mercoledì 22 gennaio 2014

LA VIA DELLA QUOTIDIANITA'



La via della quotidianità


La missione dei laici si attua nell’ordinarietà. 

La via della quotidianità è profezia in un mondo alla ricerca spasmodica dello straordinario.

L’Incarnazione è il parametro per giudicare la storia: 

lo straordinario è con noi. 

«Spirito di verità… conduci l’umanità a riconoscere in Gesù di Nazareth il Signore della gloria, il Salvatore del mondo, il supremo compimento della storia» (Giovanni Paolo II, Preghiera per il secondo anno di preparazione al grande Giubileo del 2000). 

I 30 anni “ordinari” di Gesù a Nazareth testimoniano che la salvezza che si compie nella ferialità dell’esistenza assumendone integralmente la quotidianità.

Incarnazione e laicità: riscoprire, con il Concilio, la laicità come dimensione ordinaria e feriale della Chiesa. 

Il sacerdozio comune dei fedeli li abilita a consacrare il mondo a Cristo, scoprendo lo straordinario nell’ordinario, per ricapitolare tutto in Cristo.

Laicità vuol dire un’ecclesialità incarnata nella storia e radicata nel territorio, che tuttavia non si esaurisce totalmente nella dimensione mondata: cfr. la cristologia giovannea: “E venne ad abitare in mezzo a noi“.

Il verbo “abitare” è richiamato sia dal termine diocesi (dia-oikéo= abitare in mezzo o anche: separatamente); 

sia dal termine parrocchia (para-oikéo= abitare vicino, detto specie di stranieri). 

È quanto afferma la Lettera a Diogneto: i cristiani sono anima mundi, nel mondo, ma non del mondo.


Laicità è inoltre dimensione di tutta la Chiesa. 

La Chiesa abita in mezzo, vicino alle case, alle città degli uomini, pur senza confondersi con esse (sempre Calcedonia!). 

I fedeli laici vivono questa dimensione “economica” della Chiesa, nella sua articolazione diocesana e parrocchiale.”

Ecco ciò che conta in ultima analisi: lasciar entrare Dio. 

Ma lo si può lasciar entrare solo là dove si vive, e dove si vive una vita autentica. 

Se instauriamo un rapporto santo con il piccolo mondo che ci è affidato, se, nell’ambito della creazione con la quale viviamo, noi aiutiamo la santa essenza spirituale a giungere a compimento, allora prepariamo a Dio una dimora nel nostro luogo, allora lasciamo entrare Dio” (M. Buber, Il cammino dell’uomo, Ed. Qiqajon – Comunità di Bose, Magnano 1990, p. 64).

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