giovedì 24 aprile 2014

GRAZIA E BENEDIZIONE



Grazia e benedizione


Un altro termine molto significativo è quello di "benedizione", gesto che spetta al padre e alimenta la vita, la gioia e la pienezza di forza. 

Esso, riferito a Dio, indica molto di più. 

Quella che Egli rivolge a Israele, fa di questo popolo una benedizione destinata a tutte le nazioni (Gn 12,3), per consacrare tutti gli uomini nella sua santità divina. 

La benedizione manifesta Dio come Padre, che plasma il destino dei suoi figli (Is 45,10).

La grazia diviene un amore paterno che crea dei figli. 

In più, l'infinita santità di Dio stabilisce, con coloro che ama, una promessa di vita santa e una costante vocazione alla santità. 

Ciò arricchisce di contenuti specifici l'idea dell'incontro personale, nel quale Dio posa sull'uomo il suo sguardo, il suo sorriso e lo splendore del suo volto. 

In questo modo i termini e i concetti che compongono la realtà della "grazia" rivelano l'atteggiamento e il contenuto di una libera e gratuita donazione personale di Dio al suo popolo. 

Lungo la storia della salvezza, Dio farà risplendere in molti modi il suo favore (hen) su Israele. 

Stringerà un patto di alleanza fondato sulla fiducia e fedeltà (hesed) e risponderà con inesauribile compassione e misericordia (rahamim) alle sue continue infedeltà. 

La grazia esprime, quindi, l'atteggiamento di benevolenza, fondato nell'essere stesso di Dio, che si rivela all'uomo e lo porta a vivere nel clima della donazione e dell'amore divino. 

In questa prospettiva è possibile comprendere la serie di fatti che testimoniano concretamente tale grazia: 

patto della promessa concluso con Abramo (Gn 15, 1-19); liberazione del popolo dalla schiavitù d'Egitto (Es 3,7-8); guida, assistenza e protezione nel cammino alla terra promessa (Es 15,11-13); perdono incessante delle sue colpe (Nm 14, 18-20); protezione, vita e fertilità (Sal 136, 1-9).

Appare chiaro che il patto d'alleanza e questi favori formano un tutt'uno (1Re 8,23; Dt 7,12). I profeti ricordano che quest'amore e benevolenza, nonostante le peggiori infedeltà d'Israele, non vengono mai ritirati e che la grazia di Dio non abbandona mai il suo popolo (Is 54,10). 

Questo, consapevole di ciò  (Sal 89,29; 106,45), nella sua preghiera chiede al Signore di ricordarsi sempre delle sue misericordie "che sono dai tempi dei tempi" (Sal 25,6) e di liberarlo definitivamente da ogni timore e affanno. 

La stessa preghiera invita ad attendere con ferma fiducia l'opera di Dio, perché "nel Signore è la grazia" (Sal 130,7). 

Tenendo conto di tutti questi aspetti, si può dire che la grazia esprime la benedizione amorosa, del Dio pieno di benevolenza, misericordia e perdono. 

Questo suo essere ed atteggiarsi richiamano l'uomo ad aver fiducia nel gratuito dono di sé, che Dio attua liberamente verso il suo popolo prima, e poi verso tutta l'umanità. 

Devono, quindi, credere e sperare nelle sue promesse. 

La base di tutto ciò è la sua incondizionata fedeltà alla sua alleanza, che non verrà mai ritirata, e alla sua parola, che non verrà mai meno.

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