lunedì 13 gennaio 2014

ABATE E BADESSA


 
ABATE E BADESSA


'Abate' deriva dall'aramaico abba, cioè “padre”; 'badessa' è la corruzione, correntemente usata, per “abatessa”.
 
Comunque, il primo è il capo d'una comunità monastica maschile, la seconda d'una comunità monastica femminile. Ad ogni modo queste cariche sono sottoposte all'autorità del vescovo nella cui diocesi c'è il monastero.

«Salvo eccezioni, l'abate non ha carattere episcopale; è solo benedetto e non consacrato dal vescovo della sua diocesi. Sue insegne sono la croce, il pastorale e l'anello.
 
Nelle cerimonie solenni porta, per privilegi speciali, calzari liturgici e mitra. L'abate assiste ai concilî» senza diritto di voto tranne che in alcuni casi.
 
Il suo blasone consta d'un cappello nero dal quale pendono tre fiocchi per lato.
 
Nel medioevo vi era la figura dell’'abate commendatario': questi era un laico al quale il papa od un re concedevano come sinecura le rendite di un monastero che però s'amministrava da sé per mezzo del priore (una specie di vice-abate).
 
La storia ricorda Crinán, abate laico di Dunkeld in Scozia, padre di re Duncan I: entrambi finirono accoppati dal famoso re Macbeth (famoso per la tragedia di Shakespeare, se non nessuno si ricorderebbe di lui).
 
Il blasone dell'abate è sormontato da un cappello di colore nero con sei fiocchi dello stesso colore per ciascun lato; pongono dietro lo scudo il pastorale velato in palo, (avevano diritto ad usare anche la mitria, sull'angolo destro del blasone).
 
Il blasone della badessa è invece sormontato da un pastorale d'argento e circondato da un rosario nero.
 
ABATE NULLIUS (O BADESSA NULLIUS) “Nullius” sta per “nullius dioeceseos”, cioè “di nessuna diocesi” in latino. 'Abate nullius’ è il titolo dato ad un abate (od una badessa, anche se non mi pare che esistano) il quale è svincolato dall'autorità vescovile e governa le parrocchie circostanti il suo monastero (oltre, ovviamente, al monastero stesso).
 
Come i prelati nullius, il loro stemma è sormontato da un cappello di colore verde con sei fiocchi dello stesso colore per ciascun lato; pongono dietro lo scudo la croce o il pastorale con il velo.
 
ARCHIMANDRITA Derivante dal greco antico arche´s, capo, e mándra, recinto. È un titolo generalmente usato nelle Chiese cattoliche orientali per designare un abate che ha supervisione su piú monasteri ed altrettanti altri abati. Esiste anche la carica onorifica di archimandrita titolare.
 
PRELATO NULLIUS “Nullius” sta per “nullius dioeceseos”, quindi 'prelato nullius' letteralmente indica un prelato non appartenente ad una diocesi, in effetti si tratta del capo d'una “prelatura territoriale”, cioè una diocesi senza tale titolo. In Italia c'è una prelatura a Loreto (PU).
 
Come gli abati nullius, il loro stemma è sormontato da un cappello di colore verde con sei fiocchi dello stesso colore per ciascun lato; pongono dietro lo scudo la croce o il pastorale con il velo.
 
SUPERIORE GENERALE DI UN ORDINE RELIGIOSO Detto anche solo 'Generale', è il capo di un istituto di vita consacrata o di una società di vita apostolica, che esercita la sua autorità su tutte le provincie, case ed individui (ordinati e non) del suo ordine, secondo regole che variano da caso a caso.
 
Il suo blasone è sormontato da un cappello nero con sei fiocchi pendenti per ogni lato, tranne che per il Generale dei premonstratesi che ce ha tutto bianco.
 
Il Generale dei gesuiti è detto volgarmente “papa nero”.
 
VESCOVO TITOLARE È un titolo puramente onorifico conferito di solito a prelati di curia romana od ausiliarî (cioè che aiutano il vescovo in una diocesi) per dare loro il grado di vescovo senza coinvolgere diocesi veramente esistenti.
 
Nominalmente sarebbe il capo di una diocesi esistente solo sulla carta perché da tempo soppressa od abbandonata.
 
Fino al XX secolo era detto 'vescovo in partibus infidelibus' cioè “vescovo di una diocesi nei territorî infedeli” perché i nomi di queste diocesi platoniche erano quelli di città oggi ortodosse od islamiche. Per fare un esempio, il prefetto della Casa pontificia negli ultimi tempi è stato m.
 
Dino Monduzzi, vescovo titolare di Ischia, mentre l'ambasciatore del re di Baviera presso Pio VII (1800-1823), m. G. C. di Häffelin, era vescovo titolare di Chersoneso (antica colonia greca nella Crimea).

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