martedì 29 aprile 2014

IL CONTESTO REALE DELLA GRAZIA


Il contesto reale della grazia


Il miglior modo per comprendere i problemi e i significati collegati al tema della grazia è di collocarli nel loro reale contesto storico e nel loro autentico ambito spirituale e umano. 

Questi sono indicati dalla Scrittura. 

Fin dalle sue prime pagine emerge la vicenda dell'uomo che, volendo fare a meno di Dio e meglio di lui, si è ritrovato in una triste condizione di disordine e miseria (peccato originale). 

Rifiutando l'amicizia con Dio e perdendo il dono dell'integrità (grazia, possibilità di non peccare) i nostri progenitori e i loro discendenti si trovarono nell'incapacità di dominare la violenza delle loro passioni e istinti e di sottrarsi alla forza del peccato, che s'impadronì del mondo. 

In tale condizione, l'umanità ha sperimentato l'impossibilità di salvarsi con le sue sole forze e ha subito una crescita impressionante del potere del male. 

Essa passò, così, dalla disobbedienza originale alla diffidenza reciproca (Gn 3, 1-19), all'omicidio (Caino, Gn 4, 1-16), alla volontà di sterminio (Lamech, Gn 4, 23-24). 

Morte, inganno e violenza entrarono nel mondo e s'impadronirono dell'uomo.

L'umanità imparò a manipolare i materiali, ma non riuscì ad accompagnare il progresso tecnico con quello spirituale e morale, scadendo sempre più nella grave condizione descritta in Genesi 6, 5-6: 

"Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male. 

E il Signore si pentì di aver fatto l'uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo".


Anche dopo il diluvio il male riprese la sua corsa inarrestabile. 

Il tentativo di assicurare l'unità del genere umano mediante grandiose realizzazioni (Babele) portò soltanto maggiori incomprensioni e divisioni (Gen 11, 1-9). 

Questa tragica crescita e trionfo del male mostrano l'assoluto bisogno di Dio e del suo aiuto, che l'uomo ha per vincere il male. 

Il peccato originale, infatti, ha così indebolito le capacità spirituali, intellettuali e morali dell'uomo, da non consentirgli più, senza l'aiuto divino, una vita libera dal peccato e la capacità di compiere azioni moralmente buone e opere oneste per tutta la vita. 

Tale aiuto divino, e la nuova situazione positiva che esso produce, è detto grazia dalla fede cristiana. 

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