martedì 4 marzo 2014

GIUSTIFICAZIONE E GRAZIA: GRATUITA' E GENEROSITÀ'



Giustificazione e grazia:
gratuità e generosità


Il primo dato da cui muovere è l'assoluta gratuità della grazia e della giustificazione, che Dio concede, non in virtù dei meriti, capacità od opere buone dell'uomo, ma esclusivamente per la redenzione salvifica operata da Gesù Cristo. 

Essa, come si è visto, ha costituito in tutti i tempi, un caposaldo fondamentale della dottrina della grazia, al quale altri argomenti si collegano. 

Il secondo dato, sempre egualmente affermato, è l'assoluta necessità della grazia, perché l'uomo possa compiere gli atti che lo dispongono alla giustificazione. 

Entrambe evidenziano come l'uomo, resosi peccatore e nemico di Dio, non possa mai, con le sue sole forze, compiere azioni di tanto valore da meritare di diventare, da nemico, amico di Dio, suo figlio adottivo, partecipe della sua intima comunione divina ed erede dei suoi beni, della sua vita eterna e della sua gloria. 

Il terzo dato sempre affermato è la volontà salvifica universale di Dio, che dona la salvezza e la giustificazione come grazia, ossia come dono benevolo, favore libero gratuito e generoso, offerto volentieri a tutti, senza eccezioni. 

Ogni tentativo di restringere e mutare questi tre dati, base del mistero della grazia, ha sempre incontrato la più ferma opposizione della Chiesa, basata sulla volontà di Dio, che vuole veramente "che tutti gli uomini si salvino e giungano alla conoscenza della verità" (1Tm 2,3-4) e, di conseguenza, abbiano tutti i mezzi necessari a conseguire la vita eterna e la salvezza.

Tale volontà non ammette eccezioni e non esclude nessuno, essendo fondata su un solo Dio, che è Dio di tutti, e su un solo Mediatore tra Dio e gli uomini, Gesù Cristo, che ha immolato la sua vita per tutti, meritando per tutti e a tutti la grazia della salvezza. 

Cristo, infatti, morendo sulla croce, ha riconciliato col Padre e risanato l'umanità intera. 

Ha istituito come mezzi ordinari della grazia la predicazione e i sacramenti della Chiesa, senza escludere altri mezzi, con cui Dio può conferire la sua grazia e salvezza a quanti, non potendo essere raggiunti dai mezzi ordinari, non si oppongano alla sua azione. 

La volontà salvifica universale, come la grazia, in chi non l'accetta o la rifiuta ostinatamente, non produce automaticamente i suoi effetti. 

L'uomo, perciò, può riceverla solo se "sotto la mozione della grazia, si volge verso Dio, si allontana dal peccato, accoglie il perdono e la giustizia dall'Alto" (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1989), dà il suo assenso di fede alla Parola divina e coopera nella carità alla mozione dello Spirito che lo previene e custodisce (n. 1993).


La giustificazione, mediante la potenza della misericordia divina e per i meriti di Cristo, rende l'uomo interiormente giusto (santo) e conforme alla giustizia (santità) di Dio, lo destina alla gloria divina e alla vita eterna, (n. 1992). 

Mediante il battesimo, sacramento della fede, separa l'uomo dal peccato e lo libera dalla sua schiavitù, ne purifica e guarisce il cuore, lo riconcilia con Dio (n. 1990), v'infonde la fede, speranza, carità e obbedienza alla volontà divina (n. 1991). 

Per questo la Chiesa considera la giustificazione "l'opera più eccellente dell'amore di Dio", ancora maggiore della creazione del cielo e della terra. 

Questi, infatti, passeranno, mentre la salvezza e la giustificazione degli eletti non passeranno mai. 

La considera pure maggiore della creazione degli angeli nella giustizia, perché manifesta maggiormente la misericordia divina (n. 1994). 

La giustificazione, per i suoi contenuti ed effetti, implica la santificazione di tutto l'essere, sotto la guida del "maestro interiore" che è lo Spirito Santo (n. 1995). 

Perché l'uomo si prepari alla giustificazione è assolutamente necessaria la grazia interna. 

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