giovedì 6 febbraio 2014

IL VATICANO II E I LAICI



IL VATICANO II E I LAICI


Con il Concilio Vaticano II la Chiesa cattolica ha voluto ripensare ad una vocazione propria dei laici: 

essi sono i membri della chiesa il cui ruolo è cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio

Il loro ruolo è santificare il mondo creato rendendolo più cristiano nelle sue strutture e sistemi:

« Per loro vocazione è proprio dei laici cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio. 

Vivono nel secolo, cioè implicati in tutti i diversi doveri e lavori del mondo e nelle ordinarie condizioni della vita familiare e sociale, di cui la loro esistenza è come intessuta. 

Ivi sono da Dio chiamati a contribuire, quasi dall'interno a modo di fermento, alla santificazione del mondo esercitando il proprio ufficio sotto la guida dello spirito evangelico, e in questo modo a manifestare Cristo agli altri principalmente con la testimonianza della loro stessa vita e col fulgore della loro fede, della loro speranza e carità. 

A loro quindi particolarmente spetta di illuminare e ordinare tutte le cose temporali, alle quali sono strettamente legati, in modo che siano fatte e crescano costantemente secondo il Cristo e siano di lode al Creatore e Redentore. »

Il documento conciliare ha voluto dunque ribadire che i laici sono membri della Chiesa a pieno titolo: 

condividono con la Chiesa intera il fine della "santificazione del mondo", in vista di «un più profondo legame degli uomini con Dio» (Catechismo della Chiesa Cattolica 775)), agendo con libertà e responsabilità personale e non come "agenti" della gerarchia ecclesiastica. 

Con il battesimo sono resi membri della Chiesa, e crescono in intima unione con Dio all'interno del mondo. 

La causa della santità dei laici, perciò, pur nel distacco del cuore dalle cose mondane, non è il "distacco dal mondo" in senso materiale, fisico, ma la "santificazione del mondo materiale" in unione con Gesù Cristo, che per il cristiano è Figlio di Dio incarnato nel mondo.

Donne e uomini laici, dunque, appartenenti ad ogni professione e alle diverse condizioni familiari, svolgendo il loro lavoro nel mondo con spirito cristiano, hanno ricevuto la vocazione di estendere il Regno di Dio. 

Secondo ripetuti pronunciamenti di papi e vescovi cattolici, i laici dovrebbero dire "noi siamo Chiesa" alla stessa maniera dei chierici che formano la gerarchia.

Durante la liturgia i laici svolgono alcuni compiti, che vengono riconosciuti in forma stabile attraverso l'istituzione in uno dei diversi "ministeri".

Inoltre, come effetto del declino delle vocazioni ai ministeri ordinati, cattolici laici possono farsi carico di alcuni dei ruoli che prima erano compito esclusivo dei preti, come la distribuzione della comunione, la conduzione di un funerale o la presidenza di una liturgia festiva che non comprenda la messa.


Nella prospettiva cattolica, l'ordinazione sacerdotale è valida soltanto all'interno della successione apostolica

Per questo motivo i ministri "ordinati" al di fuori di detta successione (per esempio in una chiesa riformata) restano pur sempre dei "laici" agli occhi di un cattolico.

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