lunedì 21 aprile 2014

ELEZIONE DALL'INIZIO ALL'ESILIO



Elezione dagli inizi all'esilio


L'elezione è l'esperienza e la convinzione di aver ricevuto un destino diverso dagli altri popoli e di essere in una condizione dovuta all'iniziativa totalmente libera e sovrana del Signore.

Benché il termine che la designa, bahar e i suoi derivati, sia alquanto tardivo, la consapevolezza del fatto è antica quanto l'esistenza d'Israele come popolo di Dio. 

Il concetto è strettamente intrecciato con quello dell'alleanza e risale alla storia di Abramo (Gs 24,3). 

Esso ritorna ogni volta che Israele, consapevole di essere erede (Es 34,9), è invitato a una scelta (Gs 24,15). 

L'elezione, quindi è un progetto unico e un fatto continuo. 

La stessa descrizione della condizione dell'umanità in preda al peccato è il contesto generale che prepara a comprenderne il significato. 

Dio sceglie ed elegge Abramo per benedire in lui tutte le nazioni della terra (Gn 12,3). 

La discendenza ed eredità dell'elezione non è spontanea, naturale o automatica. Dio sceglie, ogni volta, secondo la sua volontà, le persone cui affidare una missione transitoria o stabile. 

Questa scelta, che pone a parte e consacra, riproduce gli aspetti dell'elezione d'Israele. 

Nei confronti dei profeti, da Mosè (Es 3; Sal 106,23) ad Amos (Am 7,15), Isaia (Is 8,11) e Geremia (Gr 15,16; 20,7) l'elezione diventa quasi sempre una vocazione. 

Essi sono strappati dalla loro vita abituale, dalla famiglia e amicizie e sono costretti a proclamare la volontà divina in opposizione a tutto il popolo.

Pure i re sono scelti ed eletti, chiamati da un profeta o costretti dal gioco degli eventi dominati da Dio. 

La loro funzione essenziale è di mantenere il popolo fedele alla sua elezione. 

È in base a questo che vengono giudicati (2Re 14,24; 15,3-4; 9-10; 24; 34-35). 

Anche sacerdoti e leviti sono eletti, scelti e messi a parte per svolgere il loro ministero, ossia tenersi alla presenza del Signore, le cui scelte ed elezioni si estendono a una quantità di fatti. 

Ha eletto la tribù di Giuda, il monte Sion (Sal 78,68), come suo soggiorno (Sal 68,17; 132,13) e il tempio di Gerusalemme per farvi abitare il suo nome (Dt 12,5; 16,7-16). 

Il Deuteronomio, che esprime il tema dell'elezione con bhr, ne sottolinea l'origine totalmente gratuita che nasce solo dal puro amore divino (Dt 7,7) e fa del popolo i suoi figli (Dt 14,1). 

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