mercoledì 26 febbraio 2014

SANTITA' E SANTIFICAZIONE


Santità e santificazione

Il Catechismo della Chiesa Cattolica inizia la sessione IV, dedicata alla santità cristiana, con due citazioni di fondo. 

La prima, della Scrittura (Rm 8,28-30), ricorda i passaggi e gradi operati dal Signore a favore di coloro che lo amano: li conosce da sempre, li predestina alla conformità col suo Figlio, li chiama, giustifica e glorifica (n. 2012). 

La seconda, del Concilio Vaticano II, (Lumen Gentium, 40) ricorda che "tutti i fedeli di qualsiasi stato e grado sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità". Sottolinea, quindi che "tutti sono chiamati alla santità", citando l'invito di Cristo: "siate dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste" (Mt 5,48). 

Per raggiungere la perfezione, i fedeli usano le forze ricevute, secondo la misura del dono di Cristo, consacrandosi alla gloria di Dio e al servizio del prossimo (n. 2013). 

Fine del progresso spirituale è l'unione sempre più intima e profonda con Cristo, che ci fa partecipare al suo mistero mediante i sacramenti. 

L'unione viene detta "mistica" perché la partecipazione al mistero di Cristo ci fa partecipare al mistero della Santissima Trinità. Dio chiama tutti a quest'intima unione con Lui. 

Ad alcuni concede pure delle grazie speciali o dei segni straordinari, che manifestino a tutti il dono gratuito fatto a tutti (n. 2014). La santificazione, come cammino di perfezione, è impossibile senza il combattimento spirituale, il sacrificio, l'abnegazione dell'amor proprio e la rinuncia. 

Comporta, quindi, l'ascesi e la mortificazione, che conducono alla vita nella pace e alla gioia delle beatitudini (n. 2015).
La Scrittura sottolinea che Dio è il Santo per eccellenza. Questa santità è assoluta purezza morale e libertà da ogni difetto e debolezza. Per l'uomo, essa significa salvezza, purificazione e chiamata. Dio si manifesta Santo in queste azioni di salvezza. 

Non solo dà gli esempi della sua santità, ma santifica l'uomo, perché anch'egli si santifichi, assumendo a suo modello Dio stesso. Il Nuovo Testamento conserva il linguaggio dell'Antico, ma lo riempie di contenuti nuovi. Il Vangelo invita i credenti alla stessa santità del padre celeste (Mt 5,48). 

Le lettere di S. Paolo mostrano che inabitazione, santità e santificazione sono intimamente collegate. Esse approfondiscono il messaggio cristiano secondo le tre dimensioni dell'Antico Testamento: Dio si santifica, santifica l'uomo, l'uomo deve santificarsi.

Riassumendo, possiamo dire che: 1) il Padre mostra la sua santità operando nei cristiani; 2) Cristo attua la nostra santità mediante la sua offerta sacrificale sulla croce e i sacramenti; 3) Padre e Figlio ci inviano lo Spirito Santo per santificarci; 4) l'uomo deve ricevere il dono della santità, farne la base della sua vita ed aumentarlo con il proprio impegno.

La santità, quindi, è la partecipazione alla santità divina, che si mostra nella purezza di vita e nell'amore, misericordia e perdono per i fratelli e per i nemici.

Il Dio Santo si mostra tale, rendendoci capaci di compiere le opere buone che lo fanno glorificare dagli uomini. Ciò avviene, in particolare, per la sua Chiesa, che Egli ama, santifica e rende pura nel battesimo (Ef 5,25-27) e nella comunione dei santi (coloro che da Dio sono resi tali). Fino a tutto il Medioevo il termine usato al riguardo fu gratia gratum faciens che poi fu detta grazia santificante. 

Il Concilio di Trento ribadì la dottrina biblica, che l'uomo nella giustificazione viene santificato e nel suo catechismo tridentino ha lasciato insieme "santità e giustizia". Il Concilio Vaticano II, nella Lumen Gentium ha dedicato il capo V alla vocazione universale alla santità, dicendo che Cristo, il Santo, ha santificato la sua Chiesa donandole lo Spirito Santo. 

Nella fede e nel battesimo, la partecipazione alla natura e alla figliolanza divina ci rendono santi (n. 40). Tale santità ci è data gratuitamente, senza nostro merito, per pura misericordia e come compito che c'impegna per tutta la vita. 

La santità di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo è il suo essere più intimo, libero da ogni limite, debolezza e difetto, pienezza di ogni bene e perfezione. Essa è partecipata all'uomo e deve contrassegnare la vita del cristiano, come impegno prioritario su ogni altro.

Esso è possibile, poiché l'uomo è immagine di Dio e in relazione con lui. La decadenza del peccato originale, tuttavia, non ha soltanto intaccato le sue condizioni e limiti creaturali, ma lo ha pure gravato delle sue conseguenze: debolezze, cattive inclinazioni, concupiscenza. La vita di santità, quindi, comporta un continuo e strenuo conflitto con l'uomo vecchio, ossia l'uomo decaduto e degradato.


Quest'intimo conflitto il credente lo vive nella Chiesa, la cui santità, quindi, è assai più della somma di santità dei singoli cristiani. Infatti, in essa vive il Cristo, come suo capo e lo Spirito Santo, come sua anima. 

Sono essi i garanti della verità, certezza e santità vissuta in essa dai suoi membri. Per questo la santità del singolo non può essere costituita pienamente, senza la Chiesa poiché, senza l'Eucaristia, l'attività santificante di Cristo non sarebbe piena. Senza la Chiesa neppure l'opera dello Spirito è piena e neppure l'azione del Padre, fonte di ogni santità, può giungere pienamente all'uomo. 

Poiché la santità del corpo della Chiesa poggia sulle tre Persone divine, la santità dei credenti passa per il corpo di cui sono membra. Il modo migliore per aumentare la santità dell'intera Chiesa, quindi, è santificare se stessi. Si è santificati, quindi, dalla relazione con le tre Persone, in Cristo, nella sua Chiesa. 

Nessun commento:

Posta un commento