 1 Timoteo 2, 5, è l’unico mediatore fra Dio e gli uomini. Cristo è unico mediatore, centrale, l’unico veramente necessario, ma questo non toglie nulla agli altri mediatori secondari che presentano la loro intercessione a Cristo affinché Lui la presenti al Padre.
Fra questi mediatori abbiamo, in primo luogo, la nostra Madre, la Vergine Maria.
Lei pose la sua intercessione davanti a suo Figlio alle nozze di Cana e ottenne il miracolo.
Lei continua ad ottenere un’infinità di miracoli da Gesù per noi, come è comprovato quasi ogni giorno nei grandi santuari del mondo come Fatima, Lourdes, Gaudalupe…e lo stesso possiamo dire dell’intercessione dei santi che sempre hanno ottenuto e continuano ad ottenere da Dio miracoli per i loro devoti.
La Stessa Chiesa lo conferma, quando esige due miracoli per la loro beatificazione e canonizzazione.
Sulle stesse iscrizioni dei sepolcri dei martiri, fin dal primo secolo del Cristianesimo, appaiono invocazioni ai martiri affinché intercedano per noi.
Nel Martirio di S. Policarpo (anno 156) si legge: “Adoriamo Cristo perché è Figlio di Dio e amiamo e invochiamo i martiri come discepoli e imitatori del Signore”.

Nessun commento:

Posta un commento