martedì 7 gennaio 2014

IL RELIGIOSO SI CONSACRA A DIO




 
IL RELIGIOSO: CONSACRAZIONE A DIO

 

Alla base della vita religiosa c'è la consacrazione. Insistendo su questo principio, la Chiesa pone l'accento sull'iniziativa di Dio e sul diverso e nuovo rapporto con Lui che la vita religiosa comporta.

La consacrazione è un'azione divina: Dio chiama una persona, la riserva per se affinché si dedichi a lui in modo particolare.
 
Al tempo stesso egli conferisce la grazia in modo che nella consacrazione la risposta dell'uomo si esprima mediante un profondo e libero abbandono di tutto se stesso.

Il nuovo rapporto che ne deriva è puro dono.
 
E' un'alleanza di mutuo amore e fedeltà, di comunione e missione stabilita per la gloria di Dio, la gioia della persona consacrata e la salvezza del mondo.

Gesù è colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo in modo supremo (cfr. Gv 10, 36).

In lui si riassumono tutte le consacrazioni dell'antica Legge, nelle quali era prefigurata la sua, e in lui è consacrato il nuovo popolo di Dio, d'ora innanzi misteriosamente unito a lui.

Mediante il battesimo Gesù fa partecipe della sua vita ogni cristiano.
 
Ognuno è santificato nel Figlio.
 
Ognuno è chiamato alta santità.
 
Ognuno è inviato per continuare la missione di Cristo ed è reso capace di crescere nell'amore e nel servizio del Signore.
 
Questo dono battesimale è la consacrazione cristiana fondamentale in cui affondano le radici di ogni altra consacrazione.

Gesù visse la sua consacrazione come Figlio di Dio: dipendente dal Padre, amandolo al di sopra di tutto, nell'oblazione totale alla sua volontà.

Questi aspetti della sua vita di Figlio sono partecipati a tutti i cristiani.
 
Ad alcuni, tuttavia, per il bene di tutti, Dio dà il dono di una più intima sequela di Cristo nella sua povertà, castità e obbedienza.

Ciò avviene mediante una professione pubblica dei consigli evangelici di cui è mediatrice la Chiesa.

Questa professione, a imitazione di Cristo, riflette una «consacrazione del tutto speciale che ha le sue profonde radici nella consacrazione battesimale e ne è un'espressione più piena» .
 
Il termine «più piena» richiama l'assunzione della natura umana da parte della persona divina del Verbo e postula una risposta conforme a quella di Gesù:
 
una dedizione di se stesso a Dio secondo un modo che egli solo rende possibile e che testimonia la sua santità e il suo assoluto.

Una tale consacrazione è un dono di Dio: una grazia liberamente elargita.

Tale consacrazione mediante la professione dei consigli evangelici, qualora sia affermata come una risposta definitiva a Dio in un impegno pubblico assunto davanti alla Chiesa, appartiene indiscutibilmente alla vita e alla santità della Chiesa (cfr. LG 44).
 
E' la Chiesa che autentica il dono ed è mediatrice della consacrazione.

Il cristiano, così consacrato, cerca di vivere ora quello che sarà nella vita futura e « manifesta meglio a tutti i credenti i beni celesti già presenti in questo mondo» (LG 44).
 
In tale maniera i religiosi. «testimoniano in modo splendido e singolare che il mondo non può essere trasfigurato e offerto a Dio senza lo spirito delle beatitudini» (LG 31).

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