sabato 25 gennaio 2014

LAICI E CRISTOLOGIA



Laici e cristologia: Il sacerdozio universale

«Come chiamiamo tutti cristiani in forza del mistico crisma, così chiamiamo tutti sacerdoti perché sono membra dell’unico sacerdote» (S. Agostino, De Civitate Dei, XX, 10).

«Rallegriamoci e ringraziamo: siamo diventati non solo cristiani, ma Cristo […]. Stupite e gioite: Cristo siamo diventati!» (S. Agostino, In Ioann. Evang. tract., 21, 8).

La missione del laico: i tria munera Christi: regnum, sacerdotium, prophetia, esercitati nell’ordine temporale. 

«Col nome di laici si intendono qui tutti i fedeli ad esclusione dei membri dell’ordine sacro e dello stato religioso sancito dalla Chiesa, i fedeli, cioè, che, dopo essere stati incorporati a Cristo col Battesimo e costituiti Popolo di Dio e, a loro modo, resi partecipi dell’ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, per la loro parte compiono, nella Chiesa e nel mondo, la missione propria di tutto il popolo cristiano» (Lumen Gentium, 31)

Le due tentazioni:

clericalismo e laicismo. 

«In particolare si possono ricordare due tentazioni alle quali non sempre essi [i laici] hanno saputo sottrarsi: 

la tentazione di riservare un interesse così forte ai servizi e ai compiti ecclesiali, da giungere spesso a un pratico disimpegno nelle loro specifiche responsabilità nel mondo professionale, sociale, economico, culturale e politico, e la tentazione di legittimare l’indebita separazione tra la fede e la vita, tra l’accoglienza del Vangelo e l’azione concreta nelle più diverse realtà temporali e terrene» (Christifideles laici, 2).

Per recuperare una teologia del laicato autenticamente ”cattolica”, occorre ripartire dalla cristologia calcedonese, in modo da poter restituire ai laici un’identità fatta a immagine di Cristo “vero Dio e vero uomo”.

Nella formula di Calcedonia (451), si trova la famosa dottrina dell’unione ipostatica: 

“Noi confessiamo l’unico e uguale Cristo, il Figlio e Signore, l’unigenito, che esiste in due nature [en dùo physin] non mischiate e non cambiate, indivise e inseparate [inconfuse - asynchytos, immutabiliter - àtreptos, indivise - adiàiretos, inseparabiliter - achòristos]. 

La differenza delle nature non verrà eliminata dall’unione, verrà invece conservata la peculiarità [idìotes] di ognuna delle nature nell’unione di entrambe in una persona o ipostasi”. 

I primi due avverbi si opponevano a Eutiche, gli altri due a Nestorio.


Negli anni ’70 prevale il nestorianesimo ecclesiale: 

la separazione-divisione dell’impegno laicale dalla trascendenza. 

I movimenti di liberazione, i cristiani per il socialismo, in cui l’impegno laicale si appiattiva sull’unico versante secolare, e veniva separato dalla prospettiva religiosa.

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