lunedì 10 marzo 2014

SVILUPPI RECENTI



Sviluppi più recenti


Abbiamo pure ricordato il razionalismo e l'immanentismo che, negando ogni ordine soprannaturale, negavano indirettamente pure la grazia. 

Il moralismo pedagogico dell'illuminismo e le dispute che lo seguirono contribuirono a un certo estrinsecismo della dottrina della grazia, contro il quale, in tempi più recenti reagirono varie correnti spirituali quali la devozione a Cristo (D. Marmion, R. Guardini), la mistica della trinità (J. Alfaro), la dottrina dei misteri (O. Casel) e l'inabitazione dello Spirito Santo (H. Volk). 

Queste nuove impostazioni contribuirono ad allargare notevolmente le tematiche sulla grazia.

Alcuni aspetti riguardanti la grazia vennero trattati anche nelle encicliche di Pio XII, come l'inabitazione della Trinità, nell'enciclica Mystici Corporis (1943) e la soprannaturalità dell'ordine di salvezza, nell'enciclica Humani Generis (1950). 

Il Concilio Vaticano II, nella costituzione Sacrosanctum Concilium (1963) ha presentato la liturgia come fonte di ogni virtù e grazia, mentre il decreto Perfectae Caritatis (1965) descrive i consigli evangelici come mezzo per raggiungere la carità perfetta. 

La grazia vi è sottolineata come libero dono di Dio, in forza del quale l'uomo diviene figlio di Dio, tempio dello Spirito Santo, partecipe della vita e natura divina. 

In risposta alle obiezioni della cultura moderna, i teologi più recenti tendono a sottolineare che la grazia sostiene, anziché ledere, la libertà umana. 

Accompagnando il cristiano nel suo cammino progressivo verso la pienezza e la perfezione, lo rende sempre più libero della vera libertà dei figli di Dio (Gv 8,36; Rm 8,21), quindi lo fa sempre più capace di trasformare il mondo e di attuarvi i compiti e le responsabilità che il Signore gli affida.

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