lunedì 6 gennaio 2014

UNIONE CON CRISTO




UNIONE CON CRISTO

 

L'unione con Cristo, mediante la consacrazione vissuta secondo i consigli evangelici, può essere realizzata nel cuore del mondo, tradotta nelle opere del mondo, espressa con i mezzi del mondo.
 
È questa, la particolare vocazione degli istituti secolari, definiti da Pio XII «consacrati a Dio e agli altri» nel mondo «mediante i mezzi del mondo» (Primo Feliciter, V e II).

Di per se i consigli evangelici non separano necessariamente dal mondo.
 
Di fatto è un dono di Dio alla Chiesa che la consacrazione mediante la professione dei consigli possa essere vissuta anche nella forma di lievito nascosto nella massa.
 
I cristiani che abbracciano tale consacrazione, continuano l'opera di salvezza comunicando l'amore di Cristo con la loro presenza nel mondo e operando la sua santificazione con il viverci al suo interno.

Il loro stile di vita e di presenza non differisce da quello degli altri cristiani.
 
La loro testimonianza è data nell'ambiente ordinario di vita.
 
Questa forma discreta di testimonianza emana dalla natura stessa della loro vocazione e fa parte del modo specifico con cui la loro consacrazione dev'essere vissuta (cfr. PC 11).

Non è tuttavia questa la condizione di coloro che sono costituiti religiosi dalla consacrazione mediante la professione dei consigli evangelici.
 
La natura stessa della vocazione religiosa comporta una testimonianza pubblica sia a Cristo che alla Chiesa.

La professione religiosa si attua tramite voti che la Chiesa riceve come pubblici.
 
Una forma stabile di vita comunitaria in un istituto eretto canonicamente dalla competente autorità ecclesiastica manifesta in modo aperto l'alleanza e la comunione che la vita religiosa vuole esprimere.
 
Un certo distacco dalla famiglia e dalla vita professionale, con l'inizio del noviziato, evidenzia l'assoluto di Dio.

Allo stesso tempo, questo distacco dà vita a un nuovo e più profondo vincolo, in Cristo, con la famiglia che si è lasciata.
 
Questo vincolo tanto più si rafforza, quanto più il distacco da relazioni occupazioni e diversivi, altrimenti legittimi, continua a riflettere in modo pubblico l'assoluto di Dio per tutta la vita.

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