venerdì 4 aprile 2014

TEOLOGIA DELLA GRAZIA



Teologia della grazia in Giovanni e negli Apostoli


Gli stessi temi si ritrovano nel corpo giovanneo, che li esprime con termini e immagini diverse.

Il cristiano possiede fin d'ora la vita eterna, la cui pienezza si manifesterà alla risurrezione (Gv 5,24).


Fonte unica di questa vita è Gesù che s'identifica con essa (Gv 14,6; 1Gv 5,12). 

Si può vivere solo uniti con Cristo: 

acqua viva (Gv 4,10), pane vivo e di vita (Gv 6), luce di vita (8,12), vite dei tralci (Gv 15).

Tale vita divina nasce realmente da Dio (Gv 1,13; 1Gv3,9; 4,7; 5,1.18), viene dall'alto (Gv 3,3.7) e dallo Spirito (3,6.8) ed è una vera rigenerazione (1,12; 11,52; 1Gv 3,1-2; 5,2). 

Essa non ci fa solo figli, ma realizza una vera immanenza fra Dio e noi (1Gv 4, 12-16), perché Padre, Figlio e Spirito Santo venendo, rimangono con noi (Gv 7,38; 14,23). 

La partecipazione a questa vita, libero dono di Cristo (Gv 5,21), è legata ad alcune condizioni: 

fede in Gesù Cristo, vero Figlio di Dio (Gv 1,12; 

20,31); 

amore verso tutti gli uomini (1Gv 3,14); 

battesimo necessario alla rinascita (Gv 3,5); eucaristia (Gv 6,53). 

L'affermazione che Dio ci ha fatto partecipi della sua natura divina si trova in 2Pt 1,3-46.

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