venerdì 25 aprile 2014

GRAZIA ED ELEZIONE NELL'A.T.



GRAZIA ED ELEZIONE NELL'ANTICO TESTAMENTO


La grazia è riconosciuta un concetto chiave dell'annuncio biblico che, tuttavia, non espone una dottrina sistematicamente elaborata, ma molti elementi essenziali, che nel loro insieme sono stati progressivamente sviluppati e completati. 

Benché rispetto all'Antico Testamento il Nuovo Testamento segni una notevole crescita, sia di estensione che di espressioni, esso non sarebbe comprensibile senza o al di fuori dell'Antico Testamento. 

Dovremo, quindi, collegare tutta la tematica della grazia alle più significative realizzazioni ed espressioni veterotestamentarie. 

Antica alleanza, grazia, benedizione. 

Esegesi e teologia concordano nel sottolineare l'importanza delle parole con le quali Dio si definì, nel rivelarsi a Mosè: "Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di grazia e dei fedeltà, che conserva il favore per mille generazioni" (Es 34,6). 

È assai significativo che, per tradurre tali parole, sia stato necessario ricorrere a diversi modi: 

"Dio clemente e misericordioso, longanime, grande nella benevolenza e nella fedeltà"; 

oppure: "Dio di tenerezza e di grazia, tardo all'ira e ricco di misericordia e fedeltà"; 

e ancora: "Dio di pietà e misericordia, lento all'ira e ricco di grazia e di verità, che conserva grazia per mille generazioni, sopporta colpa, trasgressione e peccato". 

Per esprimere le realtà qui e altrove indicate, il lessico ebraico si avvale di numerosi termini: Hen, che indica la misericordia (cuore che si china sulle miserie); 

Hesed, che indica la fedeltà generosa; 'Emet, che indica la fermezza incrollabile negli impegni; Rahamim, derivato da rehem, che designa il grembo materno e indica l'attaccamento viscerale della madre ai propri figli; 

Sedeq, che indica la santità inesauribile che assicura a tutte le creature la pienezza di diritti e la soddisfazione di ogni aspirazione.

Scorrendo questi termini, la "grazia" di Dio appare preziosa al massimo e si capisce perché, come pregano i salmi, garantisca pace e gioia all'uomo, sovrabbondanza e torrente di delizie (Sal 36), sia migliore della stessa vita e considerata come il massimo di tutti i beni (63,4).


Questo tesoro della sua grazia, Dio non lo custodisce gelosamente, ma lo effonde generosamente su ogni sua opera, su ogni vivente e su quanti lo amano (Sir 1, 1-10). 

Il suo segno maggiore è dato dalla sua "elezione" d'Israele, iniziativa pienamente gratuita, non dovuta ad alcun merito, ma soltanto all'amore e alla fedeltà al giuramento da lui fatto agli antichi padri (Dt 7,8). 

La ragione di tutti i benefici elargiti da Dio al suo popolo è solo una: la sua grazia che, come Dio fedele, mantiene alla sua alleanza, per il suo amore (7,9). 

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