venerdì 6 dicembre 2013

IL RELIGIOSO A LIVELLO UMANO




IL RELIGIOSO A LIVELLO UMANO

 

A livello umano, il religioso deve essere cordiale, semplice e competente riguardo a quanto deve testimoniare e mettere in pratica.
 
Testimone, non di non avere difficoltà o di vivere in una realtà falsa, ma di serenità, rappacificato dentro, serio e positivo, profondo, gioioso di vivere malgrado la consapevolezza delle difficoltà materiali e della presenza del peccato.
 
Essere terra di passaggio verso Dio (“Fate quello che Lui vi dirà”, Gv 2, 5) e terra d’incontro fra gli uomini e le donne del nostro tempo (cf. Mt 23, 8-12; Rm 12; 1 Cor 12-13), amante e curatore di questa terra che Dio ci ha dato (cf. Gen 1-2; Sal 8; 136; Sap 11, 22-12, 2).
Tutto questo darà al religioso una autorevolezza umana e spirituale nell’incontro con qualsiasi persona, in qualsiasi posto, cristiana o no, credente o no; lo renderà attraente e credibile, apostolo anche senza accorgersene e, di conseguenza, non avrà bisogno di farsi la propaganda:
 
saranno gli altri a fargliela! Perché di questo la società e la Chiesa di oggi hanno bisogno e hanno diritto di aspettare da noi.
 
Ecco perché, nonostante tutte le difficoltà (e ce ne sono!) e grazie a tutti i doni, i religiosi si sentono portati a ripetere le parole del grande mistico san Giovanni della Croce:
 
Conosco la fonte che zampilla e scorre, / benché sia notte[8], eco di quelle di Paolo a Timoteo:
 
So in chi ho posto la mia fiducia” (2 Tm 1, 12);
 
perché, diceva Giovanni Paolo II, la vita consacrata nella Chiesa e nel mondo di oggi non ha:
 
solo una gloriosa storia da ricordare o da raccontare, ma una grande storia da costruire!” (VC, 110).
 
La vita consacrata, volendola descrivere nella sua collocazione ecclesiale, mi piace pensarla a partire da due termini: frontiera e comunione.
 
La frontiera fa pensare alla sua collocazione; la comunione, invece, indica un atteggiamento, un modo di vivere le relazioni. 
 
L’indeterminatezza di questo binomio permette di addentrarsi in alcuni aspetti che  caratterizzano la vita consacrata oggi.
 
 
 
Vorrei dapprima considerare i due elementi - frontiera e comunione - per poi metterli insieme, cogliendo così qualcosa per la vita della Chiesa e del mondo.

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