giovedì 26 dicembre 2013

LA FORMAZIONE DEI RELIGIOSI




La formazione

 
La formazione religiosa alimenta la crescita della vita di consacrazione al Signore, dai primi momenti in cui cominciano a manifestarsi i segni di un vivo interesse vocazionale fino alla consumazione finale, quando il religioso incontra definitivamente il Signore nella morte.
 
Il consacrato vive una particolare forma di vita, e la vita stessa segue uno sviluppo costante e progressivo. Essa non si ferma mai.

Il religioso non è chiamato e consacrato una volta sola. La chiamata di Dio e la sua consacrazione continuano lungo tutta la vita, in una capacità permanente di crescita e di approfondimento che va oltre ogni nostra comprensione.
 
Discernere la particolare attitudine a vivere una vita che vuole realizzare questa crescita in accordo con il patrimonio spirituale e le disposizioni di un dato istituto, e accompagnarla nell'evoluzione personale di ciascun membro di una comunità, sono i due aspetti principali della formazione.

Per ogni religioso la formazione consiste nel divenire sempre più un discepolo di Cristo, nel crescere nell'unione con lui e nella configurazione a lui.
 
Il religioso assume sempre più profondamente lo Spirito di Cristo, condividendo la sua totale oblazione al Padre e il servizio fraterno alla famiglia umana. Tutto ciò egli lo attua in sintonia con il carisma originario che comunica il vangelo ai membri di un dato istituto.

Un simile processo richiede una conversione autentica. Il «rivestirsi di Gesù Cristo» (cfr. Rm 13, 14; Gal 3, 27; Ef 4, 24) implica lo spogliamento di se stesso, del proprio egoismo (cfr. Ef. 4, 22-24; Col 3, 9-10). «Camminare secondo lo Spirito» significa non appagare «i desideri della carne» (Gal 5, 16).

Il religioso professa di rivestirsi di Cristo nella sua povertà, nel suo amore e nella sua obbedienza essenziale della sua vita.
 
Ricerca, questa, che non conosce limiti; consente un maturarsi costante con un arricchimento non soltanto dei valori dello spirito, ma anche di quelli che sul piano psicologico, culturale e sociale contribuiscono alla piena realizzazione della personalità umana.

Per chiarire come il religioso nella sua vita possa sempre progredire verso la pienezza di Cristo, è significativo un brano della Lumen Gentium: «La professione dei consigli evangelici, quantunque comporti la rinuncia di beni certamente molto apprezzabili, non si oppone al vero progresso della persona umana, ma per sua natura gli è di grandissimo giovamento» (LG 46).

Il progressivo configurarsi a Cristo si attua in conformità al carisma e alle disposizioni dell'istituto a cui il religioso appartiene. Ciascuno ha il suo proprio spirito, carattere, finalità e tradizioni.
 
I religiosi approfondiscono la loro unione a Cristo in modo conforme a questi elementi.

Per gli istituti dediti alle opere di apostolato, la formazione include la preparazione e l'aggiornamento permanente dei membri per le opere specifiche dell'istituto, non solamente a livello professionale, ma anche per una «testimonianza viva all'amore senza limiti e al Signore Gesù» (ET 53).
 
Accettata da ogni religioso come responsabile impegno personale, la formazione non sarà soltanto motivo di crescita individuale, ma anche di benedizione per la comunità e fonte di energia feconda per l'apostolato.

Poiché l'iniziativa della consacrazione religiosa è insita nella chiamata di Dio, ne consegue che Dio stesso, operando attraverso lo Spirito di Gesù, è il primo e principale agente nella formazione del religioso.
 
Egli agisce attraverso la sua parola e i sacramenti, la preghiera e la liturgia, il magistero della Chiesa e, in modo più immediato, tramite coloro che sono chiamati, in obbedienza, a contribuire in modo particolare alla formazione dei fratelli.
 
Rispondendo alla grazia di Dio e alla sua guida, il religioso accetta con amore la responsabilità della propria formazione e crescita, accogliendo di buon animo le conseguenze della sua risposta, imprevedibili e irrepetibili per ciascun uomo.

La risposta, tuttavia, non matura nell'isolamento. Seguendo la tradizione dei primi padri del deserto e di tutti i grandi fondatori a proposito della guida spirituale, ciascun istituto religioso disponga di membri particolarmente qualificati e designati per aiutare i fratelli e le sorelle in questo campo.
 
La loro funzione varia a seconda del grado di vita spirituale raggiunto dal religioso. Le loro principali responsabilità sono: discernere l'azione di Dio, accompagnare il fratello nelle vie del Signore, nutrirne la vita di dottrina solida e di preghiera vissuta. In modo particolare nelle prime fasi occorre anche valutare il cammino percorso.

Al maestro dei novizi e al religioso responsabile dei giovani con voti temporanei, spetta di discernere nel candidato l'autenticità della vocazione e la capacità di risposta per la prima professione e per quella perpetua.

L'intero processo formativo si svolge nella comunità. Una comunità permeata di spirito di preghiera e di generosa dedizione, che fonda la sua unione in Cristo e in questa unità partecipa alla sua missione, offre un ambiente favorevole alla formazione.
 
Tale comunità sarà fedele alle tradizioni e alle costituzioni, ben inserita nella globalità dell'Istituto, nella Chiesa e nella società di cui è a servizio.

Sarà di sostegno ai suoi membri e nella fede manterrà vivi davanti a loro, per tutta la vita, la finalità e i valori della loro consacrazione.

La formazione non si compie tutta in una volta. Il cammino dalla prima risposta a quella finale, si suddivide ampiamente in cinque fasi:
 
il pre-noviziato durante il quale, per quanto è possibile, si cerca di identificare l'autenticità della chiamata; il noviziato, che introduce in una nuova forma di vita; la prima professione e il periodo di approfondimento che precede la professione perpetua; la professione perpetua e la formazione permanente degli anni maturi.
 
Infine c'è il tramonto; in qualsiasi modo esso avvenga, è la preparazione all'incontro definitivo con il Signore.

Ognuna di queste fasi ha il suo proprio scopo, contenuto e disposizioni.
 
Data la loro importanza, le fasi del noviziato e delle professioni sono definite accuratamente, nelle loro linee essenziali, nel diritto comune.
 
Nondimeno molto è lasciato alla responsabilità dei singoli istituti. Da questi si richiedono nelle proprie costituzioni puntualizzazioni concrete di un grande numero di disposizioni del diritto comune ha tracciato solo le linee di principio.

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