sabato 1 febbraio 2014

MESSAGGIO DI PAPA BENEDETTO XVI



MESSAGGIO DI PAPA BENEDETTO XVI


Il messaggio di Papa Ratzinger alla VI Assemblea Ordinaria del Forum Internazionale di Azione Cattolica in Romania è molto incisivo. 

Il Papa apre il suo messaggio con l’invito alla “corresponsabilità ecclesiale e sociale”, che è poi anche il tema di riflessione dell’Assemblea.

Le parole del Papa sono in netta continuità con il Grande Sinodo, il Concilio Vaticano II, di cui ci apprestiamo a celebrare il cinquantesimo Anniversario della sua apertura ed egli stesso le rimanda come spunto di riflessione per l’Anno della Fede.

“La corresponsabilità esige un cambiamento di mentalità – afferma Benedetto XVI -riguardante, in particolare, il ruolo dei laici nella Chiesa, che vanno considerati non come “collaboratori” del clero, ma come persone realmente “corresponsabili” dell’essere e dell’agire della Chiesa”.

I fedeli laici, che sempre più spesso sono stati considerati da parte di alcuni pastori alla stregua di eterni fanciulli, incapaci di agire nella Chiesa in autonomia, con spirito critico, costruttivo e caritatevole, trovano nelle parole del Papa la giusta collocazione all’interno della Madre Chiesa. 

Non solo fruitori passivi del messaggio della salvezza o al massimo collaboratori, ma finalmente corresponsabili nella costruzione del Regno di Dio.

“E’ importante, pertanto, – continua il Santo Padre – che si consolidi un laicato maturo ed impegnato, capace di dare il proprio specifico contributo alla missione ecclesiale, nel rispetto dei ministeri e dei compiti che ciascuno ha nella vita della Chiesa e sempre in cordiale comunione con i Vescovi”.

Il Papa, citando la Costituzione dogmatica Lumen Gentium, invita anche ad una maggiore “familiarità” tra laici e pastori, perché solo da tale familiarità “si devono attendere molti vantaggi per la Chiesa”.

Ritornano alla mia mente le parole del venerabile John Henry Newman, anglicano, convertito al cattolicesimo, creato Cardinale da Papa Leone XIII e canonizzato dall’attuale Pontefice, il quale nelle sue opere già a metà del 1800 considerava i laici come corresponsabili e auspicava una “conspiratio ad unum” tra pastori e laici. 

E’ rimasta celebre la sua affermazione alla domanda del vescovo Ullathorne: “Chi sono i laici?”, egli rispose: “Coloro senza i quali la Chiesa apparirebbe ridicola”. 

Tale affermazione assume un valore più alto se la contestualizziamo nel periodo storico di riferimento e se consideriamo che nello stesso periodo al cardinal Wiseman fu attribuita la pesante affermazione: “L’unico ruolo dei laici è quello di pagare”.

Le parole di Papa Ratzinger riprendono quelle del “dottore di Oxford” e danno compimento alle intuizioni del Concilio Vaticano II: 

invitano i fedeli laici “a sentire come proprio l’impegno nella Chiesa: 

con la preghiera, con lo studio, con la partecipazione attiva alla vita ecclesiale, con uno sguardo attento e positivo verso il mondo, nella continua ricerca dei segni dei tempi” e ancora ad “essere testimoni coraggiosi e credibili in tutti gli ambiti della società, affinché il Vangelo sia luce che porta speranza nelle situazioni problematiche, di difficoltà, di buio, che gli uomini d’oggi trovano spesso nel cammino della vita”.

In questo particolare momento storico il Papa ha anche esortato a concretizzare il Magistero sociale della Chiesa, perché si possa lavorare come in un laboratorio “di globalizzazione della solidarietà e della carità”, l’unica forma di globalizzazione realmente e pienamente umanizzante.

Infine Benedetto XVI ha esortato i fedeli laici a “coltivare relazioni autentiche con tutti, a iniziare dalla famiglia, e offrire la propria disponibilità alla partecipazione, a tutti i livelli della vita sociale, culturale e politica avendo sempre di mira il bene comune”.


L’hanno chiamata “Assemblea nazionale” ed è stata convocata lo scorso mese di aprile preso l’Auditorium dell’Istituto Massimo all’EUR in prossimità dei 50 anni dall’apertura del Concilio e l’inizio dell’Anno della Fede. 

Un’assemblea pubblica dove possono partecipare tutti quanti si riconoscono nel popolo di Dio in cammino nella storia di oggi. 

Un evento di laici promosso essenzialmente da laici cui hanno dato l’adesione anche preti e religiosi perché nel popolo di Dio si sta insieme come all’interno di quei tanti gruppi e associazioni e riviste costituiscono l’anima dell’assemblea: 

“Chiesa di Dio, Chiesa dei poveri”.

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