venerdì 24 gennaio 2014

MOVIMENTI LAICALI



MOVIMENTI LAICALI

Oggi si assiste invece ad una sorta di monofisismo ecclesiale, con movimenti laicali che hanno caratteristiche analoghe ai movimenti religiosi. 

Di tale criticità fu testimonianza negli anni passati la polemica Forte-Lazzati, con il primo che sottolineava la ministerialità di tutta la Chiesa, e il secondo che preferiva mantenere la distinzione laico-clero. Cfr. LG 10: 

“Il sacerdozio comune dei fedeli e il sacerdozio ministeriale o gerarchico, quantunque differiscano essenzialmente e non solo di grado, sono tuttavia ordinati l’uno all’altro, poiché l’uno e l’altro, ognuno a suo proprio modo, partecipano dell’unico sacerdozio di Cristo”. 

Una Chiesa tutta ministeriale, nel legittimo tentativo di riconoscere il sacerdozio comune, non rischia di annullare la diversità essentia, non non gradu tantum tra clero e laicato? 

Una diversità che costituisce lo specifico ecclesiale del cattolicesimo!

In AC questa distinzione è chiara: l’Associazione è dei laici; 

gli Assistenti non ne fanno parte, ma sono chiamati a promuovere le vocazioni laicali facendole maturare nel sensus Ecclesiae. 

Così la GS 38: “I doni dello Spirito sono vari; 

alcuni li chiama a dare testimonianza manifesta della dimora celeste col desiderio di essa, contribuendo così a mantenerlo vivo nell’umanità; 

altri li chiama a consacrarsi al servizio degli uomini sulla terra, così da preparare attraverso tale loro ministero, quasi la materia per il regno dei cieli”.

Per tali ragioni, travisano l’autentica identità dell’AC, coloro che vorrebbero che il ministero laicale dell’AC divenisse ministero istituito: 

verrebbe meno in tal modo lo specifico laicale.

Nella storia dell’associazione la coscienza del proprio ministero laicale è stata sempre viva ed avvertita.

Si vedano, ad es., le proteste di parecchi presidenti diocesani contro lo Statuto del 1940 in cui l’AC veniva equiparata ad un ufficio diocesano di Curia il cui immediato responsabile era il vescovo e i Presidenti ridotti al ruolo di segretari. 

Il nuovo Statuto entrò in vigore il 4 giugno a poche ore dalla dichiarazione di guerra. Per la prima volta tutte le cariche direttive furono affidate a membri del clero, mentre ai laici si riservarono compiti consultivi e complementari. 

Le Giunte ai vari livelli si trasformarono in Uffici.

Gli Uffici diocesani vennero a far parte della Curia vescovile. 

Si trattava di una misura protettiva strettamente legata alle circostanze e volta a preservare l’AC da attacchi del fascismo (tanto è vero che già nel 1946 Pio XII faceva approvare un nuovo Statuto in cui si ridavano ai laici i loro ruoli), eppure suscitò vari malumori, a testimonianza della forte coscienza dell’autonomia laicale dell’associazione .

Occorre dunque mantenere nel loro dinamismo fecondo le polarità clero-laici=Chiesa-mondo=Chiesa-Regno di Dio. 

Il Regno è irriducibile alla Chiesa: in tal senso i laici sono il segno della non esaustività della dimensione ad intra della comunità ecclesiale

La cultura della differenza non si oppone alla cultura dell’uguaglianza, ma a quella della in-differenza!


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