domenica 29 dicembre 2013

IL RELIGIOSO DA' VOCE




IL RELIGIOSO DA' VOCE

 

Essere voce per quanti sono incapaci a parlare da soli è anche un'ulteriore forma di testimonianza religiosa, qualora venga fatta in sintonia con le direttive della gerarchia locale e il diritto del proprio istituto.
 
Il dramma dei profughi, dei perseguitati a causa delle loro idee politiche e religiose (cfr. EN 39), le violazioni del diritto alla vita e alla nascita, le coartazioni ingiustificate della libertà umana, le carenze sociali che accrescono il disagio degli anziani, dei malati, degli emarginati:
 
queste sofferenze costituiscono l'attuale prolungamento della passione e provocano in modo particolare i religiosi dediti alle opere di apostolato (cfr. RPU 4 d).

La risposta sarà varia, conforme alla missione, tradizione e identità di ciascun istituto.
 
Alcuni possono trovarsi nella necessità di chiedere l'approvazione per attuare una nuova missione nella Chiesa.
 
In altri casi, nuovi istituti sono riconosciuti per far fronte a particolari necessità.
 
Il più delle volte, l'animazione creativa di opere tradizionali per rispondere a nuove esigenze, sarà una chiara testimonianza a Cristo ieri, oggi e sempre.
 
Può essere una chiara eco del vangelo e della Chiesa anche la testimonianza di religiosi che, fedeli alla Chiesa e alla tradizione del loro istituto, e attività.

Al loro costituirsi, gli istituti religiosi sono subordinati in modo speciale alla gerarchia.
 
I vescovi, in comunione con il successore di Pietro, formano un collegio che unitamente esprime ed effettua, nella Chiesa-sacramento, le funzioni di Cristo capo (cfr. MR 36; LG 21; CD 2).

Essi non hanno soltanto l'incarico pastorale di alimentare la vita di Cristo nei credenti, ma anche il dovere di verificare carismi e competenze.
 
I vescovi sono responsabili di coordinare le energie della Chiesa e di guidare l'intero popolo di Dio a vivere nel mondo come segno e strumento di salvezza.

Loro compete, pertanto, in modo speciale, di discernere i molteplici doni e le iniziative esistenti nel popolo di Dio. Ogni istituto religioso, - esempio particolarmente prezioso e significativo di questi molteplici doni - per l'autentico riconoscimento del suo carisma originario è subordinato al ministero affidato da Dio alla gerarchia.
 
Questa dipendenza vale non soltanto per il primo riconoscimento di un istituto religioso, ma anche per il suo successivo sviluppo. L'intervento della Chiesa non si limita alla nascita di un istituto.

Essa lo accompagna, lo guida, lo corregge, lo incoraggia nella sua fedeltà al carisma originario (cfr. LG 45). Ogni istituto, infatti, è una parte vitale della sua vita e della sua crescita.

La Chiesa riceve i voti emessi nell'istituto come voti di religione. Ciò comporta conseguenze ecclesiali:
 
essa diviene mediatrice di una consacrazione di cui Dio è artefice (cfr. MR 8).
 
Essa consente pure all'istituto di partecipare pubblicamente alla sua propria missione, concreta e corporativa (cfr. LG 17; AG 40).

In conformità al diritto comune e alle costituzioni che essa stessa ha approvato, la Chiesa conferisce all'istituto l'autorità religiosa necessaria per vivere il voto di obbedienza.
 
In breve, la Chiesa continua a essere in modo specifico mediatrice dell'azione consacratrice di Dio, riconoscendo e alimentando questa particolare forma di vita consacrata.

Nella vita quotidiana questo rapporto permanente tra i religiosi e la Chiesa ha la sua applicazione prevalente a livello diocesano o locale.
 
Il documento « Mutuae Relationes» è dedicato interamente a questo tema nella prospettiva della sua applicazione attuale.

Sarà sufficiente qui dire che la vita e la missione del popolo di Dio costituiscono un'unità.
 
Esse sono sostenute e alimentate da tutti secondo i ruoli e le funzioni specifiche di ciascuno.
 
Il particolare servizio reso dai religiosi a questa vita e a questa missione, consiste nella natura totale e pubblica della loro esistenza cristiana vissuta secondo i voti, in conformità a un carisma originario e comunitario, approvato dall'autorità ecclesiale.

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