venerdì 19 dicembre 2014

ESPRESSIONE: LA COMUNIONE DEI SANTI



ESPRESSIONE: LA COMUNIONE DEI SANTI

Con l'espressione Comunione dei Santi nella dottrina della Chiesa cattolica si intende la stretta unione che esiste tra i cristiani e Gesù Cristo e conseguentemente tra di loro.

Secondo questa dottrina i cristiani non sono dei singoli credenti ma un popolo, una comunità di credenti; in una parola essi formano il Corpo mistico di Gesù Cristo.

Questa dottrina si fonda su vari passi del Nuovo Testamento; in particolare viene utilizzato l'esempio del corpo descritto da san Paolo nelle sue lettere:

« Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo. E in realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito. »   (1 Corinzi 12,12-13)

Di conseguenza san Paolo ne ricava l'intima unione tra i cristiani:

« Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui. Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte. »   (1 Corinzi 12,26-27)

Secondo questa dottrina la comunione non si interrompe con la morte ma continua anche dopo. 

Per questo motivo i santi possono intercedere grazie presso Dio per i cristiani che sono in terra. Invece i cristiani possono pregare, ottenere indulgenze in favore dei defunti.

Inoltre la fede e le buone azioni dell'uno possono influire su tutti gli altri.

La comunione dei santi è una verità così sublime e bella che, per quanto ci riflettiamo, non lo faremo mai a sufficienza. 

È una fonte immensa di Grazia e di benedizioni del Signore. Tutti i fratelli che un giorno vissero sulla terra e che oggi si trovano già beati a godere della piena felicità di Dio in cielo, continuano ad essere nostri fratelli, ci amano di amore ineguagliabile e si preoccupano della nostra felicità e della nostra salvezza.

Molte benedizioni ci sono concesse da Dio per intercessione dei nostri fratelli santi, che possono anche venire da noi, come Mosè ed Elia si accostarono a Gesù nel giorno della Trasfigurazione.

Vi è un’unione molto stretta fra la Chiesa militante, purgante e trionfante, cioè tra noi che viviamo sulla terra, i fratelli del Purgatorio e gli angeli e i santi del cielo. Tutti siamo uniti dal medesimo amore di Dio e, in Cristo, formiamo un solo Corpo Mistico.

Come cattolici: “Noi crediamo alla comunione di tutti i fedeli di Cristo, di coloro che sono pellegrini su questa terra, dei defunti che compiono la loro purificazione e dei beati del cielo, tutti insieme formano una sola Chiesa; noi crediamo che in questa comunione l’amore misericordioso di Dio e dei suoi santi ascolta costantemente le nostre preghiere”.


In Ebrei 12,1, si parla di un nugolo di testimoni che sta intorno a noi, alludendo ai santi che si prendono cura di noi. Il testo più importante è quello di 2 Maccabei 15, 11, dove si dice che Giuda Maccabeo vede nel cielo Geremia profeta e Onia, che era stato sommo sacerdote che intercedevano per gli ebrei. 

In Tobia 12,12, l’angelo Raffaele dice a Tobia: “Io presentavo l’attestato della vostra preghiera davanti alla Gloria del Signore”. In Giobbe 33,23, si parla di un angelo mediatore davanti a Dio. E in moltissimi passi della Scrittura vediamo angeli che vengono sulla terra a portare messaggi o ad aiutare gli uomini. 

In Esodo 23, 20, si afferma: “Ecco io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato”. 

In Esodo 32, 13, Mosè, nella sua preghiera, si rivolge a Dio chiedendogli che si ricordi di Abramo, Isacco e Giacobbe per ottener più facilmente quello che chiede.

giovedì 18 dicembre 2014

INVOCAZIONE AI SANTI



INVOCAZIONE AI SANTI

Non possiamo tralasciare di citare l’Apocalisse 5, 8, dove si parla dei 24 anziani che hanno coppe d’oro pieni di profumi, che sono le preghiere dei santi. 

La stessa cosa viene detta in Apocalisse, 8, 3, e cioè di un angelo che aveva molti profumi da offrire sull’altare d’oro collocato davanti al trono di Dio, con le preghiere dei santi.

Di conseguenza gli angeli offrono le orazioni degli uomini buoni della terra e non possono fare a meno di sostenerle con le loro intercessioni.

In realtà, l’invocazione ai santi non può andar contro la mediazione di Cristo che, secondo 1 Timoteo 2, 5, è l’unico mediatore fra Dio e gli uomini.

Cristo è unico mediatore, centrale, l’unico veramente necessario, ma questo non toglie nulla agli altri mediatori secondari che presentano la loro intercessione a Cristo affinché Lui la presenti al Padre. 

Fra questi mediatori abbiamo, in primo luogo, la nostra Madre, la Vergine Maria. 

Lei pose la sua intercessione davanti a suo Figlio alle nozze di Cana e ottenne il miracolo. 

Lei continua ad ottenere un’infinità di miracoli da Gesù per noi, come è comprovato quasi ogni giorno nei grandi santuari del mondo come Fatima, Lourdes, Gaudalupe…e lo stesso possiamo dire dell’intercessione dei santi che sempre hanno ottenuto e continuano ad ottenere da Dio miracoli per i loro devoti. 

La Stessa Chiesa lo conferma, quando esige due miracoli per la loro beatificazione e canonizzazione. 

Sulle stesse iscrizioni dei sepolcri dei martiri, fin dal primo secolo del Cristianesimo, appaiono invocazioni ai martiri affinché intercedano per noi. 

Nel Martirio di S. Policarpo (anno 156) si legge:

 “Adoriamo Cristo perché è Figlio di Dio e amiamo e invochiamo i martiri come discepoli e imitatori del Signore”.


D’altra parte, tante apparizioni della Vergine (Fatima, Lourdes, etc. ) e dei santi ci indicano che il cielo non é un luogo di riposo assoluto, ma un luogo di amore e felicità, dove non si può fare a meno di amare anche i fratelli della terra che hanno bisogno di tanto aiuto.

mercoledì 17 dicembre 2014

COMUNIONE D'AMORE


COMUNIONE D'AMORE

È interessante la testimonianza della grande santa Teresina del Bambin Gesù che, prima di morire, con visione profetica diceva: “Voglio passare il mio paradiso facendo del bene sulla terra. Spargerò sul mondo una pioggia di rose”. 

Su questa comunione di santi o comunione d’amore che esiste fra i santi e gli angeli del cielo, le anime del purgatorio e le persone buone della terra c’è un’infinità di testimonianze di santi che hanno avuto esperienze mistiche e rivelazioni a riguardo: 

santa Teresa di Gesù, santa Margherita Maria de Alacoque, santa Gemma Galgani, santa Caterina da Siena, santa Caterina da Genova, san Giovanni Bosco, san Giovanni della Croce, santa Rosa da Lima…

Se i nostri fratelli defunti ci amavano sulla terra, non ci ameranno forse adesso dal cielo? 

Non cercheranno di aiutarci se lo avrebbero fatto restando sulla terra? Se gli angeli scendono sulla terra per aiutare gli uomini, non possono scendere anche i santi? Perché allora alla morte di Gesù, secondo Matteo 27, 52, molti corpi di santi defunti risuscitarono e apparvero a molti? E perché nella trasfigurazione appaiono Elia e Mosè?

Non dimentichiamoci degli angeli. San Michele, principe degli eserciti angelici, significa: 

Chi è come Dio? Gabriele, Fortezza di Dio, messaggero celeste nell’Annuncio a Maria; Raffaele, Medicina di Dio, che guarì Tobia dalla sua cecità. Invochiamo anche i nostri angeli custodi ogni giorno con la preghiera: 

Angelo mio custode, dolce compagnia, non mi abbandonare né di notte né nel dì.

Viviamo questo dogma meraviglioso della comunione dei santi. 

Tutti noi formiamo un solo Corpo in Cristo. Il Padre celeste costituì Cristo Capo Supremo della Chiesa. il piano di Dio è “ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra”. 

Pertanto, persino le cose materiale formano una unità in Cristo, perché “Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui”. Anche quelli che sono morti in grazia di Dio, siano essi ancora in Purgatorio o in Paradiso, sono uniti in Cristo, perché “Cristo è tutto in tutti”. 

Per mezzo di lui possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito”, affinché “ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre”. Lui è anche il capo degli angeli.


Per questa ragione, se tutti gli esseri dell’universo, sia gli angeli, sia gli uomini, sia le cose materiali hanno Cristo per capo e tutti siamo uniti in Cristo, è esagerato dire che tutti ci amiamo in Cristo? 

E se ci amiamo, non possiamo aiutarci gli uni gli altri? 

E perché allora, parlando dell’unione che formiamo tutti nel corpo di Cristo, ci viene detto che Dio vuole che “non vi sia disunione nel corpo, ma anzi le varie membra abbaino cure le une delle altre”.

martedì 16 dicembre 2014

COMUNIONE E TRASFUSIONE


COMUNIONE E TRASFUSIONE



Come potrei spiegare La Comunione dei Santi. Sai che cosa sono le trasfusioni di sangue per il corpo? 

Ebbene, così viene a essere la Comunione dei Santi per l'anima. 

Vivete una vostra particolare Comunione dei Santi: 

e ognuno sentirà, al momento della lotta interiore, come pure al momento dell'impegno professionale, la gioia e la forza di non essere solo nel cammino,

Ricorda costantemente che tu collabori alla formazione umana e spirituale di quanti ti circondano, e di tutte le anime — a tanto arriva la benedetta Comunione dei Santi —, in ogni momento: 

quando lavori e quando riposi; quando ti si vede allegro o preoccupato; 

quando nel tuo lavoro o in mezzo alla strada fai la tua orazione di figlio di Dio, e traspare all'esterno la pace della tua anima; quando si vede che hai sofferto — che hai pianto —, e sorridi.  

Nella Santa Messa Prima del Lavabo, abbiamo invocato lo Spirito Santo; chiedendogli di benedire il Sacrificio offerto per la gloria del suo santo Nome. 

Terminata la purificazione ci rivolgiamo alla Trinità — Suscipe Sancta Trinitas — perché accetti l'offerta che le presentiamo in memoria della Passione, della Risurrezione e dell'Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo, e in onore della Beata sempre Vergine Maria e di tutti i Santi. 

Che l'offerta ridondi per la salvezza di tutti — 

Orate fratres, prega il sacerdote — perché questo sacrificio è mio e anche vostro, di tutta la Chiesa Santa. 

Pregate frate!li anche se siete pochi, voi qui riuniti, anche se non fosse materialmente presente più di un cristiano, e anche se ci fosse solo il celebrante: 

perché ogni Messa è l'olocausto universale, riscatto di tutte le tribù e lingue e popoli e nazioni. 

Tutti i cristiani, per mezzo della comunione dei santi, ricevono tutte le grazie che ogni singola Messa diffonde, sia che si celebri dinanzi a migliaia di persone, sia che aiuti il sacerdote, unica persona presente, un bambino e per giunta distratto. In qualunque caso, la terra e il Cielo si uniscono per intonare con gli Angeli del Signore: 

Sanctus, Sanctus, Sanctus..e' Gesù che passa.

lunedì 15 dicembre 2014

L'UNIONE E' FORZA



L'unione è forza



Siamo qui riuniti, consummati in unum! [Gv 17, 23], in unità di preghiera e di intenzioni, pronti a cominciare questo tempo di conversazione con il Signore, con il rinnovato desiderio di essere efficaci strumenti nelle sue mani. 

Davanti a Gesù Sacramentato — come mi piace fare un atto di fede esplicita nella presenza reale del Signore nell'Eucaristia! —, 

alimentate nei vostri cuori il desiderio di trasmettere, con la vostra orazione, un impulso pieno di fortezza che giunga in ogni luogo della terra, fino all'ultimo angolino del pianeta dove ci sia una persona che spende generosamente la sua vita al servizio di Dio e delle anime. 

Perché, grazie all'ineffabile realtà della comunione dei santi, siamo solidali — 

"cooperatori", dice san Giovanni [3 Gv 8] — nel compito di diffondere la verità e la pace del Signore.

Amici di Dio, 154. Io ogni giorno mi ricordo di te e ti mando altre lettere... 

Benedetta Comunione dei Santi! 

Fa parte del nostro cammino, figlio mio, vivere questa unione di famiglia soprannaturale, che fa sì che ciascuno partecipi delle preghiere, sacrifici e fatiche degli altri. 

San Josemaría Escrivá, lettera a Emiliano Amann, Burgos 5-III-1938

domenica 14 dicembre 2014

COMUNIONE DEI SANTI




COMUNIONE DEI SANTI

Proseguendo nelle sue catechesi per l’Anno della fede – e preparando anche la festa di Tutti i Santi e la commemorazione dei fedeli defunti – Papa Francesco ha dedicato l’udienza generale del 30 ottobre 2013 alla nozione di «comunione dei santi». 

Il Papa è partito, come fa spesso, dal «Catechismo della Chiesa Cattolica», dove leggiamo che questa espressione ha due significati: 

indica la comunione alle cose sante e la comunione tra le persone sante. 

Francesco ha voluto incentrare la sua catechesi sul secondo significato, «una verità tra le più consolanti della nostra fede, poiché ci ricorda che non siamo soli ma esiste una comunione di vita tra tutti coloro che appartengono a Cristo». 

I santi, in questa espressione, non sono solo quelli canonizzati o coloro che praticano le virtù in un grado eroico. 

Sono tutti «coloro che credono nel Signore Gesù e sono incorporati a Lui nella Chiesa mediante il Battesimo. 

Per questo i primi cristiani erano chiamati anche “i santi”».

I «santi» sono in comunione tra loro perché sono in comunione con Dio.

Gesù ha pregato «perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato» (Gv 17,21). 

La Chiesa stessa, «nella sua verità più profonda, è comunione con Dio, familiarità con Dio, comunione di amore con Cristo e con il Padre nello Spirito Santo».

L’amore di Dio è insieme la «matrice» della comunione dei santi e la «fornace» dove essa si forgia nel fuoco della carità: 

«l’amore di Dio brucia i nostri egoismi, i nostri pregiudizi, le nostre divisioni interiori ed esterne. L’amore di Dio brucia anche i nostri peccati».

Ma c’è anche un «movimento reciproco»

È difficile trovare l’amore di Dio da soli. 

Normalmente «l’esperienza della comunione fraterna mi conduce alla comunione con Dio. Essere uniti fra noi ci conduce ad essere uniti con Dio», essere fratelli nella Chiesa «ci conduce a questo legame con Dio che è nostro Padre». 

Siamo chiamati a «sostenerci gli uni gli altri nell’avventura meravigliosa della fede». 

La comunione dei santi implica l’unità nella Chiesa.

sabato 13 dicembre 2014

QUALCHE VOLTA L'UNITA' NON SI VEDE




Qualche volta l'unità non si vede

«la tendenza a chiudersi nel privato ha influenzato anche l’ambito religioso». 

Nei momenti di difficoltà nella fede, chi si è chiuso nel privato è restio a chiedere aiuto ad altri. 

«Chi di noi tutti non ha sperimentato insicurezze, smarrimenti e perfino dubbi nel cammino della fede?

Tutti abbiamo sperimentato questo, anch’io: fa parte del cammino della fede, fa parte della nostra vita. 

Tutto ciò non deve stupirci, perché siamo esseri umani, segnati da fragilità e limiti; tutti siamo fragili, tutti abbiamo limiti». 

In queste difficoltà anzitutto «è necessario confidare nell’aiuto di Dio, mediante la preghiera filiale». 

Ma è anche «importante trovare il coraggio e l’umiltà di aprirsi agli altri, per chiedere aiuto, per chiedere di darci una mano». 

Una certa privatizzazione della fede impedisce di cercare negli altri credenti quel sostegno che potrebbe risolvere tanti dubbi e tanti problemi.

Infatti «la comunione dei santi va al di là della vita terrena, va oltre la morte e dura per sempre». 

Alla fine, il carattere distintivo del cristiano è questo: 

crede che la comunione con le persone che ha incontrato e che gli sono care, e con tutta la Chiesa «va al di là e continua nell’altra vita; 

è una unione spirituale che nasce dal Battesimo e non viene spezzata dalla morte, ma, grazie a Cristo risorto, è destinata a trovare la sua pienezza nella vita eterna». 

E questo non significa soltanto che, quando saremo morti, continueremo a vivere l’esperienza della comunione. 

Significa pure che, già oggi, siamo in comunione con i nostri defunti che sono in Paradiso o in Purgatorio.

 «C’è un legame profondo e indissolubile tra quanti sono ancora pellegrini in questo mondo – fra noi – e coloro che hanno varcato la soglia della morte per entrare nell’eternità. 

Tutti i battezzati quaggiù sulla terra, le anime del Purgatorio e tutti i beati che sono già in Paradiso formano una sola grande Famiglia». 

In questo contesto, per le anime del Purgatorio non dobbiamo mai dimenticare «la preghiera di intercessione».