lunedì 7 aprile 2014

LA GRATUITA'



LA GRATUITA'

La gratuità totale dell'elezione (Rm 11,5) viene da Dio, prima di ogni scelta umana (Rm 1,5; Gal 1,15) e segna tutta l'esistenza cristiana. 

Se dipendesse da qualche osservanza, non sarebbe più dono né grazia (Rm 11,6). 

Il fatto che essa sia donata all'uomo, ancora nemico di Dio e incapace di sottrarsi al peccato, aumenta la gratuità e generosità dell'elezione. 

La grazia sovrabbonda (Rm 5,12-21), perché Dio apre senza riserve i tesori inesauribili della sua generosità (Ef 1,7; 2,7) e li effonde senza limiti (2Co 4,15; 9,14).

Dal momento che ci ha donato il Figlio "come potrebbe non elargirci ogni grazia?" (Rm 8,32). 

Per questo la grazia è di una fecondità inesauribile e produce opere e frutti di ogni genere (1Co 15,10; 1Ts1,3; 2Ts 1,11), in particolare di carità (Gal 5,6), "che Dio ha preparato in anticipo perché noi le producessimo" (Ef 2,10). 

Paolo annota con vigore che la grazia "fa di lui tutto ciò che è e fa in lui tutto ciò che egli fa" (1Co 15,10) . 

Poiché essa è un principio intimo e profondo di trasformazione e di azione, esige una costante collaborazione. 

Di qui il dovere di obbedirle (2Co 1,12) e corrisponderle  18 (Rm 15,125; Fil 2,12). 

Essa, soprattutto, è nascita alla nuova esistenza (Gv 3,3) dello Spirito che vive nei figli di Dio (Rm 8,14-17). 

Il cristiano è "chiamato" (Gal 1,6) e "stabilito" (Rm 5,2) nella grazia, "vive sotto il suo regno" (5,21; 6,14), la vita nuova con Cristo Risorto (6,4.8.11.13). 

Paolo e Giovanni concordano pienamente nel mostrare la Grazia di Cristo come dono della vita (Gv 5,26; 6,33; 17,2), sia di Cristo che dello Spirito Santo (Rm 6,14; 7,6). 

Per questo libera l'uomo dal peccato e gli porta frutti di santificazione (6,22; 7,4). 

Lo Spirito, dono di Dio per eccellenza, attesta in noi che la grazia ci fa veramente figli di Dio (At 8,20; 11,17; Rm 8,16). 

Questa è la vera giustificazione operata dalla grazia (Rm 3,23), che ci rende al cospetto di Dio quel che Egli vuole da noi: 

figli davanti al loro Padre (Rm 8, 14-17; 1Gv 3,1). 

La gloria del cristiano sta nel non possedere nulla, ma di ricevere tutto, in particolare la giustizia (giustificazione) solo per grazia, nella quale soltanto, l'uomo riesce ad essere pienamente se stesso (Rm 4,2; 5,2; 2Co 12,9; Ef 1,6).


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