venerdì 10 gennaio 2014

I CARDINALI




 CARDINALI


'Cardinale' è un titolo onorifico concesso dal papa; sono cardinali di diritto i capi dei varî dicasteri vaticani ed i vescovi delle sette diocesi suburbicarie di Roma: in base al concordato, essi sono automaticamente cittadini vaticani anche se risiedono fuori di esso.
 
Il diritto canonico così li definisce: «essi costituiscono il senato del pontefice romano; sono i suoi principali consiglieri e i suoi collaboratori nel governo della Chiesa».
 
In concreto il titolo di cardinale dà a chi lo possiede il diritto di partecipare al conclave per l'elezione del nuovo papa.

'Cardinale' deriva da incardinatus, perché incardinato ad una chiesa di Roma (cioè teoricamente dovrebbe essere il parroco di una chiesa dell'Urbe (="titolo") come S. Agostino, Santa Maria sopra Minerva, ecc. oppure vescovo di una delle sette sottodiocesi attorno a Roma come la Sabina, Ostia, ecc.)
 
«Un tempo bastavano gli ordini minori per accedere al cardinalato, ma Giovanni XXIII stabilì nel 1962 che tutti abbiano ricevuto l'ordine dell'episcopato.
 
I cardinali hanno importanti privilegi ecclesiastici […]. Il protocollo internazionale accorda loro il grado di principi del sangue. Hanno dal 1630, per disposizione di Urbano VIII, il titolo di eminenza (agg.: eminentissimo)»:
 
precedentemente erano detti solo “illustrissimi”.
 
Essi «hanno il privilegio della porpora (da cui il sinonimo di “porporato”), loro concesso da Paolo II nel 1464, benché i cardinali di ordini religiosi solitamente conservino il colore della veste dell'ordine, portano la berretta e l'anello cardinalizio.
 
 
Un'ultima traccia, del tutto formale, dell'antico diritto di alcuni sovrani cattolici (Austria, Francia, Spagna) di proporre propri cardinali (cardinales coronae) è riscontrabile nella concessione ad alcuni capi di Stato di imporre di loro mano la berretta cardinalizia.»
 

Gli ecclesiastici italiani un tempo componevano i 2/3 del Sacro Collegio, oggigiorno sono in minoranza.

«In virtù del motu proprio «Ingravescentem Aetatem» di Paolo VI (1970), i cardinali che hanno compiuto l'80° anno di età cessano di essere membri dei dicasteri della Curia romana e di tutti gli organismi permanenti della Santa Sede e dello Stato vaticano; inoltre non possono partecipare al conclave per l'elezione del nuovo papa.»

L'insieme dei porporati è detto “Sacro Collegio dei cardinali”. Parallelamente alla gerarchia della chiesa, ci sono tre gradi di cardinali:

  • c.-vescovi
  • c.-preti
  • c.-diaconi;

questa distinzione è solo onoraria;
 
in generale “vescovi” sono i cardinali delle diocesi suburbicarie, i prefetti delle Sacre congregazioni (cioè i dicasteri vaticani piú importanti) ed i patriarchi delle Chiese cattoliche orientali, “preti” sono i cardinali che fanno i vescovi delle altre diocesi, i teologi di grande fama od i cardinali diaconi che hanno servito per piú di dieci anni, “diaconi” i capi degli altri uffici della Curia romana.
 
I titolari d'alcune sedi arcivescovili e d'alcune nunziature per tradizione vengono nominati cardinali dal papa, anche se questo non è un diritto ma solo un uso. Per esempio, dalla fine del '400 quasi tutti gli arcivescovi di Milano sono stati cardinali.
 
Oltre a queste distinzioni il diritto canonico prevede altre diverse funzioni: il cardinale decano, che è il più anziano dei cardinali vescovi e che presiede come primus inter pares il Sacro Collegio;
 
il cardinale più anziano dell'ordine dei diaconi (decano dei diaconi), che annuncia al popolo l'elezione del nuovo papa;
 
il cardinale-vicario, che amministra la diocesi di Roma; il cardinale camerlengo del Sacro Collegio, che presiede ai beni del Sacro Collegio.

Lo stemma del cardinale è sormontato da un cappello di colore rosso con quindici fiocchi dello stesso colore per ciascun lato.

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