mercoledì 8 gennaio 2014

LA VITA RELIGIOSA NELL'INSEGNAMENTO DELLA CHIESA




LA VITA RELIGIOSA NELL'INSEGNAMENTO DELLA CHIESA

 

Il rinnovamento della vita religiosa in questi ultimi venti anni, sotto molti aspetti è stato un'esperienza di fede.
 
Sono stati fatti tentativi coraggiosi e generosi per ricercare con profondo spirito di preghiera che cosa significhi vivere una vita consacrata in sintonia con il vangelo, con il carisma originario di un istituto religioso e con i segni del nostro tempo.

Gli istituti religiosi dediti alle opere di apostolato hanno cercato inoltre di adeguarsi ai mutamenti dovuti a varie cause.
 
Si pensi, ad esempio, al rapido evolversi della società alla quale si rivolge l'azione dei religiosi e allo sviluppo dei mezzi di comunicazione sociale che condizionano, in modo positivo o negativo, la loro opera evangelizzatrice.

Al tempo stesso, gli istituti si sono trovati nella necessità di fronteggiare repentini mutamenti all'interno delle proprie comunità: l'elevarsi dell'età media, la scarsità delle vocazioni il progressivo diminuire dei membri, il pluralismo nello stile di vita e nelle opere e, spesso, l'incertezza sulla propria identità.
 
Tutti questi elementi hanno creato una situazione complessa che presenta molti aspetti positivi, ma anche non trascurabili problemi.

Attualmente, al termine del periodo delle sperimentazioni straordinarie previste dal Motu Proprio «Ecclesiae Sanctae» (II), molti istituti religiosi dediti alle opere di apostolato stanno verificando la propria esperienza.
 
Approvato il nuovo testo delle Costituzioni ed entrato in vigore il nuovo Codice di Diritto Canonico, essi si avviano verso una nuova fase della loro storia.
 
In questo momento di rilancio, sentono rivolto a se stessi l'appello pastorale ribadito più volte dal Santo Padre Giovanni Paolo II «a valutare, con umile obiettività, gli anni di sperimentazione, riconoscendone gli elementi positivi e le deviazioni» (discorso all'Unione Internazionale delle Superiore Generali 1979; ai Superiori Maggiori dei Religiosi e delle Religiose in Francia, 1980).

Superiori religiosi e Capitoli hanno chiesto a questa Sacra Congregazione alcune direttive per valutare il recente passato e guardare al futuro.
 
La stessa richiesta è stata inoltrata anche da Vescovi in quanto particolarmente responsabili della promozione della vita religiosa.

Di fronte ai molti e importanti sviluppi della situazione, per mandato del Santo Padre, la Sacra Congregazione per i Religiosi e gli Istituti Secolari ha redatto il presente testo che raccoglie principi e norme fondamentali.
 
Suo intento è di offrire, in un momento particolarmente significativo e opportuno, una sintesi chiara dell'insegnamento della Chiesa sulla vita religiosa.

Questo insegnamento è già stato formulato di recente nei grandi documenti del Concilio Vaticano II, soprattutto « Lumen Gentium », « Perfectae Caritatis », « Ad Gentes ».
 
Successivamente è stato sviluppato nell'Esortazione Apostolica «Evangelica Testificatio» di Paolo VI, nelle allocuzioni del Pontefice Giovanni Paolo II e, ancora, nei documenti di questa Sacra Congregazione per i Religiosi e gli Istituti Secolari.
 
Si possono ricordare al riguardo, in modo particolare: «Mutuae Relatíones», «Religiosi e Promozione Umana», «La dimensione contemplativa della vita religiosa». Infine, le ricchezze dottrinali si trovano riassunte ed espresse nel nuovo Codice di Diritto Canonico.

Tutti questi testi affondano le radici nel ricco patrimonio dell'insegnamento preconciliare, approfondiscono e perfezionano una teologia della vita religiosa elaborata con coerenza nel decorso dei secoli.

La vita religiosa è una realtà sia storica che teologica. La esperienza vissuta, oggi come nel passato, è varia, e ciò costituisce un dato importante.
 
Al tempo stesso, l'esperienza è una realtà che necessita di essere sempre verificata in rapporto al fondamento evangelico, al magistero della Chiesa e alle costituzioni approvate di un istituto.

La Chiesa ritiene essenziali alcuni elementi, senza i quali non si dà la vita religiosa: la chiamata di Dio e la consacrazione a lui mediante la professione dei consigli evangelici con voti pubblici; una forma stabile di vita comunitaria.
 
Per gli istituti dediti alle opere di apostolato si aggiunge pure una partecipazione alla missione di Cristo mediante un apostolato comunitario, fedele al particolare carisma originario e alla sana tradizione.
 
Essenziali per la vita di tutti i religiosi sono ancora: la preghiera comunitaria e personale, la pratica ascetica; la testimonianza pubblica; un rapporto specifico con la Chiesa; la formazione permanente; una forma di governo che esiga un'autorità religiosa basata sulla fede.

Mutamenti sia storici che culturali possono determinare una evoluzione nella realtà vissuta; ma le forme e l'orientamento di tale evoluzione sono determinati dagli elementi essenziali.
 
Privata di questi ultimi la vita religiosa perde la propria identità.

Con il presente testo, la Sacra Congregazione si limita a chiarire e a ribadire questi elementi essenziali per gli istituti dediti alle opere di apostolato.

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