venerdì 11 aprile 2014

LA GRAZIA NEL N. TESTAMENTO



LA GRAZIA NEL NUOVO TESTAMENTO



Nell'Antico Testamento, come si è visto, la grazia è presente in forme diverse e con nomi vari, come evento, promessa e speranza. 

Dio gratuitamente e generosamente la dona e l'uomo liberamente la riceve e responsabilmente l'accoglie. 

La lettura cristiana dell'Antico Testamento, che Paolo propone nella lettera ai Galati e ai Romani, consiste nel riconoscere, nell'antica alleanza, le varie opere e i vari aspetti della grazia. 

La venuta di Cristo mostra fin dove può giungere la benevolenza e generosità di Dio, che ci dona il suo Figlio unico e prediletto (Rm 8,32). 

In tale dono attingiamo il vertice dell'atteggiamento divino, che ha sempre unito amore, benevolenza, generosità, gratuità, misericordia e fedeltà. 

Assieme alla pace, la grazia costituisce l'augurio di quasi tutte le lettere apostoliche. 

Essa viene pure presentata come il dono per eccellenza, che compendia tutta l'azione divina per noi e tutto ciò che ogni uomo può augurare ai fratelli. 

Per Giovanni, in Cristo ci sono pervenuti la grazia e la verità (1, 14) che ci hanno fatto conoscere che Dio è amore (1Gv 4,8). 

Per Paolo, ogni sua azione è grazia (Tt 2,11; 3,4). 

Per i vangeli, Gesù è il dono supremo dell'amore e benevolenza del Padre (Mt 21,37; 26,28). 

Ciò manifesta pienamente tutta la tenerezza, benevolenza e misericordia con cui Dio si definiva nell'Antico Testamento. 

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