venerdì 21 febbraio 2014

LA TEMATICA DELLA GRAZIA



LA TEMATICA DELLA GRAZIA

L'Enciclopedia teologica propone una sistemazione del trattato e dei suoi collegamenti, partendo sia dal nucleo centrale della dottrina della grazia, che da una particolare attenzione alla condizione umana presente e futura. 

Essa sottolinea l'esasperato atteggiamento di autorealizzazione dell'uomo e della cultura contemporanea, come maggiore stimolo a dare una nuova sistemazione alle tematiche della grazia. 

Indica, quindi, i seguenti due compiti come particolarmente importanti: 

mantenere irremovibile il nucleo di verità proprio della concezione della grazia interiore, ossia l'invisibilità e incalcolabilità dell'amore di Dio nelle strutture del mondo; 

distinguere tale nucleo da tutte le mediazioni simboliche, sociali, politiche ecc., che la grazia possa assumere.

Questa impostazione porta con sé la seguente serie di conseguenze e condizioni riguardanti la teologia della grazia: 

va sviluppata come sintesi, nucleo intimo e prospettiva dominate dell'intera realtà del vangelo e della riflessione teologica, rinnovando e riattualizzando i problemi sollevati da S. Agostino in poi; 

deve superare le impostazioni che disgiungono, pongono in concorrenza o contrappongono grazia e libertà, per elaborare visioni che valorizzino sinergicamente l'azione divina e quella umana; 

esige un rilettura critica delle concezioni di libertà che, in maniera palese, occulta o surrettizia, tendono a sottrarsi al senso realistico del limite, che il messaggio della fede richiede; 

deve tematizzare la storicità della grazia divina sia nel suo accadere nell'evento di Cristo, che nella comunicazione di esso nell'evento della Chiesa; 

richiede un approfondimento e un'elaborazione riflessiva della grazia esteriore o esterna, come mediazione mondana della grazia, che la fede identifica negli eventi storici e negli avvenimenti mondani (interpersonali, sociali, politici ecc.) come offerte dell'amore divino; 

deve esprimere tutto il carattere paradossale della grazia, ossia il suo "tutt'altro", che si esplica nelle umiliazioni, sofferenze e insuccessi della vita, nell'interruzione delle attese e delle esigenze vitali dell'uomo, nel fallimento di tutte le speranze immanenti e intramondane; 

deve aumentare l'orientamento al futuro, come vero inizio attuale della vita eterna. 


Come si vede, si tratta di criteri e proposte diverse, volte a impostare la teologia della grazia in modo da valorizzarne la dottrina come prospettiva globale di molti, se non tutti, i temi teologici. 

I problemi che sollevano sono molti. 

Riguardo alla fede: valorizzerebbero adeguatamente l'atto complessivo di accoglienza dell'azione salvifica di Dio, come accoglienza che trasforma la vita?


Riguardo alla dottrina trinitaria e alla teologia della creazione: diverrebbero coerentemente motivo centrale e dominante? 

Il confronto col tema e la visione extrateologica della libertà introdurrebbe in modo appropriato il tema irrinunciabile del peccato? 

Una prospettiva teologica rigorosamente antropologica sarebbe egualmente legittima ed appropriata? 

Quanto la riflessione sulla storicità della grazia deve divenire più acuta nella cristologia, soteriologia, ecclesiologia, dottrina dei sacramenti e della predicazione? 

La grazia orientata al futuro deve divenire il punto sistematico di partenza dell'escatologia cristiana, come dottrina del compimento del dono di grazia che ci è dato qui e ora? 

Questi e altri problemi potranno movimentare la riflessione sulla grazia e sugli altri temi connessi, nella ricerca e riflessione teologica del presente e del futuro. 

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