domenica 16 marzo 2014

PADRI OCCIDENTALI O LATINI



Padri occidentali o latini


I Padri occidentali o latini, come Ilario e Ambrogio, a partire da Clemente Romano, che evidenziava i frutti e benefici della grazia (vita immortale, splendore di giustizia, libertà nella verità, fede fiduciosa, purezza di santità), sottolinearono maggiormente l'aspetto dinamico e antropologico della grazia. 

Le differenze d'impostazione e sistemazione cominciarono con la controversia pelagiana.

Pelagio, agli inizi del V secolo, muovendo da una posizione naturalistica, che si risolveva nella pretesa di un'autonomia assoluta dell'uomo da Dio, negava che: 

1) la volontà umana fosse stata indebolita dal peccato e fosse incline al male; 

2) Adamo fosse in uno stato superiore a quello in cui si trovarono gli uomini dopo il peccato; 

3) il soccorso della grazia interna fosse necessario per resistere al male e operare il bene. 

Per contro asseriva che l'uomo, con la sua libera volontà, può attuare tutti i precetti divini e, di conseguenza, essere giusto davanti a Dio. 

I suoi seguaci (pelagiani), per incentivare nei cristiani l'impegno morale, sostenevano un'etica naturalistica, che esaltava la capacità dell'uomo di conseguire la grazia con le proprie forze. 

Anch'essi, quindi, affermavano che tra lo stato dell'uomo prima del peccato e quello dopo il peccato non vi è differenza sostanziale e che il peccato originale non avrebbe tolto nulla di quanto l'uomo aveva prima, ma sarebbe stato solo un cattivo esempio. 

La redenzione di Cristo, quindi, non avrebbe ridato nulla, ma solo riparato il cattivo esempio, per cui l'uomo poteva conquistare, con le sue sole forze, la vita eterna.


Contro Pelagio, Agostino oppose che: 

prima del peccato originale, c'era la grazia; 

dopo il peccato, essa è necessaria per non peccare e perseverare nell'amicizia con Dio;

la grazia non è opera dell'uomo ma dono gratuito di Dio; 

Dio opera nella sfera della libera volontà senza intaccarla. 

Difese, quindi, l'assoluta necessità della grazia di Cristo che, nel giustificare l'uomo decaduto, gli rende la libertà, l'amore, il gusto del bene e della giustizia. 

Approfondì, inoltre, tutti gli elementi della tradizione greca: 

abitazione di Dio nei giusti, partecipazione alla natura divina, inserimento in Cristo. 

Impostò pure la tematica della grazia in rapporto all'agire morale dell'uomo. 

La sua preoccupazione di difenderne il primato, l'efficacia e la gratuità assoluta lo portò, tuttavia, a impostare nello stesso modo il tema della predestinazione, lasciando nell'ombra la volontà salvifica universale di Dio e non dando sufficiente rilievo alla libertà dell'uomo. 

Da ciò, in seguito, sarebbero derivati alcuni inconvenienti. 

Nessun commento:

Posta un commento