martedì 1 aprile 2014

L'ELEZIONE NEGLI SCRITTI DI PAOLO



L'elezione negli scritti di Paolo


La realtà dell'elezione riceve in S. Paolo particolare attenzione e profondità. 

Per gli esegeti specializzati negli scritti paolini, nella teologia di S. Paolo l'elezione e la predestinazione sono così fortemente intrecciate, da costituire quasi la struttura del suo pensiero, rendendo difficile analizzarli ed elaborarli come temi separati. 

Collegate a concetti come chiamata, disegno, volontà, consiglio di Dio, sono fortemente connesse con l'insieme della redenzione, la grazia e le altre realtà rivelate. 

Alcuni pensano che per capire la dottrina paolina su elezione e redenzione occorra muovere dalla dottrina su Dio, Realtà Suprema, Padre, Figlio e Spirito Santo, che progetta, elegge, chiama e predestina. 

Paolo dovette annunciare tutto ciò in comunità molto diverse dal punto di vista culturale e religioso. 

Per di più esse erano pure influenzate dallo scetticismo filosofico, dalle mentalità idolatre e pagane, da superstizioni e idee sbagliate sugli dèi. 

Doveva, dunque, sottolineare le qualità di Dio a proposito dell'elezione e predestinazione. 

Esse sono l'amore (Ef 1,4-5; 1Ts 1,4), la misericordia (Rm 9,16) la grazia (Rm 11,5), la sapienza e scienza (Rm 11,33). 

Presenta, quindi, il Dio infinitamente amoroso e misericordioso che, per grazia, elegge e con la sua sapienza predestina. 

Ciò fa escludere in partenza ogni timore di arbitrio. 

Dio, perciò, concepisce e inserisce il suo piano di salvezza come parte e strumento di attuazione del suo progetto di amore per l'umanità. 

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