sabato 4 gennaio 2014

I VOTI DEI RELIGIOSI




I VOTI DEI RELIGIOSI

 

I voti di per sé «esprimono, d'ora innanzi, l'unione indissolubile tra Cristo e la sua sposa, la Chiesa.
 
Più stabili e solidi sono questi vincoli, tanto più perfetta è la consacrazione religiosa del cristiano» (LG 44).

I singoli voti hanno una loro dimensione specifica. Essi sono, infatti, tre moli di impegnare se stesso a vivere come Cristo ha vissuto negli ambiti che abbracciano la vita intera: il possesso di beni, gli affetti, l'autonomia.

Ogni voto sottolinea un rapporto con Gesù consacrato e inviato.
 
Egli era ricco, ma divenne povero per amore nostro annientando se stesso e non avendo dove appoggiare il capo.
 
Egli amò con cuore indiviso, universalmente, sino alla fine.
 
Venne a fare la volontà del Padre che lo aveva mandato e la fece costantemente, «imparando l'obbedienza attraverso la sofferenza» e divenendo causa di salvezza per tutti coloro che gli obbediscono.

Il segno peculiare degli istituti religiosi si riflette nei modi con cui questi valori di Cristo sono espressi visibilmente.
 
Pertanto, il contenuto dei voti, puntualizzato nelle costituzioni di ogni istituto, deve essere chiaro, non ambiguo.

Il religioso rinuncia a usare liberamente e a disporre dei suoi beni;
 
dipende dal legittimo superiore dell'istituto per le sue necessità materiali;
 
mette in comune doni e salario in quanto appartengono all'intera comunità;
 
accetta un tenore di vita semplice e contribuisce a realizzarlo.

S'impegna a vivere la castità a nuovo titolo, quello del voto, e a viverla in un celibato consacrato per la causa del Regno.
 
Ciò implica uno stile di vita che sia testimonianza persuasiva e palese di una castità radicalmente vissuta, con la rinuncia, pertanto, a ogni comportamento, relazione personale e diversivo incompatibili con essa.

Il religioso è impegnato a obbedire alle direttive dei legittimi superiori secondo le costituzioni dell'istituto. In virtù del voto di obbedienza, accetta pure una particolare obbedienza al Santo Padre.

Gli obblighi contratti con l'istituto, compresi nei voti, includono implicitamente l'impegno a condurre la vita comune con i membri della comunità.
 
Il religioso promette, inoltre, di conformarsi fedelmente alla natura, finalità, spirito e al carattere dell'istituto quali sono espressi nelle costituzioni, nel diritto proprio e nelle sane tradizioni.
 
Egli si impegna infine con buona volontà á una vita di conversione.
 
La consacrazione mediante i consigli evangelici nella vita religiosa ispira necessariamente un sistema di vita che ha un risvolto sociale.
 
La protesta sociale non è nel fine dei voti, ma, senza dubbio, la vita religiosa ha sempre offerto testimonianza di alcuni valori che sono una sfida per la società e che, d'altra parte, sfidano pure i religiosi.

La povertà religiosa, la castità consacrata e l'obbedienza possono parlare oggi in modo forte e chiaro al mondo, sofferente a motivo di così grande consumismo e discriminazione, erotismo e odio, violenza e oppressione (cfr RPU 15).

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