sabato 26 aprile 2014

SENSO E USO DELLE DISTINZIONI TEOLOGICHE


Senso e uso delle distinzioni teologiche


Questi termini e distinzioni furono, inizialmente, elaborati dalla ricerca e riflessione teologica. 

In seguito vennero accolti dal Magistero che con la sua autorità li valorizzò per l'annuncio e la catechesi.

Oltre a quelli ora citati nel Catechismo della Chiesa Cattolica, ve ne sono altri, egualmente elaborati dai teologi nel corso del tempo, nei loro sforzi e tentativi di approfondire, comprendere o risolvere i problemi che di volta in volta emergevano riguardo alla grazia. 

È necessario conoscere anche questi per capirli e utilizzarli con sereno discernimento. 

Al riguardo è importante ricordare che più che di forme diverse della grazia, si tratta di prospettive diverse sotto le quali essa viene considerata, in rapporto ai vari problemi che, sovente, di volta in volta vengono a emergere. 

Abbiamo, quindi, la grazia increata e grazia creata. 

La grazia increata indica Dio stesso, ossia la comunione delle stesse Persone divine che abitano nell'anima dei battezzati e credenti. 

Grazia creata indica invece i doni, distinti da Dio, che accompagnano la grazia increata, in particolare le virtù infuse e i doni dello Spirito Santo, che aderiscono all'uomo e lo trasformano. 

Alcuni distinguono pure la grazia in naturale e soprannaturale. 

Nella terminologia scolastica della grazia, la grazia creata fu detta abituale per indicarne la forma stabile e duratura e distinguerla dalle grazie attuali, che sono spinte o impulsi divini transitori. 

Venne pure detta soprannaturale perché supera le capacità dell'uomo, che non è naturalmente partecipe della natura divina. 

Grazie naturali sono tutti i doni naturali (d'intelligenza, volontà, sensibilità, capacità varie, beni, mezzi, condizioni esterne ecc.), che formano la struttura della persona e intessono la trama della vita, che la provvidenza divina elargisce liberamente, gratuitamente e generosamente a ogni persona. 

Grazie soprannaturali sono tutti i doni soprannaturali, riguardanti la libera e gratuita chiamata alla salvezza e santificazione, perché l'uomo divenga figlio adottivo di Dio e rimanga nell'intima comunione d'amore con Cristo e le Persone divine.

Altri distinguono pure fra grazia interna e grazia esterna. Grazia esterna è tutto ciò che opera sull'uomo dall'esterno, come la predicazione del Vangelo, gli esempi, le testimonianze, determinate situazioni ecc. 

Grazia interna è ogni influsso esercitato da Dio sulle facoltà interiori dell'uomo, come le illuminazioni dell'intelligenza e le mozioni della volontà. 

Solitamente, la grazia esterna è accompagnata dalla grazia interna, che opera congiuntamente con la prima. 

Si distingue pure fra grazia sanante o medicinale e grazia elevante. 

La prima indica le grazie interne, volte a sanare le conseguenze prodotte dal peccato e a farci vivere onestamente. 

La seconda indica gli influssi divini per renderci sempre più capaci di operare soprannaturalmente e disporci o aprirci alla giustificazione.


È bene ricordare pure una distinzione, storicamente legata a un insieme di problemi sorti fra la fine del 1500 e gli inizi del 1600, che vanno sotto il nome di "controversia de auxiliis". 

I teologi del tempo distinsero, quindi, fra grazia sufficiente e grazia efficace. 

Al di là delle molte e complicate disquisizioni della controversia storica, possiamo dire che grazia sufficiente è quella che Dio, che vuole la salvezza di tutti (volontà salvifica universale), dona a tutti (e non solo ad alcuni), nel pieno rispetto della loro libertà. 

Grazia efficace è quella che diviene tale solo in coloro che liberamente l'accolgono, consentendole di produrre in loro gli effetti salvifici. 

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