giovedì 17 aprile 2014

L'ELEZIONE DI UN SOLO ELETTO



L'ELEZIONE DI UN SOLO ELETTO


È quanto accenna pure Isaia, a proposito del "servo" di Dio (53,11) che, più tardi, il Nuovo Testamento applicherà a Gesù, unico, vero e perfetto eletto di Dio.


La dottrina della grazia è iniziata, quindi, con una pluralità di termini dell'Antico Testamento, che esprimono la relazione di fondo fra Dio e l'uomo. 

Dio guarda l'uomo e gli dona aiuto, soccorso, guarigione e salvezza. 

I vari termini indicano sempre la relazione di fondo che ha per oggetto i doni generosi e i benefici gratuiti di Dio, che esercita sempre la sua misericordia sui peccati, le infedeltà e i tradimenti dell'uomo. 

Il concetto di grazia dell'Antico Testamento prepara e sviluppa, dunque, tutti gli elementi della concezione del Nuovo Testamento. 

Tutti i termini e concetti più pregnanti dell'ebraico, che trattavano della grazia, per mezzo della traduzione greca dei LXX, confluiranno nella parola charis che diverrà determinate nel Nuovo Testamento. 

Il Vangelo li prenderà e li farà confluire in un nome che è e rivela la realtà piena della grazia, come azione definitiva e risolutrice di Dio Padre: 

la persona, vita, morte e risurrezione del suo Figlio Gesù Cristo. 

Il dono definitivo di grazia, quindi, è la persona e l'evento di Gesù Cristo Giustizia e giustificazione.

Il termine "giustificazione" ha assunto un notevole significato riguardo al tema della grazia, soprattutto col sorgere del cristianesimo riformato. 

Il suo problema, tuttavia, è sorto come aspetto soggettivo della redenzione, riguardo alla sua appropriazione da parte del singolo. 

Nella Scrittura, tuttavia, il termine reperibile è solo quello di giustizia. 

La Bibbia ebraica, inoltre, ignora il suo significato greco di conformità a una norma astratta e impersonale. 

Essa, infatti presenta il termine sedaqah che, sebbene tradotto con "giustizia", presenta un significato fondamentale profondamente diverso da quello inteso dalle lingue moderne e dal linguaggio comune. 

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