domenica 9 marzo 2014

CONVERSIONE E GIUSTIFICAZIONE



Conversione e giustificazione


Il tema della giustificazione, fortemente enfatizzato dai teologi riformati, nella Chiesa cattolica non ha mai costituito il centro dei problemi relativi alla grazia.

Rispetto ad esso il Concilio Vaticano II ha sottolineato maggiormente la santificazione e la santità. 

Ciò che conta, comunque, è porre Dio al centro della vita e del pensiero umano e mettere ordine nella vita umana, riconoscendo che l'iniziativa di Dio è sovrana, viene prima e che l'azione umana è insufficiente senza la grazia. 

Questi aspetti appaiono chiaramente nell'impostazione sistematica del trattato sulla Grazia esposta nel Catechismo della Chiesa Cattolica. 

Iniziando con la giustificazione (nn. 1987-1995), pone la conversione come prima azione della grazia divina che opera la giustificazione. 

Mediante la conversione "l'uomo si volge verso Dio e si allontana dal peccato, accogliendo così il perdono e la giustizia dall'Alto" (n. 1989).

Riconferma, quindi, che la giustificazione, secondo la definizione del Concilio di Trento: 

"non è solo remissione dei peccati" e ribadisce che è "anche santificazione e rinnovamento dell'uomo interiore, attraverso l'accettazione volontaria della grazia e dei doni, per cui l'uomo da ingiusto diviene giusto e da nemico amico, così da essere erede secondo la speranza della vita eterna (Tt 3,7)" (n. 1989).

La dottrina cattolica sottolinea chiaramente che lo stato d'ingiustizia e inimicizia con Dio, proprio del peccatore, è causato dal peccato originale o dai peccati personali. 

Il passaggio allo stato di giustizia e amicizia con Dio, quindi, comporta: 

1) la remissione vera e propria dei peccati; 2) il rinnovamento interiore dell'uomo, reso giusto, amico di Dio, erede della vita eterna e capace di merito. 

Il Catechismo della Chiesa Cattolica cita S. Atanasio per sottolineare che con la giustificazione "entriamo a far parte della natura divina" e che "lo Spirito divinizza coloro nei quali si fa presente.

La vocazione alla vita eterna dipende interamente dall'iniziativa gratuita di Dio, poiché egli solo può rivelarsi e donarsi.


Inoltre, è soprannaturale perché supera tutte le capacità di ogni creatura, quindi anche quelle dell'intelligenza e della volontà dell'uomo (n. 1998). 

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