domenica 5 gennaio 2014

L'APOSTOLATO DEI RELIGIOSI




 
L'APOSTOLATO DEI RELIGIOSI

 

Un altro aspetto della natura pubblica della consacrazione lo abbiamo nell'apostolato:
 
in un certo senso esso è sempre comunitario, corporativo.
 
La presenza dei religiosi, inoltre, è visibile: si manifesta nel loro modo di agire, di vestire e nello stile di vita.

La consacrazione religiosa è vissuta in un dato istituto, in conformità alle costituzioni che la Chiesa, con la sua autorità, accetta e approva:
 
in accordo, pertanto, con particolari disposizioni che riflettono e approfondiscono un'identità specifica.
 
Tale identità emana da quell'azione dello Spirito Santo che costituisce il dono originario dell'istituto:
 
il carisma che determina un particolare tipo di spiritualità, vita, apostolato, tradizione (cfr. MR 11).

Osservando le numerose famiglie religiose, si è colpiti dalla grande varietà di doni originari.
 
Il Concilio ha posto in rilievo la necessità di incrementare tali carismi originari in quanto doni di Dio alla Chiesa (cfr. PC 2b).

Questi doni determinano la natura, lo spirito, la finalità, il carattere proprio di ogni istituto, cioè il suo patrimonio spirituale;
 
costituiscono il fondamento del senso di identità che è un elemento chiave per salvaguardare la fedeltà di ogni religioso (cfr. ET 51).

Nel caso di istituti dediti alle opere di apostolato, la consacrazione religiosa ha una ulteriore caratteristica:
 
una partecipazione specifica e concreta alla missione di Cristo.
 
Perfectae Caritatis ricorda che la loro stessa natura richiede «l'attività apostolica e i servizi di carità» (PC 8).
 
Per la loro consacrazione, i membri di questi istituti sono dediti a Dio e disponibili alla loro missione.

La loro vocazione comporta la proclamazione attiva del vangelo tramite le «opere di carità affidate all'istituto dalla Chiesa, opere che devono essere esercitate in suo nome» (PC 8).
 
Per questo motivo, l'attività apostolica di tali istituti non è semplicemente un impegno umano a fare del bene.
 
Essa è qualcosa, infatti, che Dio stesso opera nella persona che ha scelto.

Come risposta al dono di Dio, i voti sono la triplice espressione di un unico «sì» al rapporto particolare di totale consacrazione.
 
Costituiscono l'atto mediante il quale il religioso «si dona totalmente a Dio con un nuovo e speciale titolo» (LG 44).
 
Mediante questo atto il religioso dedica gioiosamente la sua vita intera al servizio di Dio, considerando la sequela di Cristo «l'unica cosa necessaria e cercando Dio prima e al di sopra di tutto» (PC 5).

Due motivi sollecitano questa dedizione:
 
il desiderio di essere libero da ogni impedimento che potrebbe ostacolare l'amore ardente e l'adorazione perfetta di Dio (cfr. ET 7);
 
desiderio di una consacrazione totale per prestargli un più intimo servizio (cfr. LG 44).

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