lunedì 14 aprile 2014

GIUSTIFICATO


Giustificato


Significa glorificato (45,25).

La giustizia di Dio è la manifestazione della sua misericordia e la realizzazione, come grazia e dono, delle sue promesse.

Riassumendo i tratti fondamentali presenti nel termine ebraico sedeq/sedaqah, si può dire che esso:

1) non appartiene ad alcuna categoria forense, di diritto o altro, ma abbraccia l'intero ambito di vita degli israeliti, nei rapporti con Dio e col prossimo e può essere spiegato meglio con le categorie cultuali anziché giuridiche; 

2) indica il concetto di un rapporto che può essere giustamente inteso come "patto" e tradotto come "fedeltà di comunità". 

Come, in conformità al patto, la giustizia di Dio si manifesta nella sua fedeltà d'amore, così il comportamento secondo giustizia, richiesto agli uomini, è la fedeltà di tutta la comunità allo stesso patto. 

Il termine sedeq/sedaqah, quindi, esprime due valori o significati in stretto e contemporaneo collegamento: 

la salvezza e il comportamento fedele secondo la giustizia. 

Ciò rende inseparabile la sedaqah umana da quella divina, perché la sedeq non è nell'uomo, ma l'uomo è nella sedeq.

Per la grazia l'uomo si trova accolto nella sedeq, divina salvezza, e quindi impegnato anche a vivere secondo essa, come comportamento conforme alla giustizia. 

È interessante notare che occasionalmente per tradurre sedeq furono usati pure termini come dikaioma, eleos e elemosyne (Dt 6,25; 2Sm 19,25; Sal 23,5).


Le difficoltà d'interpretazione s'incontrano pure nell'uso rabbinico, che mostra la stessa duplice tendenza. 

Da un lato la sedaqah viene interpretata in modo estremamente riduttivo e unilaterale come elemosina, beneficenza, opera buona, divenendo un termine quasi tecnico in questo senso. 

Dall'altro essa è ancora l'essenza di un comportamento gradito a Dio e viene intesa come comando, solo a partire dalle esigenze del patto con Dio, insite in essa. 

Il Nuovo Testamento, e in particolare i vangeli, mostrano alcuni dei tratti essenziali del modo tradizionale d'intendere la giustizia nell'Antico Testamento.

Dikaios vi indica l'uomo onesto, pio e timorato di Dio, che vive secondo la volontà e i comandamenti divini, per cui è giusto (Lc 2,25; 23,50) come erano giusti nell'adempimento degli ordinamenti divini i patriarchi (Mt 23,35) e i profeti (Mt 13,17; 23,29). 

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